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101 giorni di Rivoluzione dei Fenicotteri: L’Albania non è in vendita, il governo sì
L’8 settembre la Rivoluzione dei Fenicotteri ha raggiunto il suo 101° giorno consecutivo. Un numero che, da solo, racconta solo in parte ciò che sta accadendo in Albania. Lunedì 7 settembre, in occasione del 100° giorno, era stata convocata una manifestazione nazionale. Il momento più significativo è stato sicuramente dopo il presidio sul Bulevardi Dëshmorët e Kombit, quando i manifestanti si sono presi per mano e hanno circondato simbolicamente la sede del governo, formando una catena umana in movimento circolare attorno all’edificio al grido di “Rama, dimettiti”, “Shqipëri e re” – una nuova Albania – e “Rama në burg, Berisha në burg”, marce che accompagnano da mesi le proteste e che abbiamo spiegato qui. La Rivoluzione dei Fenicotteri rappresenta ormai ufficialmente la protesta più lunga mai registrata in Albania. Poster per il 100esimo giorno della protesta della Flamingo Revolution (Foto di ©️Trivet) Poster per il 100esimo giorno della protesta della Flamingo Revolution L’8 SETTEMBRE: «L’ALBANIA NON È IN VENDITA, IN VENDITA È IL GOVERNO» Il 101° giorno è stato un giorno lungo e pieno di contestazioni. Alle 11 del mattino un gruppo di manifestanti si è presentato davanti alla Kryesia e Kuvendit, la Presidenza del Parlamento, mentre all’interno stava per riunirsi la Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari. L’azione è durata poco: la polizia è intervenuta allontanandoli dall’ingresso dell’edificio. Alle ore 17, contemporaneamente all’apertura della seduta plenaria, la mobilitazione si è spostata davanti al Parlamento. Già diverse ore prima, gli accessi all’area erano stati chiusi al pubblico, compreso quello verso il centro commerciale Toptani, e l’intero perimetro era stato circondato da un imponente dispositivo di polizia. Sembra ci siano stati dei fermi anche prima dell’ora dell’inizio annunciato, ma le tensioni sono aumentate quando i deputati hanno iniziato a lasciare il Parlamento. Le cronache della serata riferiscono di circa 20 persone accompagnate nei commissariati. Particolarmente visibile è stata la presenza di agenti in borghese, intervenuti in diversi momenti per trascinare via singoli manifestanti. Polizia in abiti civili che trascina un manifestante durante il 101esimo giorno della protesta dei fenicotteri, a Tirana, in Albania (foto di ©️MARXHENPH)  Lo abbiamo già raccontato: quando il Parlamento si riunisce, alla protesta quotidiana del pomeriggio si aggiunge quella davanti all’istituzione. Era già successo a luglio e avevamo raccontato fermi, trascinamenti, gas lacrimogeni e intimidazioni, compreso il fermo della giornalista di Citizens.al Vjolanda Peca mentre documentava una manifestazione. Anche stavolta un giornalista, di News24, è stato fermato: Shpend Gashi. Con lui anche il leader del partito Shqipëria Bëhet (L’Albania Diventa), Adriatik Lapaj, rilasciato poco dopo. Una manifestante confronta la polizia durante il 101esimo giorno della protesta dei fenicotteri, a Tirana, in Albania (foto di ©️MARXHENPH) Perché questa seduta era importante Questa seduta segnava l’apertura del terzo periodo di lavori dell’XI legislatura, dopo la pausa estiva. L’ordine del giorno prevedeva l’approvazione dei verbali della seduta del 27 luglio e la nomina di Evis Kushi a vicepresidente del Parlamento in sostituzione di Klodiana Spahiu, a sua volta nominata ministra della Salute e del Welfare, dopo le dimissioni di Evis Sala. Queste ultime due decisioni approvate con 79 voti, mentre l’opposizione ha abbandonato l’aula al momento del voto. In questo nuovo semestre parlamentare, tra i dossier prioritari ci sono la riforma elettorale, le leggi collegate all’integrazione europea e soprattutto la