La proposta di legge sul blocco navale viola il diritto internazionale
Sei esperti delle Nazioni Unite hanno avvertito l’Italia, in una lettera resa
pubblica il 6 luglio, che la proposta di legge sul cosiddetto blocco navale
violerebbe il diritto internazionale in materia di diritti umani e protezione
dei rifugiati.
Chi attraversa il Mediterraneo centrale rischia già la vita per cercare
protezione. Questa proposta renderebbe i soccorsi in mare ancora più difficili.
La proposta consentirebbe alle autorità di impedire ad alcune navi di soccorso
di entrare nelle acque italiane fino a sei mesi, invocando in modo generico
ragioni di “sicurezza nazionale”
La proposta prevede inoltre che le persone soccorse in mare possano essere
trasferite in Paesi terzi, allontanando l’Italia dalle proprie responsabilità in
materia di asilo e protezione. Il diritto internazionale è chiaro: chi è in
pericolo in mare deve essere soccorso e protetto.
Questa proposta si inserisce in un più ampio e continuo processo di limitazione
delle attività SAR nel Mediterraneo. Dal 2023, le navi delle ONG sono state
sottoposte a fermo amministrativo 42 volte. Le conseguenze sono più vite in
pericolo e maggiori sofferenze.
Questa proposta non deve diventare legge. L’Italia deve mettere la tutela della
vita e della dignità delle persone al centro delle proprie politiche migratorie.
Medecins sans Frontieres