9 anni di TPNW: Rete Pace Disarmo chiama l’Italia a “ripensarci”
Il 7 luglio 2017, 122 Paesi votarono all’ONU il Trattato sulla Proibizione delle
Armi Nucleari (TPNW).
Nove anni dopo, mentre la spesa globale per gli arsenali atomici tocca il record
di 118,8 miliardi di dollari (+19% in un anno), Rete Italiana Pace e Disarmo
diffonde la traduzione italiana del nuovo Report ICAN per fare il punto su
costi, rischi e prospettive del disarmo nucleare.
Nove anni fa, in una sala dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, una
larghissima maggioranza di Stati del mondo scriveva una pagina storica del
diritto internazionale: il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari
(TPNW), la prima norma globale che dichiara le armi di distruzione di massa
nucleari fuorilegge, allo stesso modo di quanto già avvenuto per le armi
chimiche, biologiche e le mine antiuomo. Oggi il Trattato è stato firmato,
ratificato o è in via di adesione da parte di 99 Paesi, ma nessuno dei nove
Stati dotati di armi nucleari lo ha sottoscritto e la corsa al riarmo atomico,
lungi dal fermarsi, sta accelerando.
Lo confermano senza appello i dati contenuti in “Premeditata: espansione e spesa
degli arsenali nucleari”, il nuovo Report della International Campaign to
Abolish Nuclear Weapons (ICAN, Premio Nobel per la Pace 2017) che Rete Italiana
Pace Disarmo ha diffuso in versione italiana con il sostegno del Consorzio CAES.
Nel 2025 i nove Stati dotati di armi nucleari hanno speso 118,8 miliardi di
dollari per i propri arsenali (equivalenti a ben 3.768 dollari al secondo) con
un aumento del 19% rispetto all’anno precedente e una crescita costante che dura
ormai da anni. Il Report documenta inoltre, per la prima volta in modo
sistematico, i piani di spesa e schieramento che le potenze nucleari hanno messo
nero su bianco per i prossimi decenni: sistemi d’arma progettati per restare
operativi fino al 2060, al 2085, in alcuni casi oltre il 2100.
A tutto ciò si aggiungono anche altri dati altrettanto preoccupanti emerso dalle
analisi annuali di “Don’t Bank on the Bomb”: dopo anni di calo, il numero di
istituzioni finanziarie che investono nelle aziende produttrici di armi nucleari
torna a crescere, raggiungendo quota 301 nel mondo. Anche il sistema bancario
italiano resta coinvolto, con nove istituti che tra il 2023 e il 2025 hanno
erogato oltre 5,7 miliardi di dollari a queste aziende.
“Le armi nucleari non sono un residuo del passato, ma una minaccia concreta e in
espansione, alimentata da scelte politiche ed economiche precise – dichiara Lisa
Clark, vicepresidente di ‘Beati i costruttori di Pace’ e referente RIPD per il
disarmo nucleare – Il TPNW ci indica la strada maestra: mettere fuorilegge
queste armi, come già avvenuto per altri ordigni di distruzione di massa. Il
nostro compito, con la campagna ‘Italia, ripensaci’, è portare questi dati e
queste scelte nel dibattito pubblico italiano, rompendo il muro di silenzio che
ancora oggi circonda il tema”.
Cosa si potrebbe fare con i fondi sprecati per gli arsenali nucleari, invece.
Il Report traduce una teoria di numeri astratti in alternative concrete.
Ogni minuto di spesa nucleare globale (226.069 dollari) potrebbe garantire acqua
potabile e servizi igienico-sanitari per un anno a quasi 3.500 persone;
ogni giorno (326 milioni di dollari) basterebbe a salvare oltre 2 milioni di
persone dalla grave insicurezza alimentare; ogni settimana (2 miliardi di
dollari) potrebbe finanziare oltre 12 miliardi di dosi di vaccino contro
morbillo, parotite e rosolia.
E l’intera spesa nucleare del 2025 (i 118,8 miliardi di dollari già evidenziati
come cifra cardine della ricerca) sarebbe potuta servire ad alimentare con
energia solare oltre 6 milioni di abitazioni nel mondo, o coprire per 32 volte
l’intero bilancio annuale delle Nazioni Unite.
Numeri che mostrano il reale costo-opportunità di questa scelta: non sicurezza,
ma sottrazione sistematica di risorse a salute, istruzione, clima e sviluppo.
Il costo degli arsenali nucleari, il valore del disarmo: i 9 anni del Trattato
TPNW di messa al bando: i contenuti e il significato del Trattato TPNW, e
presentati nel dettaglio i dati del nuovo Report sui costi nucleari nel 2025,
curato da Rete Italiana Pace e Disarmo sulla base delle analisi internazionali
di ICAN.
Interventi di:
* Lisa Clark – Beati i Costruttori di Pace, referente per il disarmo nucleare
in RIPD
* Elena Peverada – Consorzio CAES, che ha sostenuto la pubblicazione del Report
* Francesco Vignarca – Coordinatore Campagne RIPD
e un messaggio video di Florian Eblenkamp, della campagna internazionale ICAN
(Premio Nobel per la Pace 2017 per il proprio lavoro sul TPNW).
Rete Italiana per il Disarmo