nuova riforma amministrativo-territoriale che nelle ultime settimane ha generato proteste locali, come avevamo raccontato su Pressenza ad agosto. Da qui il senso politico dello slogan “Nuk na përfaqësoni | Non ci rappresentate”: molto più che soltanto una contestazione generica contro il legislatore. Una manifestante confronta la polizia durante il 101esimo giorno della protesta dei fenicotteri, a Tirana, in Albania (foto di ©️MARXHENPH) Dai lacrimogeni all’algoritmo Nel precedente articolo avevamo raccontato come settembre fosse iniziato con 14 arresti. Il 4 settembre, dopo 72 ore, il Tribunale di Tirana ha poi dichiarato illegittimi gli arresti e disposto la liberazione delle persone detenute. Nella notte tra il 2 e il 3 settembre decine di account Instagram collegati in vario modo alla Rivoluzione dei Fenicotteri sono stati limitati o disattivati quasi contemporaneamente. Alcuni attivisti avevano già subito nelle settimane precedenti rimozioni di video, contestazioni per presunte violazioni del copyright, impossibilità di utilizzare la funzione “collab” e forti riduzioni della visibilità dei contenuti: il cosiddetto shadowbanning. Tra le persone colpite figurano attivisti che documentavano quotidianamente le proteste, anche in inglese, e pagine studentesche e civiche. Repro Uncensored, organizzazione internazionale che documenta casi di censura digitale, ha dichiarato a Citizens.al di aver registrato decine di casi collegati alla protesta e ha chiesto che venga indagata la possibilità di segnalazioni coordinate. Meta ha poi riconosciuto che alcuni account erano stati rimossi per errore, ne ha ripristinati alcuni e si è scusata, ma non ha ancora fornito una spiegazione complessiva né chiarito se dietro l’ondata di segnalazioni vi sia stata un’azione coordinata. Il Partito Democratico Europeo ha chiesto trasparenza a Meta e attenzione alla Commissione europea. Rama ha invece negato categoricamente qualsiasi coinvolgimento del governo. Dopo 101 giorni, la Rivoluzione dei Fenicotteri continua così a misurarsi con tanti spazi democratici contemporaneamente ed è diventata un banco di prova per la qualità della democrazia albanese: per il diritto di manifestare senza essere fermati, di documentare l’operato della polizia senza vedere la propria libertà negata per giorni, di contestare le decisioni delle istituzioni e di far circolare quelle immagini e quelle parole senza che vengano rese invisibili da meccanismi opachi di moderazione digitale. Cento giorni di protesta hanno già dimostrato che una grande parte della società albanese non è più disposta a essere spettatrice delle decisioni prese sul proprio territorio e sul proprio futuro. Decisioni che modificano territori, amministrazioni locali, beni comuni e vita quotidiana delle persone. Il prossimo passaggio sarà già sabato 12 settembre, quando la diaspora è chiamata a raggiungere Tirana per un nuovo corteo: partenza alle 19 da Sheshi Nënë Tereza e arrivo a Sheshi Skënderbej per unirsi alla protesta principale. Una marcia annunciata come civica, simbolica e pacifica. Dopo un’intera estate trascorsa nelle strade asfaltate di Tirana, tra presìdi, arresti, denunce, cortei e tentativi di oscuramento, il movimento continua così a ripetere la promessa con cui ha attraversato questi 101 giorni: «Nesër më shumë». Domani, ancora di più. Poster per il 102esimo giorno della Flamingo Revolution (grafica di ©️Trivet) Poster per il 102esimo giorno della Flamingo Revolution (grafica di ©️Trivet) Fioralba Duma
September 10, 2026
Pressenza
Le questioni ambientali alla base della rivoluzione dei Fenicotteri rosa
