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Manifestada contras su turismu sionista
Domenica 28 Giugno 2026, un fronte unito è stato in piazza in diverse città sarde per manifestare contro il turismo sionista e contro i gravi fenomeni che brutalizzano il nostro territorio e quello di tutti i popoli che abitano le sponde del Mediterraneo, fino in alcuni casi a minaccianrne l’esistenza. Manifestazioni ci sono state a Olbia, all’aeroporto di Elmas e a Cagliari. Come da alcune settimane a questa parte, da quando si è scoperto che negli aeroporti sardi facevano scalo voli charter da Tel – Aviv, ci sono state mobilitazioni di attivistƏ pro Palestina in concomitanza dei voli da Israele alla Sardegna. I turisti israeliani, tra i quali si ha la certezza di soldati che hanno partecipato al genocidio di Gaza, vengono a “decomprimersi” nelle spiagge sarde. Da Cagliari al Forte Village (Santa Margherita di Pula) il trasporto è diretto. Mattino del 28 giugno 2026, all’aeroporto di Elmas attivistƏ manifestano all’arrivo dei voli da Tel- Aviv (foto Presidio Palestina CA) L’aeroporto di Elmas è attentamente presidiato dalle forze dell’ordine. Secondo le prescrizioni della Questura, i manifestanti dovranno stare sul marciapiede esterno dell’area arrivi, non seguire o affiancare i passeggeri con contestazioni faccia a faccia. Si manifesta con cartelli e slogans che esprimono la contrarietà per una presenza indesiderata. Contrarietà che non è contro il popolo ebraico in sé, ma contro quanto lo Stato di Israele ha commesso nei confronti dei palestinesi di Gaza e Cisgiordania da ottant’anni a questa parte, e dal 7 ottobre 2023 il genocidio, ancora in corso, con la complicità dei governi occidentali. Non vale l’equazione antisionismo = antisemitismo. Le manifestazioni del 28 giugno sono state indette dalla gioventù studentesca sarda e altre organizzazini: Unica per la Palestina, Presidio Palestina Cagliari, Non una di meno Nord-Sardegna, Collettivo Malarittas, Assemblea Studentesca per la Palestina Sassari, Giovani Palestinesi Sardegna. Nel loro volantino è scritto a caratteri cubitali: A FORAS SOS SIONISTAS! MANIFESTADA CONTRAS SU TURISMU SIONISTA. Sulla pagina instagram dichiarano: – Esigiamo la cessazione di ogni rapporto con lo stato genocidiario di “Israele”, e supporto all’autodeterminazione del popolo palestinese. – Auspichiamo l’inizio di una stagione di mobilitazioni a sostegno dell’autodeterminazione di chi abita in Sardegna, vittime e complici deresponsabilizzati di questo sistema criminale. Alla sera, Sa Manifestada si tiene a Cagliari, in piazza Yenne, al Presidio stabile per la Palestina. Partecipano giovani studenti e studentesse di UNICA, attivisti e attiviste dell’Associazione Amicizia Sardegna Palestina. Oltre alle bandiere della Palestina e del Libano sventolano bandiere di Potere al Popolo e di Rifondazione comunista. Presenti in piazza anche un gruppo di studentesse di Gaza, ospitate a Cagliari. Ahlam, giovane donna palestinese sarda, pronuncia un discorso che viene ascoltato con la massima attenzione dalle persone presenti. Ne riporterò solo alcuni passaggi. «Il 23 giugno sono arrivati due verdetti – esordisce Ahlam -, uno sul passato e uno sul futuro: il verdetto sui bambini di Gaza. La commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite ha dichiarato di aver trovato prove che i bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane. Io le definirei forze di offesa sioniste. Non per effetti collaterali (in termini militareschi), non per errore operativo. Deliberatamente, con intenzione, con strategia, in modo sistematico». Presidio Palestina CA (foto di Pierpaolo Loi) Seguono i numeri delle vittime dei primi due anni di genocidio: 20 mila 179 bambine e bambini sono stati uccisi (cifra minima) e 44 mila 143 feriti. La voce di Ahlam si fà dura: «Questo non è accettabile da nessuna parte e in nessuna epoca. L’uccisione e il ferimento dei bambini palestinesi facevano parte di una strategia per distruggere la continuità biologica e l’esistenza futura del gruppo palestinese a Gaza […]. Non si sta parlando di vittime della guerra. Si sta parlando di una strategia per eliminare una generazione, per cancellare la capacità biologica di un popolo di avere un domani». Si sofferma sulla raltà dei feriti, che porteranno per tutta la vita lo stigma della disabilità: «La commissione ha parlato di azioni che hanno cancellato l’infanzia a Gaza e continueranno a colpire i bambini del territorio per tutta la vita. I feriti, ci dice il rapporto, affrontano una vita di disabilità che, ormai, è una realtà demografica determinante tra i bambini. Non una statistica, una condizione strutturale di un popolo. Il presidente della commissione ONU ha scritto che “prendendo di mira i bambini, Israele attacca la stessa capacità del popolo di esistere e di determinare il proprio futuro”. Questo si chiama con una sola parola: genocidio». Nel proseguo dell’intervento, Ahlam parla del meccanismo della “delegittimazione” che Israele attua definendo il rapporto diffamatorio, una farsa calunniosa, e con l’accusa ai relatori di ignorare le brutalità di Hamas, spostando così l’attenzione e non rispondendo nel merito.«E funziona – sostiene Ahlam -, perché i governi occidentali lo lasciano funzionare: nessuna conferenza stampa, nessuna presa di posizione, nessuna conseguenza». Concludo sull’intervento di Ahlam, con un passaggio che denuncia la responsabilità del nostro Paese :«Il genocidio non lo commette solo chi spara. Lo commette anche chi tace e firma contratti come l’Università di Cagliari. L’Italia non è uno spettatore è un attore con responsabilità documentate. Il Parlamento italiano ha ricevuto reportage dettagliati sulle forniture di componentistica d’armamento a Israele. L’Italia ha impiegato mesi solo per sospendere, non interrompere, alcune licenze di esportazione. Meloni non ha mai pronunciato la parola genocidio. Nemmeno oggi, con il rapporto ONU sul tavolo. Questa non è una posizione neutrale, e la storia le darà un nome». Negli interventi sche seguono vengono letti dei testi e delle poesie, mentre alcune persone scrivono su strisce di lenzuolo bianco i nomi dei bambini e delle bambine uccisi a Gaza. Per non dimenticare.         Pierpaolo Loi
June 30, 2026
Pressenza