Svezia: l’obbligo di segnalare le persone senza documenti è legge
Lo scorso 15 giugno, il Parlamento svedese ha adottato una legge che obbliga
alcuni dipendenti pubblici a segnalare automaticamente alle autorità le persone
prive di documenti.
Questo obbligo riguarderà il Servizio pubblico per l’impiego, l’Agenzia per la
previdenza sociale, il Servizio penitenziario e di libertà vigilata, l’Agenzia
per l’esecuzione delle sentenze, l’Agenzia per le pensioni e l’Agenzia delle
entrate. Si estende inoltre all’Autorità svedese per la lotta alla criminalità
economica e alla Procura, qualora venga richiesto dalle forze dell’ordine.
Queste ultime potranno trasmettere le informazioni all’Agenzia per
l’immigrazione o al servizio di sicurezza.
Lunedi, il Parlamento ha anche votato la cosidetta “legge di buona condotta”,
che permette alle autorità di ritirare i permessi di soggiorno basandosi su un
concetto poco definito di “cattiva condotta” 1. Con effetto anche retroattivo,
la norma non specifica quali tipi di comportamento siano considerati
inaccettabili, ma il governo ha citato, come esempi, debiti non saldati,
evasione fiscale, attività criminali e legami con organizzazioni estremiste.
Queste leggi si inseriscono nel “cambio di paradigma” 2 della politica
migratoria svedese, volto a ridurre il numero di persone che arrivano
irregolarmente nel paese. L’obbligo di segnalazione nasce da una proposta del
governo svedese nell’ambito dell’accordo di Tidö, stretto tra i partiti di
Destra dopo le elezioni del 2022. La proposta, tuttavia, è stata approvata con
174 voti favorevoli e 172 contrari, evidenziando una forte opposizione nella
società svedese, come riportato da John Stauffer di Civil Rights Defenders ad AP
3.
Notizie
INSEGNANTI, DOTTORI E BIBLIOTECARI SARANNO OBBLIGATI A DENUNCIARE LE PERSONE
PRIVE DI DOCUMENTI IN SVEZIA?
Il nuovo obbligo proposto dai partiti di destra svedesi
Gaia Facchini
27 Giugno 2024
AP riporta anche le parole di Jacob Lind, esperto di migrazioni all’Università
di Malmö, che definisce questa misura simbolica come parte di una lunga lista di
leggi problematiche sulla migrazione, in quanto consente a importanti agenzie
statali di “spiare”.
Infatti, sebbene la proposta preveda esenzioni per scuole, e servizi sociali e
sanitari, non tutela in modo efficace le persone che usufruiscono di tali
servizi 4.
Una ricerca condotta a marzo illustra gli impatti reali della legge. Gli
impiegati pubblici delle agenzie menzionate finirebbero per comportarsi a tutti
gli effetti come guardie di frontiere, anziché concentrarsi sulla propria
missione. Un aspetto particolarmente preoccupante è che la segnalazione
avverrebbe quando una persona “ha ragione di credere” che un’altra non ha
diritto di risiedere nel paese, lasciando un ampio margine di incertezza e un
rischio altissimo di profilazione razziale.
I ricercatori forniscono anche esempi concreti: un’ostetrica deve segnalare
tempestivamente una nascita all’Agenzia delle Entrate svedese affinché il
bambino possa essere registrato. Quindi, se anche questa agenzia è tenuta a
condividere le informazioni, la presunta esenzione per gli operatori sanitari
non offre una reale protezione. O allo stesso modo, sia il Servizio
penitenziario e di libertà vigilata svedese che il Servizio pubblico per
l’impiego basano i propri rapporti sulla riservatezza, ma sarebbero comunque
obbligati a segnalare familiari senza documenti menzionati dagli utenti.
Si tratta di scenari che, ora che la legge è stata approvata, rischiano
concretamente di verificarsi. Questa legge incide direttamente sulla vita
quotidiana delle persone sia senza documenti che coloro che devono segnalarle e,
nonostante le esenzioni, limita la possibilità per queste persone di esercitare
i propri diritti umani.
La proposta e la successiva indagine 5 condotta dal governo per analizzarne le
implicazioni erano state già ampiamente criticate.
Questo obbligo contribuisce a creare un sentimento e clima di paura tra le
persone senza documenti, i lavoratori pubblici e chi frequenta queste agenzie,
come sottolinea Louise Bonneau, Advocacy officer per PICUM, ricordando che
questo voto rappresenta una sconfitta per i diritti umani in Svezia.
Platform for Undocumented Migrants (PICUM) riporta inoltre le parole di Jacob
Lind, secondo cui le persone senza documenti saranno ulteriormente spinte ai
margini della società, con diritti sempre più limitati.
Questa legge viola i diritti dei bambini, mina l’indipendenza dei funzionari
pubblici e danneggia la reputazione dello Stato, favorendo un clima ostile e di
stampo autoritario nei confronti delle persone migranti. Infine, Jan Willem
Goudriaan, segretario generale dell’Unione dei servizi pubblici europea,
evidenzia come una misura tale mini il diritto di asilo, il principio di non
refoulement e alimenti paura, sospetto e discriminazione.
Tuttavia, dalla società civile ci si può aspettare una resistenza simile a
quella già dimostrata finora, come ricorda Hannah Laustiola, direttrice di
Médecins du Monde Svezia, che ha contribuito a ridurre l’ambito della proposta
iniziale.
Una misura del genere è assolutamente inaccettabile: mette i funzionari pubblici
in una posizione impropria, minando la fiducia sociale e producendo gravi
conseguenze per le persone senza documenti, i loro diritti, la loro vita
quotidiana e il loro benessere.
Oltre a violare il diritto internazionale e europeo, l’obbligo di segnalazione
di persone senza documenti può comportare e aumentare abusi, violenza,
sfruttamento, profilazione razziale, paura e marginalizzazione.
1. Sweden votes to back laws reinforcing its immigration crackdown – The
Guardian, 16.06.2026 ↩︎
2. The Government of Sweden ↩︎
3. Sweden requires public workers to report migrants not authorized to live
there – The Associated Press, 15.06.2026 ↩︎
4. PICUM ↩︎
5. Un riassunto in inglese dei risultati dell’indagine si può trovare da pagina
45 a 66 a questo
link ↩︎