Tag - riserve naturali

L’affaire Armao e la tutela del territorio siciliano
“Quando me li porti… quando lunedì? Quanti?” A domandarlo è l’avvocato Gaetano Armao all’ amico e collega Pierluigi Matta, entrambi finiti sotto inchiesta per corruzione nell’indagine della squadra mobile e della procura di Palermo […] . Secondo gli inquirenti si tratterebbe delle mazzette intascate da Armao, che avrebbe indirizzato favorevolmente i pareri per i progetti presentati dai privati in ambito energetico e sanitario”. Il Fatto Quotidiano, 7 ottobre 2026. Gaetano Armao è stato Assessore dell’Economia e Vicepresidente della Regione siciliana, presidente della Commissione tecnica specialistica (Cts) per la Regione Sicilia e consulente giuridico del presidente della Regione, Renato Schifani. E’ stato anche candidato, nel 2022, su proposta di Calenda e Renzi, alla presidenza della Regione Siciliana. In attesa che le indagini facciano il loro corso, ci sembra interessante riportare le dichiarazioni del professore Aurelio Angelini, che ha preceduto l’avvocato Armao quale presidente della Cts e che era stato accusato, dal presidente Schifani, di impedire qualsiasi attività: “con lui era tutto bloccato”. In particolare, Angelini entra nel merito di due pareri resi dalla Cts presieduta da Armao. Il primo riguarda un impianto di gestione rifiuti nel territorio di Aragona. Lasciamo stare le complesse vicende giudiziarie che hanno riguardato la E.D. SRL, azienda locale che si occupa di rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata e della lavorazione di cascami e rottami, ed è stata cancellata dall’albo in seguito ad una interdittiva antimafia della Prefettura di Agrigento, con un provvedimento poi sospeso dal TAR. Occupiamoci, invece, della decisione presa dalla Cts, a guida Angelini, sull’impianto proposto in quel territorio. Come ricorda lo stesso Angelini in un’intervista concessa a Giuseppe Bianca (La Repubblica/Palermo): “Su Aragona nel 2020 lo approvammo solo in parte. 85.000 tonnellate l’anno, senza rifiuti urbani, ma soprattutto a una condizione: che potesse entrare in esercizio solo dopo il trasferimento dell’Istituto Fermi che dista circa 500 metri perché la legge prevede una distanza di tutela di 3 chilometri dal centro abitato. Il parere del 2026 (presidenza Armao, Ndr) approva il progetto intero, il doppio della capacità con i rifiuti urbani. Ancor più grave, si elimina la condizione ostativa per legge sulla scuola che non è stata mai trasferita”. Il secondo parere della Commissione (Cts) riguarda un impianto fotovoltaico in un’area che insiste fra i comuni di Vittoria, Comiso e Ragusa. Anche in questo caso riportiamo le parole dell’intervista: “Nel 2022 la commissione da me presieduta individuò 30 criticità e chiese la valutazione di incidenza, perché l’impianto è vicino alla Riserva Naturale Orientata ‘Pino d’Aleppo’. Il ‘via libera’ al progetto (presidenza Armao, NdR) viene dato senza valutare lo Studio di Incidenza, non prendendo in esame la Zona speciale di conservazione Punta Braccetto, sito Natura 2000; inoltre, non contiene rilievi sull’occhione, un uccello tutelato, come pure su una seconda zona protetta a meno di 4 km”. Ancora: “Tra le altre cose, una prescrizione impone di riprogettare l’impianto con un’altra tecnologia; quindi, si approva preventivamente un progetto diverso da quello valutato. E per quel che concerne la distanza dal centro abitato? Il parere stesso ammette che il sito è entro i 3 km. Il Piano rifiuti e la normativa lo considera un criterio di esclusione. La CTS lo supera con le misure di mitigazione, che il Piano dichiara espressamente irrilevanti per quel criterio, e poi, rinvia la questione a un altro ufficio. In più non rivaluta le emissioni. Si basa su uno studio del 2020 che calcola l’ammoniaca circa 40 volte sotto il valore di progetto, e che indica la scuola come il punto più esposto agli odori”. In sostanza, in entrambi i casi la presidenza Armao ha agito ‘semplicemente’ togliendo le tutele che la stessa Commissione aveva messo, e motivato, in precedenza. Non certo una buona soluzione per affrontare i problemi ambientali. Infine, a proposito dell’accusa di bloccare tutto, Angelini fa notare che, secondo i dati forniti dallo stesso Schifani, nel 2022, cioè nel suo ultimo anno di presidenza, il numero dei pareri forniti dalla Cts è passato da 527 a 883, crescendo del 68%. Probabilmente il presidente della Regione Siciliana chiama “blocco” ogni attività tesa a preservare il territorio, compito che istituzionalmente spetterebbe proprio alla Cts. Se presieduta correttamente. Redazione Sicilia
October 21, 2026
