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Contro lo sfruttamento lavorativo sono necessarie le lotte e le alleanze sociali – di Gennaro Avallone
Sappiamo tutto Sappiamo tutto su sfruttamento lavorativo, caporalato e sistemi generalizzati di intermediazione. Sappiamo tutto sulle filiere agricole, sul modo in cui funzionano e sui meccanismi di potere che le governano. Sappiamo anche come si produce l'irregolarità tanto salariale e contributiva (con il lavoro grigio e nero) quanto quella amministrativa (ad esempio, con le [...]
June 6, 2026
Effimera
AMENDOLARA: CONTRO CAPORALATO E SFRUTTAMENTO OGGI MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Contro caporalato e sfruttamento oggi corteo nazionale ad Amendolara organizzato da Cgil e Flai; ci sarà anche uno spezzone sociale e di movimento. Lo Slai Cobas per il sindacato di classe di Taranto partecipa alla manifestazione con partenza alla stazione di servizio dove è avvenuta la strage dei braccianti alle ore 16. “Quanti altri morti ci devono essere nelle campagne perché questa cosa diventi materia di uno sciopero generale, diventi materia di manifestazioni, di proteste anche violente nei confronti dei padroni sfruttatori e, naturalmente, del sistema economico, politico, militare, criminale, che lo mantiene. Tutto questo avviene ogni estate, ogni giorno, si condisce sempre più di sfruttamento e di razzismo, un razzismo diffuso, un razzismo istituzionale, la cui matrice è il governo, lo Stato, le istituzioni. E’ da questo che bisogna partire per non ripetere l’eterna giaculatoria. Ovunque i migranti vengono sfruttati e schiavizzati, sia alla costruzione del nuovo Consolato a Milano degli Stati Uniti, sia nelle campagne della Calabria, della Puglia e della Basilicata” scrive lo Slai Cobas in un comunicato. Le considerazioni di Margherita dello Slai Cobas di Taranto Ascolta o scarica   
June 6, 2026
Radio Onda d`Urto
Amendolara, 6 giugno: Potere al Popolo aderisce alla manifestazione
Sabato 6 giugno saremo ad Amendolara, insieme ad USB Calabria e di tutte le realtà che hanno risposto alla chiamata. Saremo in corteo perché crediamo che la presenza fisica nei luoghi dove si consuma l’ingiustizia abbia un significato che nessun comunicato, per quanto necessario, può sostituire. La Calabria non può […] L'articolo Amendolara, 6 giugno: Potere al Popolo aderisce alla manifestazione su Contropiano.
June 4, 2026
Contropiano
RiEvolution Fest 2026 – “Confini, Disuguaglianze, Comunità”
Torna il RiEvolution Fest, la due giorni di incontri, arte, spettacoli e musica che ogni anno trasforma gli spazi pubblici in un luogo di riflessione, partecipazione e comunità. L’edizione 2026, dal titolo “Confini, Disuguaglianze, Comunità”, propone una riflessione sui confini materiali e immateriali che attraversano il nostro tempo, sulle disuguaglianze che li alimentano e sul significato, sempre da ridefinire, della parola comunità. Due giornate di programmazione ricca e multidisciplinare tra talk, presentazioni di libri, concerti, spettacoli, danza, poesia e dj set. Ad accompagnare il festival ci saranno inoltre mostre fotografiche, installazioni, live painting, associazioni del territorio e un’area ristoro con gli stand gastronomici della Pro Loco e la birra artigianale del Birrificio Luogoraro. VENERDÌ 5 GIUGNO | ore 18.00 – 1.00 Nell’Area Torretta si parlerà di sfruttamento e diritti con Marco Omizzolo e, a seguire, di comunità e aree interne con Alessandra Zagli e Leonardo Pasqui. Alla Piazzetta Montalti spazio alla musica di Lorien e allo spettacolo “Però lo voglio fare” di Postpanico. La serata musicale della Piazzetta del Savio culminerà con il concerto degli Espana Circo Este (ore 22.00), una delle realtà più originali e coinvolgenti della scena indipendente italiana, capaci di fondere sonorità folk, latinoamericane, punk e reggae in uno spettacolo travolgente e ad alta energia. Ad accompagnare il pubblico verso il live principale saranno il Gruppo Spettacolo Bandoli, Nico Petrini, lo spettacolo “Delirium” di AWAA e i D!BASE, mentre la chiusura sarà affidata al dj set delle Luride Trash Crew. SABATO 6 