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Come Cuba subì l’azione politica dei neofascisti italiani
I movimenti di estrema destra italiani operarono contro Cuba socialista attraverso due posizioni. Una tutta ideologica, una forte ostilità culminata in campagne di propaganda, tutt’oggi in atto, l’altra tramite una presenza nel network internazionale del terrorismo nero anticomunista intrecciato con la CIA e servizi segreti militari delle dittature di destra. Una azione politica non solo teorico/ideologica ma che, invece, vide una alleanza sul “campo militare” tra esponenti del neofascismo italiano e gruppi terroristici anticastristi/CIA. Negli anni ’70 e ’80, reduci della Repubblica Sociale Italiana ed esponenti del terrorismo nero (come quelli legati ad Ordine Nuovo e successivamente ai Nuclei Armati Rivoluzionari) si inserirono nella rete internazionale dell’anticomunismo militante, a fianco di dittature sudamericane e gruppi di esuli cubani anticastristi. Alcuni militanti neofascisti, coinvolti nella strategia della tensione in Italia, strinsero alleanze con la rete anticastrista di Miami per operazioni di destabilizzazione nei Caraibi in chiave anticomunista. L’incontro tra l’estremismo nero italiano e l’oltranzismo cubano in esilio fu favorito da figure chiave del terrorismo internazionale: * Stefano Delle Chiaie, fondatore di Avanguardia Nazionale, latitante dall’Italia per le inchieste sulla strategia della tensione, divenne il fulcro di queste relazioni estere e stabilì legami strettissimi con i leader anticubani rifugiati in Florida, tra questi Orlando Bosch, Luis Posada Carriles e Michael Townley. Delle Chiaie collaborò al Piano Condor. * Orlando Bosch, fondatore del Coordinamento delle Organizzazioni Rivoluzionarie Unite (CORU), coordinava le fazioni più violente degli esuli anticastristi di Miami e collaborò attivamente con l’ultradestra europea in funzione anticomunista globale. * Luis Posada Carriles, altro esponente di spicco della rete di Miami ed ex agente della CIA, incrociò le traiettorie operative dei neofascisti italiani nell’addestramento e nella logistica dei regimi sudamericani e fu il mandante della bomba che uccise l’italiano Fabio Di Celmo nell’albergo Copacabana Habana, nel 1997. https://www.swissinfo.ch/ita/cuba-morto-posada-carriles-terrorista-anticastrista/44140098 * Michael Townley, agente statunitense della polizia segreta cilena (DINA), agì da vero e proprio ufficiale di collegamento, arruolando sia i neofascisti italiani(compreso Pierluigi Concutelli di Ordine Nuovo) sia i cubani di Miami per compiere omicidi mirati in giro per il mondo. Tra i fascisti italiani che operarono contro Cuba socialista vi fu anche Carlo Digilio, terrorista e collaboratore di giustizia italiano, appartenente al gruppo neofascista di Ordine Nuovo. Fu il primo pentito dello stragismo italiano: «Unico autore giuridicamente riconosciuto della strage di piazza Fontana, ma con il reato prescritto, grazie alle attenuanti per la collaborazione». [Lib. 8/1/2006]. Condannato, reo confesso ma con pena prescritta, per concorso nella strage di piazza Fontana, nonché coinvolto anche nella strage di piazza della Loggia, Digilio entrò nella rete degli informatori italiani al servizio delle basi NATO nel Veneto, col nome in codice Erodoto (già usato dal padre), nell’ambito del programma di arruolamento di fascisti e anticomunisti promossa dalla CIA e dai servizi segreti italiani. Operò direttamente da Santo Domingo ove si trovava latitante dalla giustizia italiana. Durante la fine degli anni ’70, diversi latitanti dell’estrema destra italiana trovarono rifugio sicuro in paesi dell’America Centrale. Qui, esponenti di spicco della destra eversiva (con contatti legati anche a fazioni dissidenti di Ordine Nuovo) usufruirono delle infrastrutture logistiche e dei campi di addestramento militare messi a disposizione dai comitati anticastristi in esilio, scambiando competenze sulla guerriglia urbana, l’uso di esplosivi e formazione degli squadroni della morte, collaborazione nei sequestri e torture in Cile, in Argentina e in altre zone del Sud America. Queste alcune delle operazioni conosciute: * L’Operazione Condor (o Plan Cóndor) è stata una rete di cooperazione clandestina e transnazionale istituita formalmente il 25 novembre 1975 dai servizi segreti militari e dalle polizie politiche delle dittature di destra del Cono Sud dell’America Latina (Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay, Bolivia e Brasile). L’obiettivo principale era la sistemica eliminazione del dissenso politico, dei movimenti di sinistra, dei comunisti, dei sindacalisti e degli oppositori ai regimi dittatoriali, anche quando questi si trovavano in esilio fuori dai confini dei propri paesi. L’operazione fu pianificata su spinta del dittatore cileno Augusto Pinochet e coordinata da Manuel Contreras, capo della polizia segreta cilena (DINA), trovando l’appoggio strategico e logistico degli Stati Uniti tramite la CIA. * Il Vertice di Bonao (1976). Nel giugno 1976, nella località di Bonao (Repubblica Dominicana), si tenne un incontro segreto promosso dalla DINA cilena per unificare i diversi gruppi di esuli cubani anticastristi militanti, portando alla fondazione del CORU. Stefano Delle Chiaie partecipò alle consultazioni logistiche con la leadership del CORU per coordinare azioni terroristiche globali in chiave sia anticastrista sia antisovietica * L’omicidio di Orlando Letelier a Washington (1976). Il 21 settembre 1976, l’ex ministro cileno Orlando Letelier (oppositore di Pinochet) fu assassinato a Washington tramite un’autobomba. L’operazione fu materialmente eseguita da esuli cubani del CORU (tra cui i fratelli Novo Sampoll e Virgilio Paz Romero) sotto la supervisione di Michael Townley. Le indagini internazionali e le declassificazioni dei documenti della CIA hanno confermato che la rete logistica di supporto ed esplosivi era la medesima utilizzata e condivisa con la cellula neofascista di Delle Chiaie in America Latina * L’attentato a Bernardo Leighton a Roma (1975). In un perfetto esempio di “scambio di favori” della galassia eversiva, l’esponente politico democristiano cileno Bernardo Leighton fu vittima di un tentato omicidio a colpi d’arma da fuoco a Roma. L’azione fu pianificata dalla DINA e organizzata a Roma da Stefano Delle Chiaie e dai militanti di Avanguardia Nazionale. L’inchiesta legò l’operazione alle garanzie di supporto logistico e finanziario che l’eversione nera otteneva in Sudamerica, dove operavano anche le coperture finanziarie dei gruppi anticastristi di Miami   (da Viva Cuba Libre)   Fonti: https://www.cespi.it/it/ricerche/osservatori/osservatorio-america-latina-caraibi/focus/neofascisti-italiani-nellamerica https://thesis.unipd.it/bitstream/20.500.12608/87497/1/Stragliotto_Davide.pdf https://arcadia.sba.uniroma3.it/bitstream/2307/40482/1/TESI%20RUGGIERO.pdf > L’attentato a Bernardo Leighton – Intervista a Vito Ruggiero https://it.granma.cu/mundo/2016-03-28/posada-carriles-e-altri-terroristi-hanno-inaugurato-il-nuovo-museo-della-brigata-di-playa-giron   Redazione Italia
June 27, 2026
Pressenza