In Albania siamo arrivati ai 66 giorni di protesta continua. la Rivoluzione dei Fenicotteri rosa è adesso un movimento di richiesta di rinnovamento politico e civile, partita da questioni ambientali. Sappiamo che esiste un progetto per un’area protetta dove nidificano i Fenicotteri rosa, da qui il nome del movimento ma, con precisione, di cosa si tratta? Lo abbiamo chiesto a Taulant Bino dell’AOS. Puoi spiegarci in cosa consiste questo progetto?  TB – Il nome di Trump è stato associato, direttamente e indirettamente, a due importanti proposte di sviluppo turistico sulla costa meridionale dell’Albania: la proposta di riqualificazione dell’isola di Sazan nel Mar Ionio e la proposta di sviluppo dell’Adriatico meridionale di Zvërnec sulla terraferma. Si tratta di due progetti distinti, ubicati in aree diverse, anche se geograficamente vicine. L’isola di Sazan si trova in parte all’interno del Parco Nazionale Marino Karaburun–Sazan, mentre Zvërnec si trova interamente all’interno del paesaggio protetto Pishë-Poro–Nartë. Pishe-Poro-Narte nel delta del fiume Vjosa è un complesso di zone umide, famoso per la presenza di uccelli tra cui pellicani dalmati, fenicotteri maggiori, grandi stormi di trampolieri, gabbiani, sterni e anatre. Insieme all’aeroporto internazionale di Valona, attualmente in costruzione, e a numerosi altri sviluppi turistici proposti per la zona costiera del delta del Vjosa che si estende dalla città di Valona al canale di Hoxhara, tutti progetti che fanno parte di una visione più ampia volta a stabilire la regione di Valona come destinazione turistica mediterranea di fascia alta. Pernice di mare – Glareola pratincola Il legame tra la famiglia Trump e la proposta dell’isola di Sazan è documentato pubblicamente. La società di investimento di Jared Kushner, Affinity Partners, ha annunciato la sua intenzione di sviluppare un resort turistico di lusso sull’isola di Sazan, mentre il governo albanese ha successivamente concesso lo status di investimento strategico ad Atlantic Incubation Partners LLC, la società che ha presentato la proposta di investimento. Il governo albanese ha dichiarato che l’isola di Sazan rimarrà proprietà statale e che i negoziati riguardano un accordo di sviluppo a lungo termine piuttosto che la vendita dell’isola. Al momento non è stato ancora raggiunto un accordo definitivo e il progetto è ancora in fase di pianificazione, mentre la progettazione architettonica e la valutazione ambientale sono ancora in fase di preparazione. Secondo la proposta di Investimento Strategico e le dichiarazioni pubbliche degli investitori, il progetto Sazan prevede la trasformazione di circa 45 ettari dell’isola in una destinazione turistica di fascia ultra-alta attraverso un investimento stimato di circa 1,4 miliardi di euro. Questo comprende il restauro e il riutilizzo adattivo di ex strutture militari selezionate, la costruzione di hotel di lusso e ville private, strutture ricettive e benessere, ristoranti, aree ricreative, spiagge e infrastrutture di supporto. La proposta prevede anche nuove infrastrutture di trasporto e di pubblica utilità, presentando al contempo il progetto come basato su uno sviluppo a bassa densità integrato nel paesaggio naturale dell’isola. Si prevede che l’investimento verrà implementato nell’arco di diversi anni e mira a far diventare Sazan una destinazione turistica di lusso esclusiva nel Mediterraneo. Il legame tra la famiglia Trump e il progetto di sviluppo dell’Adriatico meridionale di Zvërnec è meno diretto. Il progetto è stato promosso dalla società Zvërnec South Adriatic Development e attualmente non esiste alcuna documentazione pubblica che dimostri un rapporto aziendale diretto tra questa società e Affinity Partners o Atlantic Incubation Partners LLC. Nonostante questo, Jared Kushner ha pubblicamente indicato sia Sazan che Zvërnec come componenti di una più ampia strategia di investimento in Albania, mentre Ivanka Trump ha visitato l’area di Zvërnec nel gennaio 2026 insieme ad architetti e designer