“Un’altra difesa è possibile”: accelera la raccolta verso l’obiettivo delle 50.000 firme necessarie per il deposito del testo di legge
Volti noti, società civile e mondo della cultura a sostegno della proposta di
legge per la difesa civile nonviolenta: ribadito oggi in Senato l’impegno di
Reti e associazioni.
Si è svolta oggi, lunedì 6 luglio 2026, nella Sala “Caduti di Nassirya” del
Senato della Repubblica a Piazza Madama, la conferenza stampa della campagna
“Un’altra difesa è possibile”, promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo,
Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile (CNESC e Sbilanciamoci!, su
iniziativa della Senatrice Aurora Floridia (Verdi Alto Adige).
L’iniziativa giunge in una fase di forte accelerazione della campagna: sono
ormai 14.000 le firme già raccolte sulla proposta di legge di iniziativa
popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e
nonviolenta — già oltre il 25% delle 50.000 necessarie per la presentazione in
Parlamento.
La proposta
La legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del
Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta” prevede quattro
pilastri concreti: il potenziamento del Servizio civile come istituto di difesa
civile della Patria in attuazione degli articoli 11 e 52 della Costituzione;
l’istituzione dei Corpi civili di pace, formati da personale preparato a
intervenire nelle aree di crisi prima dell’escalation militare; il rafforzamento
della Protezione civile come strumento di difesa del territorio dalla
devastazione ambientale e climatica; la creazione di un Istituto di ricerca per
la pace e il disarmo. Il tutto finanziato da un fondo pluriennale stabile e
dalla possibilità per i cittadini di destinare il 6 per mille dell’IRPEF a
queste attività.
Le voci dalla Conferenza Stampa
«La Campagna “Un’altra difesa è possibile” è il programma politico unificante
delle molte associazioni nonviolente, pacifiste, culturali, per il disarmo, la
solidarietà, la cooperazione. Rappresenta la continuità ideale di quel lungo
cammino, iniziato da Aldo Capitini e Pietro Pinna, a sostegno dell’obiezione di
coscienza come alternativa al servizio militare. Dopo oltre mezzo secolo, i
tempi sono maturi affinché le istituzioni facciano propria la visione di don
Lorenzo Milani: “Le uniche armi che io approvo sono nobili e incruente”.
«L’obiettivo comune è la piena attuazione dell’articolo 52 della Costituzione in
tema di difesa, alla luce dell’articolo 11 che ripudia la guerra: difendersi
preparando la pace» evidenza Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento.
«La situazione internazionale è talmente grave che servono strumenti concreti
per intervenire prima che i conflitti degenerino. Più firme raccogliamo e più la
nostra proposta acquisterà forza. I partiti dovranno prendere una posizione, la
società civile dovrà esprimersi e gli italiani dovranno decidere se preferiscono
pagare per la guerra o per la pace.»
«L’introduzione della difesa civile nell’ordinamento italiano – hanno
sottolineato nel corso dell’incontro Giulio Marcon di Sbilanciamoci! e Rossano
Salvatore della CNESC – aprirebbe nuovi scenari nella concezione della
sicurezza, rifiutando il modello basato in modo esclusivo sul possesso e
sull’impiego delle armi. L’alternativa si fonda su tre direttrici: prevenzione
dei conflitti, agendo sulle cause strutturali delle tensioni; gestione
nonviolenta attraverso mediazione e diplomazia dal basso; risoluzione e
ricostruzione delle relazioni nelle comunità colpite.»
Come ha ricordato Papa Leone, denunciando la crescente spesa militare globale,
non si può «spacciare il riarmo per difesa della patria»: il riarmo sottrae
risorse alla sanità, ai servizi sociali e pubblici, favorendo interessi di poche
élite a scapito del bene comune.
I volti noti che hanno già firmato
Alla campagna hanno voluto esplicitamente segnalare il proprio sostegno e la
propria sottoscrizione numerose personalità della cultura, dell’informazione,
dell’arte e dell’impegno civile. La filosofa Donatella Di Cesare e l’attore
Ascanio Celestini erano presenti oggi al Senato anche in rappresentanza delle
altre personalità che hanno firmato la legge: tra i giornalisti e i comunicatori
Gad Lerner, Marco Damilano, Giulia Innocenzi, Nico Piro, Vittoria Iacovella; tra
gli intellettuali e i pensatori Carlo Rovelli; tra gli artisti, gli attori e i
musicisti Alessandro Bergonzoni, Giulio Cavalli, Vinicio Capossela, Maria Pia De
Vito, Franco Bassi e il vignettista Mauro Biani; tra le figure dell’impegno
civile, umanitario e religioso Cecilia Strada e don Luigi Ciotti.
Come firmare
Le firme possono essere apposte online sulla piattaforma istituzionale del
Ministero della Giustizia, con SPID o CIE, accedendo da
difesacivilenonviolenta.org o direttamente da
firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008
Le firme devono essere raccolte entro il 15 settembre 2026. Una volta raggiunta
la soglia delle 50.000 sottoscrizioni, la proposta verrà incardinata al Senato e
affidata alle Commissioni Affari istituzionali e Affari esteri e Difesa, dove i
promotori saranno invitati alla presentazione ad apertura della discussione.
La campagna è promossa e coordinata da: Conferenza Nazionale Enti di Servizio
Civile – Rete Italiana Pace Disarmo – Sbilanciamoci!
Rete Italiana Pace e Disarmo