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Gaza e le api di Monza
Eleonora ci scrive questa sua testimonianza, ma per completarla ci invia anche il racconto del suo amico Mattia. Entrambe meritano la lettura. La vita ci regala spesso incontri inaspettati! Grazie alla frequentazione del Presidio quotidiano in Piazza Duomo ho conosciuto un gruppo di persone, tra cui Nuni, Loredana, Claudio e Gianluca, che sono in contatto con alcuni studenti palestinesi arrivati a Milano grazie a delle borse di studio. Mi hanno coinvolto nel proposito di creare per loro qualche momento di socialità e spensieratezza. E mi sono chiesta: “Io cosa posso fare?” Sono un’apicoltrice amatoriale e assieme al mio amico Gianpiero (il vero esperto) ho proposto una visita al nostro apiario didattico che si trova a Monza ed è gestito dall’associazione Apicittadine, guidata dall’instancabile Mattia. Abbiamo coinvolto familiari e amici per gestire gli spostamenti dei ragazzi, allestito i luoghi esponendo la bandiera palestinese e preparando alcuni cartelli con descrizioni in lingua araba, ci siamo divisi i compiti per fare acquisti e preparare il cibo. Ci siamo dati da fare per creare un’atmosfera il più accogliente possibile. Il risultato è andato oltre ogni aspettativa! I ragazzi erano a loro agio, hanno raccolto alcuni prodotti dell’orto, hanno osservato da vicino la meraviglia delle api con lo stesso stupore dei bambini che spesso vengono a farci visita. Un momento semplice e conviviale vissuto in serenità. Allo stesso tempo pensavo che molti di loro fino a pochi mesi fa erano ancora a Gaza. I loro familiari sono ancora in quell’inferno… Se per un attimo hanno sentito il calore familiare che volevamo trasmettere è già molto, ma non basta. Dobbiamo batterci ogni giorno per far sì che ogni studente, ogni bambino, ogni persona palestinese possa vivere in pace nella sua terra, dove poter tenere in tasca le chiavi e dire…: “Andiamo a casa”. E ora il racconto di Mattia che li ha accolti: Domenica scorsa, il 12 luglio, il nostro Giardino della Biodiversità e della Legalità a Monza si è riempito di sguardi, storie e parole che difficilmente dimenticheremo. Abbiamo trascorso il pomeriggio insieme a un gruppo di studenti palestinesi venuti a trovarci e l’emozione che abbiamo vissuto è difficile da racchiudere in poche righe. È stato un momento di condivisione pura. Da un lato, noi soci di Apicittadine abbiamo raccontato la nostra quotidianità, il legame profondo con il territorio e la cura delle nostre api; dall’altro, i ragazzi ci hanno regalato i loro ricordi d’infanzia, quando in Palestina passavano le giornate nei campi coltivati insieme a genitori e nonni. Due mondi apparentemente lontani che si sono scoperti incredibilmente vicini, uniti dallo stesso rispetto per la terra. Questo incontro ha toccato il cuore di ciò che Apicittadine vuole essere: una realtà che usa l’apicoltura e l’agricoltura urbana come strumenti di integrazione culturale e sociale. Nel nostro giardino lavorano persone che oggi vivono a Monza, ma provengono da diverse parti del mondo, portando con sé la propria cultura e letteralmente i propri semi. Vedere questi ragazzi nel nostro spazio ci ha ricordato che l’integrazione non è un concetto astratto. Mangiare una zucchina del Bangladesh o sorseggiare un tè con la menta del Marocco, entrambi coltivati qui a Monza, sono gesti semplici ma potentissimi. Sono i frutti e i semi di un’integrazione reale, visibile e possibile. Grazie di cuore a questi giovani per aver condiviso un pezzo della loro storia con noi. Mattia Cappello, responsabile del progetto www.apicittadine.it Foto di Simona Gangi, Laura Quattrocchi, Mattia Cappello ed Eleonora Bortolamei Redazione Italia
July 17, 2026
Pressenza