Cuba verso le liberalizzazioni
Durante la Terza Sessione Straordinaria dell’Assemblea Nazionale del Potere
Popolare nella sua X Legislatura sono state presentate 176 proposte di riforma
del Paese che toccano molti aspetti della vita economica e sociale di Cuba.
Durante il suo discorso in chiusura della sessione dell’assemblea legislativa il
il primo segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e
presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel ha pronunciato un importante
discorso nel quale ha affermato che il Paese sta attraversando un momento
eccezionalmente complesso. “Cuba, la nostra amata Cuba, sta vivendo le ore più
difficili di questo secolo e abbiamo la responsabilità storica di salvarla”, ha
detto.
Ha insistito sulla necessità di profondi cambiamenti, evocando il concetto di
Rivoluzione attribuito a Fidel Castro, sottolineando che “è tempo di cambiare
tutto ciò che deve essere cambiato” e ha sottolineato che la situazione non
risponde solo a fattori interni, ma anche a un contesto globale segnato da
conflitti, crisi del multilateralismo e l’uso del sistema finanziario come “arma
politica”.
L’impatto dell’inasprimento del blocco statunitense contro l’isola è una
“punizione barbara, immeritata e insostenibile”, aggravata dalla persecuzione
finanziaria.
Ecco le principali misure di modifica proposte dal governo:
Settore non statale
– Tutte le piccole e medie imprese e le cooperative non agricole in attesa di
approvazione saranno autorizzate entro la fine di giugno.
– I requisiti, le procedure e i termini per la creazione, la conversione e il
funzionamento delle forme non statali di gestione saranno ridotti.
– È consentito assumere più di 100 lavoratori nel settore privato.
– È permesso a una stessa persona di avere più di un’azienda.
– I diritti reali (usufrutto o diritto di superficie) sono concessi agli attori
non statali.
– Le attività vietate sono ridotte.
– Le forme non statali possono svolgere tutte le attività che desiderano, purché
siano lecite e non abbandonino la loro attività principale.
– Il settore privato è autorizzato a importare e vendere carburanti, anche al
dettaglio.
Settore agricolo
– È autorizzata la creazione di imprese private nell’agricoltura e gli
investimenti diretti esteri.
– Le cooperative sono autorizzate a importare e commercializzare carburante.
– Le cooperative sono autorizzate a condurre un commercio estero diretto.
– I massimali di prezzo sono eliminati. Saranno formati tra produttore e
commerciante secondo le regole del mercato.
– È autorizzata l’importazione diretta di input agricoli e la loro
commercializzazione.
Sistema bancario e finanziario
– Incentivare la partecipazione del capitale privato all’attività bancaria.
– Il limite sui bonifici bancari per le persone fisiche viene eliminato.
– Vengono concesse licenze per gli uffici di cambio privati.
Carico fiscale
– Viene ridotto l’onere fiscale del settore imprenditoriale a causa dell’imposta
sui utili.
– Sarà effettuata una riforma globale del salario nel settore statale. Come
misura immediata, il salario minimo nel Paese sale a 3210 pesos.
– Si propone che le aziende statali possano svolgere tutte le attività che
determinano, purché siano lecite. Distribuiranno i loro profitti al netto delle
imposte come stabilito e fisseranno gli stipendi dei loro lavoratori. In futuro,
ogni misura approvata per il settore privato sarà approvata anche per le imprese
statali.
Altre misure
– Decentramento delle funzioni nei Comuni, che potranno approvare ed estinguere
le imprese, autorizzare investimenti nazionali e stranieri.
– Eliminazione dei sussidi ai prodotti. Le persone che ne hanno bisogno saranno
sovvenzionate. Stabilire prezzi differenziati, sconti, gratuità o quote di
solidarietà per le persone in situazioni di vulnerabilità.
– Incoraggiare tutti gli attori economici del Paese che possono aiutare il
pagamento delle pensioni attraverso accordi con la banca.
– Gioventù e occupazione: “Si deve continuare ad avanzare affinché i giovani si
uniscano allo studio e al lavoro e siano pagati per questo attraverso corsi di
preparazione”, ha detto il primo ministro Marrero.
– Viene autorizzato il telelavoro.
– Sono autorizzate catene di negozi internazionali, marchi e franchising.
– Sono autorizzate la gestione privata e gli investimenti stranieri nel settore
immobiliare.
– Le agenzie di viaggio, il noleggio auto e le guide turistiche sono autorizzate
in forme di gestione non statale.
– I prezzi stabiliti in modo amministrativo vengono eliminati. Si formeranno in
base al mercato.
– Il monopolio statale del commercio estero viene eliminato. I contadini
potranno importare direttamente combustibili, commercializzarli ed esportare
direttamente le loro produzioni.
– Il commercio estero è autorizzato in forme di gestione non statali.
– L’usufrutto della terra per gli investimenti stranieri si estende fino a 99
anni.
– Si approva l’addebito della tariffa per la raccolta dei rifiuti solidi.
Tariffe più basse per le persone in situazioni di vulnerabilità.
– È autorizzata l’importazione a titolo commerciale delle persone fisiche. La
tassa sarà pagata in dollari.
– È autorizzata la vendita ambulante di prodotti.
Come appare evidente le misure proposte hanno lo scopo di ridurre la
partecipazione dello Stato nell’economia e nella gestione dei servizi, aprono la
porta a una graduale privatizzazione dell’isola e tendono a ridurre la
burocrazia e a semplificare la gestione delle attività economiche.
Misure che comunque si scontrano con il sessantennale blocco economico,
commerciale, finanziario ed energetico a cui Cuba è sottoposta dagli Stati
Uniti. Non è la solita affermazione ideologica, ma la realtà che soffre l’isola.
Se da un lato si incentivano gli investimenti esteri, dall’altro non bisogna
dimenticare che proprio le misure sanzionatorie statunitensi hanno messo in fuga
le imprese straniere dall’isola. Come si pensa di introdurre, ad esempio, la
possibilità di importazione di combustibili se esiste un ordine esecutivo di
Donald Trump che impedisce ogni commercio di petrolio e derivati?
Davvero sconcertante la decisione di creare uffici di cambio privati. Di fatto
con l’introduzione di queste nuove case di cambio viene legittimato il tasso di
cambio del peso con le altre monete internazionali proposto da siti illegittimi
come il famoso Toque.
Vedremo se queste misure che sposteranno il paese verso una graduale
liberalizzazione saranno sufficienti per Donald Trump e il suo amico e
suggeritore Marco Rubio per alleggerire le misure sanzionatorie a cui Cuba è
sottoposta. Se ciò non avvenisse non riesco proprio a comprendere come sarà
possibile uscire dal tunnel nel quale si trova Cuba nonostante la svolta
liberale che queste nuove misure economiche introdurranno.
www.occhisulmondo.info
Andrea Puccio