coinvolti nella pianificazione concettuale dello sviluppo. A differenza di Sazan, che occupa una parte relativamente limitata di un’isola, la proposta Zvërnec riguarda una zona costiera molto più ampia all’interno del paesaggio protetto Pishë-Poro–Nartë. I documenti di pianificazione generale disponibili al pubblico descrivono uno sviluppo turistico completo ad uso misto comprendente più zone di sviluppo con hotel di lusso, ville turistiche e unità residenziali, porti turistici, strutture commerciali e ricreative, servizi di ospitalità, spazi aperti paesaggistici e una rete di trasporti interna. Il piano generale prevede anche il sostegno alle infrastrutture, tra cui strade, aree pedonali, reti di servizi pubblici e strutture sul lungomare. Le proposte iniziali sono state riviste in seguito alle richieste del Consiglio territoriale nazionale di ridurre l’intensità dello sviluppo e rafforzare la protezione della laguna, degli habitat sensibili e degli ecosistemi circostanti. Nel marzo 2026, il masterplan rivisto ha ricevuto un permesso di sviluppo, consentendo al progetto di procedere alla fase di preparazione, sebbene ciò non costituisca un permesso di costruzione. Per poter iniziare è necessaria una completa e approfondita valutazione  dell’impatto ambientale necessaria per ottenere le approvazioni ambientali e di pianificazione richieste dalla legislazione albanese. Sebbene differiscano sostanzialmente per ubicazione e portata, le proposte Sazan e Zvërnec sono ampiamente percepite come elementi complementari di una più ampia strategia di sviluppo turistico per la regione di Valona. La visione combina Sazan come esclusiva destinazione insulare con un grande complesso turistico sulla terraferma adiacente alle zone umide costiere di Vjosa–Nartë, supportato dal nuovo aeroporto internazionale di Valona e da ulteriori investimenti turistici pianificati lungo la costa meridionale albanese. Insieme, questi sviluppi trasformerebbero radicalmente le infrastrutture turistiche e l’accessibilità della regione, sollevando allo stesso tempo importanti questioni riguardanti la loro compatibilità con le aree protette, la biodiversità di importanza internazionale, la conservazione del paesaggio e la sostenibilità a lungo termine dello sviluppo costiero. Quando sono stati presentati i progetti? TB – Relativamente al progetto per Sazan sono state rilasciate pochissime informazioni ufficiali. Sebbene l’investimento sia stato annunciato pubblicamente, non è stato reso disponibile al pubblico alcun piano generale dettagliato o documentazione del progetto. Per Zvërnec la situazione è diversa. Le istituzioni statali sostengono che attualmente non esiste alcun progetto definitivo perché la proposta è ancora in fase di sviluppo ed è soggetta al processo completo di valutazione dell’impatto ambientale. Tuttavia, i media investigativi e le ONG ambientaliste hanno pubblicato concetti, piani e visualizzazioni dettagliati del progetto, fornendo un quadro molto più chiaro dello sviluppo proposto.  Qual’è la situazione adesso? TB – La recinzione temporanea che circondava il sito è stata rimossa e i macchinari edili precedentemente presenti sono stati ritirati. Tuttavia, gli impatti dei lavori preparatori rimangono chiaramente visibili. Nell’area protetta è stata costruita una strada di accesso in ghiaia lunga circa 6 km. Gli habitat delle dune di sabbia sono stati danneggiati, mentre la vegetazione naturale è stata sradicata o ripulita per creare spazio per campi di lavoro temporanei e strutture di costruzione associate. Contemporaneamente proseguono le indagini geologiche e geotecniche in tutto il sito. Questi studi sembrano supportare la preparazione di una valutazione completa dell’impatto ambientale (VIA). Nessun progetto è stato pubblicato ufficialmente dalle autorità anche se