Tag - gash

Fa caldo, anche a Gaza
Il Mediterraneo abbraccia un territorio di forte continuità territoriale e ambientale, le stesse ondate di calore che stanno investendo l’Italia, stanno affliggendo i nostri fratelli e sorelle a Gaza. Fra le tende e quello che resta delle abitazioni, le temperature nelle ore di punta a Gaza City possono arrivare anche a 40 gradi. > Things aren’t good, the destruction and bombing haven’t stopped. As for the > Gash in Khan Younis, it’s still ongoing and the number of students is > increasing, even though the weather is very hot and there are no fans and > anything else. The students are still coming and taking their summer exams. A complicare le cose si è aggiunta la crisi energetica e l’aumento delle bollette aggrava pensantemente il quadro. Ancora Sami ci spiega che il Gash viene spesso utilizzato anche durante le ore di lavoro non solo per accedere alla connessione a internet, ma soprattutto per l’accesso alla rete elettrica: > The Gash provides internet and, above all, electicity services, due to the > increase of the price of electicity, which is now 30 shekels per kilowatt. Anche a Gaza City si avvicinano al Gash nuovi studenti, complice il passaparola, sarebbe utile poter disporre di un sistema di energia solare e ammortizzare i costi delle bollette. Speriamo che i costi dei pannelli solari possano scendere nelle prossime settimane, sempre che Israele li lasci entrare. Vi terremo aggiornati.
August 9, 2026
Gazaweb
Ancora festeggiamenti per gli esami
A fine luglio un gruppo di studenti che hanno superato gli esami del Tawjihi e le loro famiglie hanno voluto festeggiare il buon esito della prova nel luogo in cui avevano sostenuto gli esami: il GASH di Gaza City! I ragazzi e le loro famiglie hanno portato un gruppo musicale folk e abbiamo festeggiato tutti insieme!
August 7, 2026
Gazaweb
I quadri sfornano un esito dolce
I risultati degli esami di maturità sono finalmente pubblicati: per studentesse e studenti che li hanno sostenuti nei GaSH, sono arrivate ottime notizie. La promozione al Tawjihi é un successo collettivo che, come per tradizione, si celebra distribuendo pasticcini, dolcetti e altre prelibatezze della pasticceria palestinese. Un “dolce esito” che ci inorgoglisce, perché conferma come le strutture pensate e gestite dal personale Gazaweb nella Striscia contribuiscano a irrobustire i processi educativi e restituiscano a Gaza la merce più preziosa: la speranza. > I GaSH restano aperti. Non si spengono, non si ritirano. Giorno dopo giorno, > diventano luoghi essenziali per riattivare le connessioni nelle comunità > palestinesi più vulnerabili. Non solo reti digitali: sono trame di relazioni > che ricuciono il tessuto di un territorio ferito, filo dopo filo, dolcemente.
July 24, 2026
Gazaweb
“Guerra, disabilità e solidarietà”
Come ogni anno a Venaus, in Valsusa, prende vita il “Festival dell’Alta Felicità". Quest’anno è previsto anche un intervento da Gaza del nostro Sami. Sami parlerà del dramma delle disabilità procurate dalla ferocia dell’occupante, e tradurrà le parole di chi ha vissuto questa tragedia in prima persona. Inoltre racconterà dei progetti di Gazaweb e di come i GaSH! contribuiscano a emancipare le persone più vulnerabili fornendo accesso agli strumenti di formazione e gettino le basi per la ricostruzione del tessuto sociale nella striscia di Gaza. > Ci vuole un istante per distruggere e ferire, anni per curare e ricostruire. > Radio 32 è lieta di portare quest’anno al Festival Alta Felicità una rete di > persone disabili che ogni giorno contrappongono solidarietà e cura alle > logiche spietate della guerra. > Nonostante tutto un mondo di pace e giustizia per tuttx è ancora possibile link: https://www.altafelicita.org/event/disabilitiamo-le-barriere-e-le-guerre/ -------------------------------------------------------------------------------- > DISABILITIAMO LE BARRIERE E LE GUERRE > > > Ciò che la guerra in un istante disabilita e distrugge, vite infrastrutture e > ospedali, richiede anni