Leone XIV a Lampedusa, Sea-Watch: “Grati della scelta di stare dalla parte delle persone migranti, non dei potenti”
La ONG tedesca espone uno striscione sulla nave Aurora e consegna una lettera al
Pontefice per chiedere la difesa del soccorso e della solidarietà in mare.
Sea-Watch saluta con gratitudine la visita di Papa Leone XIV a Lampedusa, nel
giorno della festa nazionale del suo Paese d’origine, gli Stati Uniti. “Che un
Papa americano scelga di trascorrere questa giornata in un luogo simbolo delle
migrazioni, anziché negli USA, rifiutando l’invito del Presidente Trump per
recarsi sulla frontiera più a sud d’Europa, è un gesto di grande valore
simbolico e politico” commenta la portavoce Giorgia Linardi. “Papa Leone indica
chiaramente da che parte stare, tanto più mentre negli Stati Uniti e in Europa
si moltiplicano le campagne di criminalizzazione e persecuzione delle persone
migranti.”
Occorre interrogarsi sull’intitolazione del Molo Favaloro a Papa Francesco,
prevista in occasione della visita. Luogo simbolo di un dispositivo di frontiera
sempre più militarizzato, disumanizzante e inaccessibile per la società civile,
il molo tradisce i valori di accoglienza e solidarietà cristiana per precisa
scelta politica. Da poche settimane è inoltre divenuto il simbolo
dell’applicazione delle nuove procedure di frontiera introdotte dal Patto
Europeo su Migrazione e Asilo, che restringono l’accesso alla protezione.
È importante che Papa Leone prenda coscienza della militarizzazione e della
disumanizzazione della frontiera. Il nome di Papa Francesco al Molo Favaloro
deve rappresentare un impegno a rimettere al centro la dignità umana. “Papa
Francesco non accetterebbe che le persone vengano accolte con interrogatori che
spesso sfociano in condanne fino a vent’anni per aver guidato una barca senza
avere alcuna scelta” aggiunge Linardi. Negli ultimi dieci anni almeno 3.200
persone sono state accusate di essere “scafisti” in conseguenza di pratiche
accusatorie sommarie che spesso hanno luogo proprio al molo di sbarco.
Sulla nave Aurora, ormeggiata proprio davanti al molo, uno striscione reca un
messaggio semplice: “Non c’è niente di cristiano in un mare di morti”,
richiamando le parole con lo stesso Papa Leone XIV ha definito la remigrazione
“non una proposta cristiana”. Un messaggio che accompagna la prima tappa della
visita al cimitero di Lampedusa, in memoria delle persone morte e disperse nel
Mediterraneo: oltre 35.000 nell’ultimo decennio.
Dal 2015 Sea-Watch ha contribuito a salvarne più di 50.000, mentre decine di
migliaia sono state soccorse dall’intera flotta civile, nonostante i continui
tentativi dei governi di ostacolare il soccorso civile.
In occasione della visita, Sea-Watch ha consegnato al Pontefice una lettera
chiedendo il Suo sostegno nella difesa del principio per cui salvare vite non
può essere un crimine, ma un dovere morale, giuridico e cristiano.
Sea Watch