ai media ne è arrivata una versione rivisitata. Secondo questi documenti, lo sviluppo proposto comprenderebbe circa 5.610 unità residenziali, circa 800 camere e suite d’albergo e alloggi per oltre 8.000 visitatori al giorno, ricevendo potenzialmente circa 1,5 milioni di visitatori durante una singola stagione turistica. Rispetto alle versioni precedenti, i piani trapelati suggeriscono un aumento della portata e dell’intensità dello sviluppo. Ci sono altre zone albanesi in cui è successo qualcosa di simile? TB – Si, progetti turistici simili su larga scala sono in costruzione o in pianificazione in diverse aree costiere protette dell’Albania. Attualmente sono in costruzione progetti nel Parco Nazionale di Butrinto e all’interno del paesaggio protetto di Buna–Velipojë. Altre aree interessate sono il Parco nazionale Divjakë–Karavasta, la Riserva naturale di Kune–Vain–Tale–Fushë Kuqe–Ishëm e la Riserva naturale gestita di Karaburun, tra le altre. Di conseguenza, il dibattito sul progetto Zvërnec si estende ben oltre un singolo sviluppo. Per molte organizzazioni ambientaliste e comunità locali, è diventato un simbolo della sfida più ampia posta dagli sviluppi del turismo costiero su larga scala all’interno delle aree protette. L’esito del caso Zvërnec è quindi ampiamente considerato un test determinante per il futuro della conservazione della biodiversità, della gestione delle aree protette e dello sviluppo costiero sostenibile in Albania. Possiamo dire che la battaglia per Zvernec nell’area protetta Pishë Poro Nartë è una battaglia per il futuro della natura e della biodiversità in Albania. Se il progetto Zvernec procedesse, lo stesso approccio potrebbe essere usato per giustificare sviluppi simili in altre aree costiere protette del paese. Un tale precedente metterebbe a serio rischio gli ecosistemi costieri naturali rimanenti dell’Albania, portando alla perdita progressiva di habitat tra i più integri, diversi e ricchi di biodiversità del Mediterraneo. Nonostante la situazione critica, resto ottimista che la società albanese alla fine prevarrà attraverso lo stato di diritto, il coinvolgimento pubblico, le prove scientifiche e l’impegno crescente dei cittadini, delle organizzazioni della società civile e della comunità internazionale a proteggere questo patrimonio naturale unico per le future generazioni. Per rimanere aggiornati sulla situazione è utile seguire la pagina Facebook dell’AOS – Albanian Ornithological Society   Sara Panarella
August 6, 2026
Pressenza
L’Albania non è in vendita: il racconto di Julie, attivista della Rivoluzione dei fenicotteri
L’Albania sta vivendo un momento di grande agitazione sociale. Più di un mese di manifestazioni quotidiane stanno mettendo in luce una situazione difficile: iniziate per la difesa dell’area protetta di Zvernec, il parco naturale Pishë Poro-Narta, zona di nidificazione del Fenicottero rosa adottato come simbolo di queste manifestazioni, sono diventate una rivendicazione per una politica più giusta, per una difesa della propria cultura e della propria storia. Ho sentito telefonicamente Julie Lela, giovane albanese della diaspora e piemontese di adozione. Mi ha raccontato di una popolazione giunta al limite della sopportazione. A innescare le proteste a fine maggio fu la violenza usata da guardie private contro i manifestanti sulla spiaggia di Dalan unico accesso per l’area protetta di Pishe Porto- Narta, una zona costiera che ospita siti di nidificazione delle tartarughe marine, ma anche foche e fenicotteri. Julie Lela durante una manifestazione a Tirana Gli investitori di questo progetto sono niente di meno che Ivanka Trump, figlia del presidente degli Stati Uniti insieme al marito Jared Kushner. Peccato che il progetto sia enorme, 10 mila posti, che per permetterne la realizzazione si siano dovute