Pressenza
Il ‘colpo di spugna’ di Trump per arraffare i terreni della riserva in cui c’è l’uranio
Con il proclama promulgato il 13 luglio scorso, il 47° presidente degli USA ha ‘messo le mani’ su una vasta area di Bear Ears, uno dei parchi in cui la protezione dei patrimoni naturali e archeologici coincide con il riconoscimento dei diritti dei nativi americani alla loro conservazione. Scrittrice, giornalista e direttore editoriale del Gruppo Mauna, Raffaella Milandri ha lanciato l’allarme: > Donald Trump ha cancellato la protezione da oltre il 90% di Bears Ears e Grand > Staircase-Escalante: quasi tre milioni di acri, circa 11.850 chilometri > quadrati. > Per capire l’enormità: è un territorio più grande dell’intero Abruzzo > sottratto alla tutela e nuovamente esposto a miniere, trivellazioni e > sfruttamento industriale. > > Bears Ears è terra ancestrale e sacra per Navajo Nation, Hopi Tribe, Ute > Mountain – Ute Tribe, Ute Indian Tribe e Pueblo of Zuni. > > Non è un giacimento. Non è merce. Non è una proprietà da amministrare > ignorando i Popoli che la custodiscono da millenni. > > Le chiamano terre pubbliche quando devono decidere senza i Nativi. Le chiamano > risorse strategiche quando scoprono che sotto ci sono uranio, rame e vanadio. > Poi parlano di «restituire la terra al popolo». A quale popolo, signor Trump? > > E potrebbe non finire qui. Altri quattro monumenti nazionali indicati nei > piani dell’amministrazione restano a rischio: Baaj Nwaavjo I’tah Kukveni – > Ancestral Footprints of the Grand Canyon, Ironwood Forest, Chuckwalla e Organ > Mountains – Desert Peaks. Luoghi naturali, culturali e sacri che potrebbero > essere i prossimi a finire sotto attacco. Non basta indignarsi dopo. Bisogna > mobilitarsi adesso. Condividete questa notizia. Parlatene. Scrivete. Fate > pressione. Rompiamo il silenzio prima che altre terre ancestrali vengano > trasformate in concessioni minerarie. Il proclama di Trump è intitolato MODIFYING THE BEARS EARS NATIONAL MONUMENT. Il testo comincia facendo riferimento al Proclama 9558 emanato nel 2016 da Obama “che nello Stato dello Utah ha istituito il Parco monumentale nazionale di Bears Ears, a cui ha riservato circa 1,35 milioni di acri di terreno federale e ha disposto che fosse gestito congiuntamente dal Bureau of Land Management (BLM) del Dipartimento degli Interni e dallo United States Forest Service (USFS) del Dipartimento dell’Agricoltura”. Poi ricorda che lo scrivente, Trump, “esercitando la mia autorità ai sensi della sezione 320301 del titolo 54 del Codice degli Stati Uniti (l’Antiquities Act)” nel 2017 era intervenuto a “modificare i confini del Parco monumentale”, cioè a ridurne l’area di circa 1,15 milioni di acri, e nel ottobre 2021 il presidente Biden a sua volta aveva decretato l’inclusione di “tutti i terreni precedentemente esclusi, espandendo il sito fino a comprendere circa 1,36 milioni di acri”. Affermando che “l’area minima compatibile con la corretta cura e gestione dei beni di interesse scientifico o storico ivi identificati” sia inferiore a quella ‘calcolata’ dai suoi predecessori, nel proclama del 13 luglio 2026  Trump stabilisce “a mia discrezione” che sia sufficiente l’estensione da lui ‘misurata’ in “circa 121.096 acri” e annuncia le disposizioni con cui saranno amministrati il sito e i terreni espropriati specificando i provvedimenti riguardo a “ingresso, localizzazione, selezione, vendita” e, contestualmente, “concessione di licenze minerarie e geotermiche” e “ubicazione, ingresso e brevetto ai sensi delle leggi minerarie”. In merito al motivo di tale decisione, Trump esplicita: “La revisione dei confini del Parco monumentale alleggerirà anche il carico, gravante sul Sistema Forestale Nazionale, della gestione dei terreni pubblici che possono e devono essere destinati a usi prioritari. La regione di Bears Ears contiene diverse risorse vitali per l’indipendenza energetica ed economica e, di conseguenza, fondamentali per la sicurezza nazionale. Queste risorse, che includono minerali preziosi come argento, rame, molibdeno, piombo, uranio, vanadio e zinco, creano posti di lavoro che alimentano la prosperità e sono essenziali per importanti settori dell’economia degli Stati Uniti, tra cui la difesa, l’industria manifatturiera e i trasporti. È imperativo che gli Stati Uniti non dipendano da fonti estere per queste risorse. La modifica dei confini del Parco monumentale contribuirà a garantire un approvvigionamento interno adeguato, riducendo così la minaccia rappresentata dalla dipendenza della nostra nazione da fonti estere”. Maddalena Brunasti
July 17, 2026
Pressenza