di cure, lotte e ricostruzione. > > > Venaus, Domenica 26 luglio 2026 11:30 – 12:15 Prima parte: Guerra, disabilità e solidarietà Introducono e moderano Martina Pasquali – Radio32, Roma e Ambra Zega – Attivista transfemminista per la Disability Justice, Roma * Testimonianza di Nicholas Marzolino – Hand For Peace Dalla mina della Seconda Guerra Mondiale in Val Susa, al progetto della mano bionica per le zone di guerra. * Collegamento dalla Palestina: Ziad Amro – Avvocato cieco, International Solidarity Campaign with the Blind People in Gaza. con traduzione Sami Abur Omar – cooperante e coordinatore Ong ACS / Gazaweb e dal Centro Italiano Di Scambio Culturale-VIK. Progetti “Gli Alberi della Rete” e “GaSH!” per internet e studenti palestinesi 12:15 – 13:00 | Seconda parte: Infrastrutture e Barriere in Italia * PEBA e inaccessibilità: A 40 anni dalla Legge dell’86 sui Piani Eliminazione Barriere Architettoniche presentazione della Campagna nazionale http://peba2026.org Intervengono: Andrey Chaykin – Disabili Pirata Milano e Giacomo Sicurello – Terebinto Bio&Diversità Agrigento . In collegamento online: Maurizio Attanasi – Padre Caregiver, comitato Cologno Zero Barriere Dario Dongo – Attivista e avvocato, Egalitè Roma * Barriere e Disabilità Invisibili: Michele Daini – Operatore Sanitario, Roma * Barriere nei Trasporti vs Alta Accessibilitá: Petizione a Trenitalia/FS per mezzi pubblici e stazioni accessibili
July 22, 2026
Gazaweb
Egitto – Argentina a Gaza City GaSH
Ieri sera era la partita più attesa. A Gaza City il nostro GaSH ha offerto la possibilità di seguirla anche dalla strada con casse audio, per evitare che lo spazio diventasse una scatola di sardine. Di seguito il racconto di Ali che gestisce il posto: > ” The number exceeded 250 people, we used loudspeakers and the audience > extended to the opposite side of the road.. > > The atmosphere was incredibly electric, especially after the first goal, then > the disallowed goal, and then the second. The ground seemed to tremble with > the crowd’s excitement. The excitement only intensified as time progressed, > until Argentina scored their first goal, at which point the tension began to > rise. > > After the second goal, the stadium erupted in excitement, then calmed down. > Then came the third goal, and the crowd’s anger intensified dramatically; they > became extremely agitated, with some even leaving before the match officially > ended. But when the referee disallowed Egypt’s last clear goal and the penalty > kick, everyone understood it was a deliberate act to eliminate Egypt from the > World Cup. They all left disappointed and deeply saddened, to the point that > only two people attended the Switzerland match. > > Egypt would have eliminated Argentina were it not for FIFA’s intervention and > the referee’s bias towards Argentina. > > A cruel and unjust world. > > What happened today wasn’t just a match. The referee’s performance and > decisions, along with everything we saw, confirm that Egypt wasn’t just facing > Argentina. > > For me, what happened reflects a clear double standard, and Egypt paid the > price for its supportive stance towards Palestine. > > Egypt didn’t lose the World Cup… the World Cup lost Egypt. 🇪🇬”
July 8, 2026
Gazaweb
La partita!
3 luglio 2026: Oggi c’è la partita Egitto-Australia e abbiamo organizzato la visione dentro il Gash, ci sono tanti giovani, bambini. È un’attività sociale per le popolazioni, ci fa uscire fuori dalla situazione che stiamo vivendo. Ci sono anche i bambini, tanti bambini, è molto importante che i bambini partecipino a questa iniziativa. Il nostro obiettivo è quello di lavorare con la società, qui sono tutti sfollati. Ci sono anche le donne, fanno parte anche loro dell’attività. Siamo forti qui! Andiamo avanti, dobbiamo trovare sempre la gente giusta per organizzare le cose. Questo è il nostro obiettivo: fare felice la gente. Dare loro un spazio dove si divertano e qui è molto importante calcio, molto amato dai gazawim fa parte della loro cultura.