allentare le maglie della legge costituzionale sulle aree protette: gli emendamenti votati nel 2024 consentono lo sviluppo di infrastrutture turistiche su larga scala all’interno di questi territori e indeboliscono i meccanismi di tutela ambientale. La presentazione del progetto avvenne già nel 2024, suscitando forti reazioni. Adesso sono riprese anche perché, alla fine di maggio, sono comparse recinzioni di filo spinato ed escavatori sulle spiagge vicine. Alcuni eurodeputati – che hanno poi anche partecipato alle manifestazioni – hanno effettuato un sopralluogo a Zvërnec, all’interno della laguna Pishë Poro-Narta, a fine giugno, rilevando l’esistenza di evidenti danni all’ambiente in palese violazione delle direttive UE Uccelli e Habitat. La vicenda politica legata alle autorizzazioni necessarie ha però scoperto il vaso di Pandora. Intanto è stato necessario indebolire la legge per la protezione delle aree protette. Inoltre una serie d’indagini effettuate dalla SPAK, la procura anticorruzione albanese creata nel 2019 con il sostegno dell’Unione Europea come sostegno nel processo di adesione dell’Albania all’UE, hanno scoperto che anche in questo caso la corruzione, uno dei problemi più pesanti del paese e motivo per cui la Spak è stata creata, è stata il modus operandi di tutta la situazione. Se all’aspetto naturalistico e alla corruzione aggiungiamo che il progetto arriva da ricchi e facoltosi stranieri a favore di altri ricchi e facoltosi stranieri si può capire perché la Rivoluzione dei Fenicotteri sta andando avanti da più di un mese unendo giovani e anziani, uomini e donne, arrivando ad allestire punti di babysitteraggio per le famiglie che vogliono partecipare. Dopo il racconto Julie sintetizza le rivendicazioni del movimento: * In primo luogo le dimissioni di Edi Rama, il Primo Ministro, che così potrebbe essere processato per vari capi d’imputazione al momento pendenti visto che gode di immunità parlamentare. Rama è accusato di giostrare un sistema clientelare e corrotto presente in ogni settore della vita politica ed economica del paese. Dimissioni contestuali di tutto il Parlamento * Creazione di un governo tecnico di transizione, con il controllo e supporto dell’UE che possa: annullare la la legge 21/2024 “Investimenti Strategici” e quella 20/2025 “Pacchetto Montagne”, rivedere la legge sul finanziamento ai partiti, la revisione del codice elettorale con procedure di controllo anti corruzione per chiunque si candidi. In ultimo, ma non per importanza si richiede di limitare a due i mandati del Primo Ministro. Attualmente Rama è al suo quarto incarico. * Difesa dell’Albania, del suo territorio e della sua cultura, svenduti da Rama a investitori stranieri inneggiando alla modernizzazione e al miglioramento economico della nazione. I cittadini chiedono l’abrogazione degli emendamenti alla legge sulle aree protette, l’annullamento delle modifiche alla legge sul patrimonio culturale, l’abrogazione del pacchetto di leggi sulla montagna e l’abolizione dello status e del quadro giuridico per gli investimenti strategici. Le manifestazioni che continuano ad essere organizzate, sono in genere pacifiche ma qualche scontro si è verificato. Secondo Julie la responsabilità di questi avvenimenti è del governo che ha infiltrato elementi provocatori nelle piazze per screditare i manifestanti, soprattutto agli occhi dell’UE. La Rivoluzione dei Fenicotteri sta uscendo dai confini nazionali anche grazie agli albanesi della diaspora. Molte manifestazioni sono state organizzate anche in città come Parigi, Berlino, Milano. Anche Torino sta cercando di organizzarsi. Secondo Julie, Rama, che sta attaccando le manifestazioni anche via social, teme in particolar modo la popolazione della diaspora. Per il numero anche ma soprattutto per la possibilità di diffondere