All’esame del prefetto la contestata visita del “principe” dei Savoia a Sulmona
E’ finita sul tavolo del Prefetto dell’Aquila la contestata” visita
istituzionale” a Sulmona di Emanuele Filiberto di Savoia. La richiesta di
intervento è partita dal Coordinamento Per il clima Fuori dal fossile che ha
segnalato alla Prefettura quanto accaduto a Sulmona nei giorni scorsi chiedendo
di adottare le iniziative ritenute più opportune al fine di garantire che
l’azione amministrativa sia conforme all’ordinamento costituzionale della
Repubblica italiana.
Domenica 12 luglio davanti alla sede del Comune non c’erano i sostenitori del
“Principe”, invitato in visita ufficiale dal Sindaco Luca Tirabassi, ma un
nutrito gruppo di cittadini con cartelli molto espliciti, “Viva la Repubblica
antifascista e antimonarchica”, “Savoia rovina dell’Italia”, “Sulmona Ama la
Repubblica”. Il canto di “Bella Ciao” ha fatto da colonna sonora all’ingresso
del rampollo di Casa Savoia per ricordare che Sulmona è la culla della Brigata
Maiella ed è città medaglia d’argento per la Resistenza al nazifascismo.
Quello che doveva essere un fiore all’occhiello per l’amministrazione comunale
si è rivelato un vero boomerang per il Sindaco Tirabassi, costretto dalla
contestazione a cambiare il programma in corso d’opera. Niente accoglienza
ufficiale del Savoia nell’aula consiliare, stante anche l’assenza quasi totale
dei consiglieri comunali, tranne uno, non solo di opposizione ma della sua
stessa maggioranza. Consiglieri che erano stati invitati formalmente dal Sindaco
al fine di mostrare ad Emanuele Filiberto la “testimonianza della vicinanza
delle Istituzioni cittadine”. Neppure i dirigenti comunali si sono fatti vedere,
nonostante anch’essi fossero stati invitati a partecipare.
L’invito del Sindaco per la “visita istituzionale” era partito dalla sede
comunale con carta intestata e stemma della città. Nella lettera il signor
Emanuele Filiberto, che tale è per lo Stato italiano, veniva qualificato con gli
appellativi di “Principe” e “S.A.R.”, ovvero “Sua Altezza Reale”, titoli che
sono stati aboliti dalla Costituzione. E’ questo riconoscimento ufficiale e
quindi di interlocutore “istituzionale” che ha scatenato la risposta, peraltro
civile e nonviolenta, dei cittadini.
Cittadini che si sono trovati di fronte ad un evento blindatissimo, con tanto di
Polizia Municipale a sbarrare loro la strada non solo davanti al Comune ma anche
all’ingresso degli altri luoghi simbolo di Sulmona visitati dal Savoia. Mentre i
cittadini sono stati tenuti fuori, le porte si sono aperte ai monarchici al
seguito del “Principe”. Perfino i giornalisti sono stati tenuti alla larga e la
prevista conferenza stampa, che doveva tenersi al termine della visita, è stata
cancellata.
I cittadini con la loro protesta hanno voluto ricordare al Sindaco Tirabassi che
chi indossa la fascia tricolore della Repubblica Italiana e non quella della
monarchia sabauda non può permettersi di accogliere un privato cittadino con gli
onori che si riservano alle alte cariche dello Stato. Soprattutto quando si
tratta dell’erede di una Casata profondamente compromessa con la dittatura
fascista, il cui re Vittorio Emanuele III ha firmato tutte le leggi volute da
Mussolini, comprese le leggi razziali del 1938, ed è corresponsabile per aver
precipitato l’Italia nell’immane tragedia della Seconda guerra mondiale.
Nella lettera inviata al Prefetto il Coordinamento Per il clima Fuori dal
fossile fa presente che:
L’art. 139 della Costituzione italiana recita: “La forma repubblicana non può
essere oggetto di revisione costituzionale”;
Le Disposizioni transitorie e finali della Costituzione, al punto XIV,
stabiliscono che “I titoli nobiliari non sono riconosciuti”. Ciò vuol dire che,
nell’Italia repubblicana, non si riconoscono più titoli quali “Principe”,
“S.A.R.”, “Duca”;
L’art. 97 della Costituzione afferma che “I pubblici uffici sono organizzati
secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e
l’imparzialità dell’amministrazione”.
Alla luce di quanto sopra il Coordinamento chiede:
1. Se è consentito, da parte del Sindaco di Sulmona Luca Tirabassi, l’utilizzo,
in atti ufficiali e su carta intestata e stemma del Comune, degli
appellativi di “Principe” e “S.A.R.” non previsti dall’ordinamento della
Repubblica italiana;
2. Se è conforme all’ ordinamento della Repubblica italiana l’accoglienza del
signor Emanuele Filiberto di Savoia attraverso una “visita istituzionale”
alla quale sono stati invitati anche i consiglieri comunali e i dirigenti
del Comune quale “testimonianza della vicinanza delle Istituzioni
cittadine”;
3. Se il trattamento riservato al signor Emanuele Filiberto di Savoia e alla
delegazione che lo ha accompagnato non rappresenti una violazione del
dettato costituzionale che stabilisce l’uguaglianza di tutti i cittadini e
l’imparzialità dell’amministrazione;
4. Se, nella visita del signor Emanuele Filiberto di Savoia e del suo seguito,
sia stato legittimo l’impiego della Polizia Municipale per assicurare il
servizio d’ordine, dentro e fuori la casa comunale; e se tale impiego della
Polizia Municipale abbia inciso sul Comune sia in termini economici che di
distrazione del personale dai suoi compiti istituzionali;
5. Se quanto accaduto non si configuri come un uso improprio delle funzioni del
Comune, e quindi non costituisca un danno per l’immagine istituzionale e le
risorse del Comune di Sulmona.
In conclusione, viene chiesto alla Prefettura di valutare i fatti per quanto di
competenza, e di assumere nei confronti del Sindaco di Sulmona le iniziative che
la Prefettura riterrà più opportune al fine di ripristinare la legalità
costituzionale della Repubblica italiana
Mario
Pizzola
Mario Pizzola