July 4, 2026
Gazaweb
La maturità a Gaza: il diritto allo studio sfida il genocidio
Anche nella Striscia di Gaza in questi giorni circa 38.000 studenti e studentesse stanno affrontando gli esami di maturità, il Tawjihi. Non è un esame come tutti gli altri. È un atto di resistenza contro un sistema che ha deliberatamente preso di mira l’istruzione palestinese. Dal 7 ottobre 2023, oltre 19.000 studenti sono stati uccisi e 29.000 feriti. Le scuole sono state distrutte o trasformate in centri per sfollati. Eppure, la generazione della maturità ha scelto di non arrendersi. Dal nostro osservatorio a Gaza, documentiamo ogni giorno questa lotta per il diritto allo studio. Gli esami si svolgono interamente in modalità elettronica, attraverso la piattaforma “Wise School”. Una scelta dettata dalla necessità, che ha trasformato i telefoni cellulari in aule, banchi e biblioteche. Ma come si fa a studiare quando l’elettricità e la connessione a Internet non sono disponibili con la dovuta continuità e possedere un dispositivo elettronico è un lusso spesso insostenibile? IL DRAMMA DEGLI STUDENTI UCCISI SULLA STRADA PER L’ESAME Le prove d’esame a Gaza possono essere ancora più complesse di queste, e, aggiungiamo, tristemente tragiche. Il terzo giorno degli esami, le forze di occupazione israeliane hanno condotto un raid nel quartiere Al-Rimal di Gaza City, uccidendo Raghad Ashour, una studentessa che si stava recando a sostenere la prova. Diciotto anni, un futuro davanti a sé, cancellato mentre camminava per strada. L’esercito israeliano ha parlato di “rammarico” per la morte di una “persona non coinvolta”, ma il messaggio è chiaro: a Gaza, nessuno è al sicuro, nemmeno sulla strada per l’esame. Questa non è una storia isolata. Il Ministero dell’Istruzione palestinese parla di un genocidio sistematico dell’istruzione. 10.000 studenti uccisi nei primi dieci mesi di guerra, insieme a 400 insegnanti. La strada per l’esame è diventata un percorso minato, dove il diritto allo studio si scontra quotidianamente con la violenza dell’occupazione. In questo scenario apocalittico, abbiamo piantato i nostri “Alberi della Rete” e costruito i Gaza Social Hub (GaSH). Luoghi dove studiare e connettersi a Internet gratuitamente per garantire continuità e un barlume di serenità per chi sta sta continuando a sperare e incarnare con il proprio studio una strenua resistenza contro il genocidio. Due hub permanenti: uno a Gaza City, l’altro a Khan Younis. Non sono semplici spazi fisici, ma fari tecnologici in un paesaggio di polvere e silenzi spezzati. Il nostro lavoro quotidiano è documentato passo dopo passo dai coordinatori dei Gash e degli alberi della rete a Gaza. Ne succedono di ogni, può saltare temporaneamente la rete, può esserci un blackout totale, ma la comunità intorno ai GaSH, fatta di studenti e di vari componenti della società civile, si stanno mobilitando per consentire agli esami di proseguire e intorno al diritto allo studio in effetti ricostruire un senso di comunità e futuro. L’obiettivo di Gazaweb non è semplicemente quello di riportare la connessione a internet ma di fare rifiorire la socialità intorno ai nostri progetti. L’OSTINAZIONE DI UNA GENERAZIONE La sistematica distruzione del sistema educativo palestinese da parte dell’esercito di occupazione israeliano è stata una deliberata strategia volta a precludere il futuro del popolo palestinese. Il genocidio è stato perpretrato anche abbattendo il 90% delle infrastrutture educative è stato distrutto o gravemente danneggiato. Più di 300 scuole governative sono state completamente distrutte o rese inagibili, una gravissima violazione del diritto fondamentale all’istruzione, riconosciuto dalle convenzioni internazionali. In questo contesto, il Tawjihi diventa più di un esame: è un simbolo di resistenza contro la cancellazione culturale e storica.Gli studenti che studiano assieme in una tenda o un caffè Internet, rappresentano una testimonianza di una fase storica della dura vita del popolo palestinese. È la battaglia della coscienza e della sopravvivenza combattuta dalla generazione della maturità, che afferma il diritto di