problema e richieste, trasformandolo da problema interno a questione europea, vitale sia per animali e persone sia per l’identità di un paese che già da tempo ha intrapreso il percorso dell’annessione. Ed esplicita è stata la richiesta di aiuto a cui l’Unione Europea ha iniziato a rispondere. Il 17 giugno è stata votata una risoluzione che esprime profonda preoccupazione per gli interventi sul paesaggio realizzati a Pishë Poro-Narta chiedendo alle autorità albanesi di abrogare gli emendamenti alla legge sulle aree protette oltre a sospendere immediatamente tutte le nuove autorizzazioni, costruzioni e interventi di sviluppo in altre zone protette del paese. Quello che adesso sta portando alla distruzione di un’area protetta di grandissimo valore ambientale accadde anni fa con un edificio di grande valore culturale e simbolico. Il Teatro Nazionale di Tirana, venne distrutto alle 4.30 del 17 maggio 2020. Un edificio che rappresentava la storia culturale del paese venne abbattuto in fretta e furia, al suo posto è stato costruito a un grattacielo. All’epoca attori, artisti e intellettuali si opposero alla distruzione che lasciò interdetti e spaesati anche tanti cittadini. Tanti altri quartieri hanno avuto un destino simile: abbattuti per far spazio al nuovo, al moderno in modo troppo repentino e senza dialogo alcuno con la cittadinanza. In un articolo su Domusweb l’artista albanese Adrian Paci commenta la distruzione del teatro come riferito al “rapporto tra il potere e l’estetica; in particolare un’idea di bellezza che prende corpo in una serie di opere grandiose, ma destinate ad essere calate sulla città per volontà dell’uomo forte. In tal senso, il ricorso agli architetti di fama è un espediente frequente, mediaticamente efficace. Il potere prende così le sembianze del pittore che si pone davanti a una tela bianca, sentendosi libero di proiettarvi la propria visione. Ma, appunto, il territorio non è una tela bianca, bensì una trama di storie, memorie, necessità, desideri. Manca, in questa logica, una considerazione del tessuto sociale del paese, del suo vissuto, delle sue contraddizioni, del suo portato di memorie e di valori… Il cittadino diventa spettatore che assiste passivamente allo spettacolo ed è costretto a vivere sotto la dittatura di una ’bellezza’ imposta dall’alto”. Julie racconta preoccupata ma determinata di questa situazione, dove dietro lo slogan della modernizzazione si nasconde una svendita brutale della storia e delle risorse dell’Albania. Una dinamica vista tante, troppe volte. Pressenza sta seguendo passo passo la Rivoluzione dei fenicotteri, giunta ieri al quarantatreesimo giorno, qui l’articolo. Sara Panarella
July 14, 2026
Pressenza
Albania: Trentanovesimo giorno di protesta
Chiedo ad un ragazzo: “Quanto pensate di andare avanti con questa protesta? Non credo che Rama abbia alcuna intenzione di dimettersi…” “A questa domanda posso risponderti con un tatuaggio che ho fatto con un amico in Italia mentre eravamo ubriachi, si abbassa la maglietta e sotto il collo ha scritto in Italiano: “Che cazzo ne so”. “Noi speriamo di riuscire a costringere Edi Rama a dimettersi, ma in ogni caso io vengo qui ogni sera perché sento di dover fare la mia parte, questo posso fare e questo faccio e poi mi piace stare qui insieme a tanta gente che la pensa come me, mi dà energia forza e speranza.” Una donna mi dice:”Dobbiamo mettere al primo posto l’abrogazione della legge che permette questo scempio, cioè di costruire anche nelle riserve naturali. Se ci riusciamo il piano di Rama salterà e credo che lui stesso possa essere incriminato da qualche magistrato onesto”. Un altra donna mi dice: “Al primo posto c’è la lotta alla corruzione. Ma tutto deve cambiare. Servono riforme economiche che creino posti di. Mauro Carlo Zanella
July 8, 2026
Pressenza