Regolamento rimpatri: l’Europa di Ursula von der Leyen è vannacciana
L’alleanza trasversale di centristi e estreme destre che ha approvato nel
Parlamento Europeo il nuovo ‘Regolamento rimpatri’ conferma che non è Ursula von
der Leyen l’alternativa al pericolo fascista e autoritario come raccontano da
troppo tempo in Italia gli europeisti acritici. Si profila lo sdoganamento
dell’estrema destra in tutta l’UE sulla scia dell’Italia.
Con 418 voti favorevoli, 218 contrari e 30 astensioni, il Parlamento Europeo ha
approvato ieri un Regolamento vergognoso e ingiusto contro migranti e
richiedenti asilo. Un atto di una gravità mai raggiunta finora. Il testo
permette perquisizioni domestiche nelle case di “presunti irregolari”, aumenta
il tempo massimo di detenzione per chi è in procinto di essere rimpatriato,
autorizza la costruzione di “return hubs” anche in paesi al di fuori dell’UE. Le
perquisizioni, non solo nelle case, rappresentano la versione europea dell’ICE
statunitense. Chi finisce nei CPR, potrà essere detenuto per due anni,
prorogabili di altri sei mesi, un periodo che può divenire illimitato per le
persone considerate come un rischio per la sicurezza. Chi è espulso si vedrà
raddoppiati i tempi di divieto di reingresso a dieci anni. Per chi è considerato
un pericolo, il bando sarà a vita. Diminuiranno le garanzie del diritto di
difesa. Oggi in caso di ricorso c’è una sospensione dell’espulsione, con
l’applicazione del nuovo testo saranno i tribunali a decidere su ogni singolo
caso.
La parte più inquietante riguarda i “return hubs”, strutture di transito, in
attesa di deportazione nel Paese d’origine in cui potenzialmente si potrà essere
trattenuti a tempo indeterminato. Luoghi in cui non entreranno i minori non
accompagnati, ma in cui sarà permesso tenere le famiglie con bambini. I
parlamentari delle destre hanno gridato “Send them back” (Mandiamoli indietro),
che tanto richiama alla remigrazione proposta dai gruppi neofascisti. Quella
annunciata da inaccettabili proposte di legge o da europarlamentari in divisa da
generale diventerà pratica possibile in forma più “elegante” e funzionale al
mercato del lavoro.
Come Rifondazione Comunista ci riconosciamo in coloro che nell’aula hanno invece
urlato “Shame on you!” (Vergognatevi!) e saremo in prima fila nella
mobilitazione perché tali azioni xenofobe non vengano realizzate, utilizzando il
diritto e le azioni legali. Non è questa l’Europa in cui vogliamo vivere. E come
in Europa anche in Italia, il nuovo regolamento non traccia solo un confine fra
“utili” e “da cacciare”, ma anche uno, più profondo, fra chi è disponibile a
operare dei distinguo e chi, come noi, si schiera per un Paese accogliente in
cui gli unici confini da abbattere sono quelli di classe. L’Europa di Ursula è
vannacciana.
Maurizio Acerbo, segretario nazionale
Stefano Galieni, responsabile nazionale immigrazione
Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea