BOLIVIA: “NO ALLA REPRESSIONE DELLA MOBILITAZIONE POPOLARE”. UNA TESTIMONIANZA DA CHOCHABAMBA
Da oltre 50 giorni la Bolivia è attraversata da proteste, scioperi e blocchi
stradali. Le manifestazioni, iniziate per chiedere aumenti salariali e misure
contro il caro vita, si sono progressivamente trasformate in una mobilitazione
nazionale contro il presidente Rodrigo Paz. Gli scontri con la polizia, la
carenza di carburante, cibo e medicinali e il blocco delle principali vie di
comunicazione stanno mettendo in difficolta’ il governo.
La tensione si è alzata negli ultimi giorni. Martedi scorso migliaia di
manifestanti affiliati alla Centrale Operaia Boliviana (COB), la federazione
Tupac Katari, della FEJUVE El Alto e altri settori sociali sono scesi dalla
città di El Alto fino a La Paz in una marcia per richiedere le dimissioni del
presidente Rodrigo Paz. Il giorno dopo il dirigente sindacale Vicente Salazar è
stato arrestato con violenza da agenti di polizia mentre guidava la marcia della
Centrale Operaia Boliviana (COB) nelle vicinanze di plaza Murillo, nella città
di La Paz. Secondo le notizie, contro Salazar c’era un ordine di cattura ed è
stato trasferito nella sede della Forza Speciale di Lotta Contro il Crimine
(FELCC). Nelle immagini diffuse nelle reti sociali si osserva il momento in cui
il dirigente è entrato negli uffici di polizia. Nelle ultime ore è stata
registrata la detenzione di numerosi dirigenti delle principali organizzazioni
coinvolte nella rivolta, tra cui cinque appartenenti alla COB, per un totale di
circa 400 arrestati fino a oggi.
Sotto lo slogan “No alla repressione della ribellione popolare”, colonne di
contadini, minatori e centinaia di cittadini boliviani hanno occupato le
principali arterie di El Alto e di La Paz, nonché di altri quartieri periferici
della capitale. I primi blocchi stradali con mezzi pesanti si sono verificati a
El Alto e a La Paz e si sono rapidamente estesi a dipartimenti come Cochabamba,
Santa Cruz, Potosí e Chuquisaca.
Da Cochabamba la testimonianza di un giovane bresciano del Sevizio Civile
Universale che lavora per la Ong Progetto Mondo Ascolta o scarica