imparare nonostante la distruzione, lo sfollamento e l’uccisione sistematica. Questi esami, sostenuti tra le macerie, sono la prova che un futuro è ancora possibile. Nonostante le difficoltà al secondo giorno di esami, complice il passaparola, la partecipazione è aumentata. Decine di studenti hanno affollato i nostri hub a Gaza City e Khan Younis per sostenere le loro prove. Una studentessa, Bilsan Laqan, 18 anni, vive in una tenda a sud-ovest di Khan Younis. Ci ha raccontato che il sovraffollamento, gli insetti e i topi rendono lo studio estremamente difficoltoso. La sua preoccupazione principale sono i blackout improvvisi e la mancanza di connessione stabile. Chiede al Ministero dell’Istruzione di considerare le condizioni estreme degli studenti. Noi cerchiamo di fare la nostra parte, continueremo a documentare, a sostenere e a connettere. Perché il diritto allo studio non può essere cancellato. Perché ogni studente che riesce a sostenere il proprio esame è una vittoria contro il genocidio. Perché la navigazione sarà libera, dal web al mare, e nessuna offensiva potrà spegnere la speranza di una generazione che ha scelto di imparare nonostante tutto. Sostieni i progetti di Gazaweb
June 27, 2026
Gazaweb
Terzo giorno di maturità. Le IOF attaccano a Gaza City
Ancora attacchi su Gaza City, nessuna tregua, nessun diritto allo studio. E’ il terzo giorno degli esami di maturità, ma, come documenta questa scena inviataci dai nostri amici, le forze di occupazione israeliane hanno condotto dei raid nel quartiere di Al-Rimal e hanno ucciso Raghad Ashour, una studentessa che si stava recando a sostenere gli esami di maturità. su tubocatodico il video. Nel mentre il Gash di Khan Younis si popola di studenti, proseguono per loro gli esami, come riportato nella gallery qui sotto.
June 22, 2026
Gazaweb
Esame di maturità nei Gaza Social Hub
Oggi 20 giugno 2026 è la data dell’inizio degli esami di maturità per gli studenti di gaza. Nelle foto dei Gash! di Khan Yunis e Gaza City gli studenti maturità [Tawjehy] non sono pochi. GASH DI KHAN YUNIS Abbiamo appena aperto i Gaza Web Social Hub, siamo all’inizio e non abbiamo fatto nessuna pubblicità dello spazio perché stiamo aspettando di esser certi che che tutto andrà bene con l’elettricità e la connessione per la sicurezza e non avere problemi in futuro. Lo smartphone è l’unico mezzo disponibile per gli studenti per studiare. Un computer oggi a Gaza costa 4.000 dollari per questo nelle foto vedete al massimo uno o due computer. GASH DI GAZA CITY Anche a Gaza City il GaSH si anima di studenti per il loro primo giorno di esami di maturità. Ali nel video che ci ha inviato ci racconta: “Da Gaza e dalla città di Gaza; qui offriamo il nostro servizio agli studenti delle scuole superiori. Oggi è il primo giorno di esami qui in Palestina e nella città di Gaza. Grazie mille.” Dona ora per continuare a sostenere il diritto allo studio!
June 20, 2026
Gazaweb
100×100 Gaza
Per il secondo anno successivo, ACS, Gaza Free style, Arci e Progetto REC hanno dato avvio alla campagna di solidarietà 100x100Gaza. Quest’anno l’iniziativa è stata orientata all’avvio di progetti che rispondano alle esigenze concrete della popolazione e, al tempo stesso, contribuiscano alla ricostruzione delle condizioni di autonomia e autodeterminazione collettiva. Fra i progetti della campagna anche i nostri GaSH!, Gaza Social Hub, due centri tecnologici permanenti a Gaza City e Khan Younis, particolarmente dedicati agli studenti, luoghi in cui rendere stabile l’accesso allo studio, allo scambio di saperi e alla comunicazione. Tantissime le iniziative che si sono dispiegate in tutta Italia, dal’11 al 15 febbraio, da nord a sud. Un’onda di solidarietà che ha visto la partecipazione di collettivi, associazioni e circoli, gruppi informali e singoli individui. Ancora una volta per dire no al genocidio e dimostrare che insieme è possibile agire e dare un contributo concreto alla popolazione a Gaza. Se anche tu vuoi supportare questa campagna, non sei fuori tempo massimo! Visita il sito e proponi un evento benefit extra100. Non finirò di amarti mai.
February 20, 2026
Gazaweb