GIUGNO | ore 16.00 – 2.00 Il pomeriggio si aprirà con la passeggiata naturalistica “Radici nel cielo” a cura di aTrio e con i talk dell’Area Torretta, che vedranno protagonisti Pietro Corazza, Chiara Montalti, Virginia Risso, Chiara Guidi e Roberta Ioli. Alla Piazzetta Montalti andranno in scena “Una ninna nanna proibita”, tra poesia e musica dalla Palestina, e “Siamo Severe”, lo spettacolo comico e divulgativo di Chiara Cami e Aurora Di Marcantonio. Grande protagonista della seconda serata sarà il concerto dei Soundiders (ore 22.30), band romagnola capace di unire rock, folk e cantautorato in uno spettacolo intenso e coinvolgente. Prima del live principale saliranno sul palco Giada Fugazza con il suo spettacolo di hip hop e gli Edgar Allan Pop, mentre il dj set di Rumors accompagnerà il pubblico fino alle due di notte. LE MOSTRE Per tutta la durata del festival sarà possibile visitare: – “Existence – Esistenza” di Ahmed Sami; – “Atlante dei conflitti” a cura degli Amici della Casa di Tavolicci; – “Cronache di una Leopoli sottovoce” di Anna Arisi – Mediterranea Saving Humans; – “Infliggere” di Anton Roca; – “Community” di Pietro Mengozzi; – “Cartoline dall’alluvione”, mostra diffusa di fotografie della comunità. Il RiEvolution Fest è un festival a ingresso libero, aperto a tutta la cittadinanza, che intreccia cultura, arte e impegno civile per creare occasioni di incontro, confronto e partecipazione. — Ignazio Palazzi Vicesindaco Comune Mercato Saraceno Assessorato Ambiente, Sport e Cultura con delega a Politiche ambientali e gestione rifiuti, Cultura, Sport, Partecipazione e rapporti con le Frazioni, Politiche giovanili e Gemellaggio 3482961111 Redazione Romagna
June 4, 2026
Pressenza
STRAGE DEI BRACCIANTI BRUCIATI VIVI, INDAGINI SU MOVENTE E MANDANTI. SABATO MANIFESTAZIONE NAZIONALE AD AMENDOLARA (CS)
Lavoro e sfruttamento capitalista. I 4 lavoratori migranti di origine afghana e pachistana bruciati vivi ad Amendolara, nella piana di Sibari, in Calabria, potrebbero essere state vittime di una guerra per il controllo dei campi. Sarebbe, questa, una delle piste seguite dalla Procura di Catanzaro. Per Giovanni Mininni, segretario generale della Flai Cgil, intervistato ai microfoni di Radio Onda d’Urto: “molte persone che sono morte bruciate avevano un contratto regolare, avevano il permesso di soggiorno, eppure si interfacciavano con il caporale, non avevano mai conosciuto l’impresa nella quale sono andati a lavorare e quindi questo significa che c’era tutta una costruzione anche con dei colletti bianchi, una costruzione paravento che però, essendo accaduto il fattaccio, adesso si sta cominciando a svelare”. “Noi stiamo indagando e approfondendo questo tema, perché appena avremo chiara la situazione agiremo come abbiamo sempre fatto in questi anni con una precisa denuncia alla Procura, perché i fatti devono essere indagati fino in fondo e bisogna risalire a chi sono i veri mandanti, i veri colpevoli di questa ulteriore strage, che però non possiamo più tollerare nel nostro Paese”, sottolinea Mininni, che ricorda come la Cgil abbia lanciato una manifestazione nazionale per sabato 6 giugno, con partenza dalla stazione di servizio di Amendolara in cui è avvenuto l’eccidio dei lavoratori e arrivo in paese. Per i quattro omicidi sono in carcere due cittadini pachistani. Le indagini puntano alla rete di caporali che controlla e sfrutta i braccianti costringendoli a orari e condizioni di lavoro da schiavi. Sono sotto protezione, invece, i due braccianti sopravvissuti alla strage. L’intervista compleata a Giovanni Mininni, segretario generale della Flai Cgil. Ascolta o scarica.
June 4, 2026
Radio Onda d`Urto
Quando il lavoratore o la lavoratrice sono in vacanza – di Alessandro Villari
Pubblichiamo un articolo di Alessandro Villari sull’ennesimo tentativo di dare un definitivo colpo di spugna a tutte quelle cause con cui i lavoratori denunciano un salario inferiore al minimo costituzionale  (benché previsto da contratti collettivi sottoscritti anche dai sindacati confederali). Come scrive anche l’Associazione Comma 2: “Il lupo perde il pelo ma non il [...]
June 3, 2026
Effimera
L’orrore dell’ipocrisia
Quattro uomini sono stati bruciati vivi ad Amendolara (Cosenza) perché chiedevano di essere pagati per il lavoro svolto. Già questa frase dovrebbe bastare a scuotere un Paese nella cui Costituzione celebriamo che è fondata sul lavoro. Eppure rischiamo di fermarci all’orrore dell’episodio, alla crudeltà dei carnefici, alla commozione di qualche giorno. Sarebbe l’ennesima ipocrisia. Il caporalato non cresce nelle campagne come un’erbaccia spontanea. Vive dentro una filiera che pretende prezzi sempre più bassi, raccolti sempre più rapidi, costi sempre più ridotti. Vive nella nostra indifferenza quando riempiamo il carrello compiacendoci di fragole, pomodori e agrumi venduti a prezzi impossibili. Quei quattro braccianti afghani non lavoravano per il Pakistan. Le terre che coltivavano non erano pakistane. I prodotti raccolti sotto il sole cocente della Calabria non erano destinati ai mercati di Kabul o Islamabad. La domanda da porci non è chi abbia appiccato il fuoco, ma chi alimenti il sistema che rende possibile lo sfruttamento, il ricatto, la riduzione di esseri umani a forza lavoro usa e getta. Ci scandalizziamo davanti alle fiamme. Molto meno davanti ai salari da fame, ai contratti negati, ai ghetti, ai trasporti clandestini, alle schiavitù moderne che permettono di abbassare il prezzo di ciò che arriva sulle nostre tavole. Quattro uomini sono morti bruciati vivi. Se questa tragedia non diventerà una rivolta delle coscienze, allora il fuoco continuerà a bruciare anche oltre quella vettura: nelle campagne, nei supermercati e nelle nostre responsabilità. Fonte: Mosaico di pace Comune-info
June 3, 2026
Pressenza
MILANO: PRESIDIO DEI SINDACATI CONFEDERALI AL NUOVO CONSOLATO USA. CENTINAIA DI LAVORATORI PAGATI…2 EURO ALL’ORA.
Si è avvalso della facoltà di non rispondere Ulas Demir, manager turco della filiale italiana della statunitense Caddell Construction al centro di una indagine sullo sfruttamento dei lavoratori impiegati per la costruzione del nuovo consolato Usa a Milano e bloccato domenica scorsa all’aeroporto di Orio al Serio mentre stava cercando di lasciare l’Italia e rientrare a Istanbul. L’uomo, assieme all’italian branch della società statunitense, è indagato per intermediazione illecita e sfruttamento dei lavoratori, centinaia, indiani ma non solo, pagati – si fa per dire – 2 euro all’ora e costretti pure a pagare – loro – un pizzo da 5mila euro per poter entrare nel cantiere (in foto la cerimonia d’apertura dei lavori, nell’aprile 2022) in via Papa, zona piazza d’Accursio, dal valore di almeno 200 milioni di dollari. Qui, oggi – mercoledì 3 giugno – presidio di Fenealuil, Filca e Fillea, insieme alle segreterie milanesi unitarie di Cgil, Uil e Cisl. Tra le realtà presenti la Filctem Cgil, per la quale “per chi lavora, per chi rivendica diritti e per chi combatte sfruttamento e caporalato non esistono confini. Le battaglie per la dignità del lavoro riguardano tutti e tutte. Nella filiera della moda e del tessile affrontiamo ogni giorno temi che parlano di diritti, tutele e condizioni di lavoro. Per questo abbiamo voluto essere presenti e dare un segnale concreto di vicinanza a chi lotta per il rispetto della persona e della dignità del lavoro. La solidarietà non è solo una parola. È una scelta. È esserci”. Secondo in particolare la Cgil, “il caso del Consolato rappresenta solo la punta dell’iceberg”, come spiega Luca Stanzione, segretario metropolitano della Camera del Lavoro di Milano, ai microfoni di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica  
June 3, 2026
Radio Onda d`Urto
Glovo: tanto rumore per nulla
A distanza di giorni dagli annunci trionfalistici di Glovo sull’aumento delle tariffe, la realtà che emerge dalle decine di screenshot e segnalazioni che stiamo raccogliendo dai rider racconta una storia molto diversa. Per chi lavora ogni giorno sulla piattaforma è cambiato poco o nulla. Le consegne continuano a essere pagate […] L'articolo Glovo: tanto rumore per nulla su Contropiano.
June 3, 2026
Contropiano
FORLÌ: SULLA SITUAZIONE DI ELECTROLUX
Riceviamo e diffondiamo: PARLARE DI LAVORO È PARLARE DI UN RICATTO: da quando il capitalismo ci ha private dell’autonomia e della capacità di vivere in sinergia con la madre Terra, tutto ciò che ci serve è diventato a pagamento (cibo, cure, abitazione, vestiario, cultura, spostamenti…) e per soddisfare questo ricatto tocca sottomettersi al salario. Chi … Leggi tutto "FORLÌ: SULLA SITUAZIONE DI ELECTROLUX"
May 30, 2026
Brughiere