Abbandonato il progetto per il primo allevamento di polpi al mondo dopo la pressione delle associazioni
Compassion in World Farming (CIWF) celebra una vittoria storica dopo che Nueva
Pescanova ha annunciato oggi (23 luglio 2026) l’abbandono dei piani per
costruire il primo allevamento commerciale di polpi al mondo a Gran Canaria, in
Spagna.
L’allevamento, che l’azienda ittica spagnola Nueva Pescanova intendeva costruire
nell’area del porto di Las Palmas, avrebbe confinato circa un milione di polpi
all’anno in vasche spoglie, causando gravi danni ai nostri oceani.
Il progetto ha scatenato proteste a livello globale da parte di associazioni di
protezione animale, rappresentanti della comunità scientifica, attivisti e
cittadine e cittadini. La notizia di oggi arriva dopo una recente iniziativa di
CIWF per chiedere all’Autorità portuale di Las Palmas di chiudere ufficialmente
la domanda di autorizzazione per l’allevamento. Oltre 43.000 email sono state
inviate all’Autorità per sollecitarla ad agire.
Nella giornata di oggi, l’Autorità portuale ha confermato che Nueva Pescanova ha
abbandonato i piani per costruire l’allevamento a Las Palmas. Compassion in
World Farming ha portato avanti per cinque anni una campagna per fermare il
progetto. In questo periodo, CIWF ha pubblicato tre importanti report, lanciato
lettere aperte e mobilitato altre associazioni, esperti e celebrità affinché si
unissero alla campagna.
La dott.ssa Elena Lara, Senior Research and Policy Advisor di Compassion in
World Farming, ha dichiarato:
“Dopo anni di pressione e campagne, questa è una vittoria enorme per i polpi,
per i nostri oceani e per tutte le persone che si sono unite a noi per fermare
il primo allevamento di polpi al mondo.
“I polpi sono animali selvatici intelligenti, non merce da rinchiudere in
allevamenti intensivi. La decisione di abbandonare questo progetto invia un
messaggio forte e chiaro: il futuro del cibo non può essere costruito sulla
sofferenza degli animali o su pratiche insostenibili.
“Ora i governi devono fare un passo in più, vietando l’allevamento dei polpi e
impedendo l’espansione dell’acquacoltura di specie carnivore.”
I polpi sono animali intelligenti, selvatici e dalla natura solitaria. Allevarli
in vasche sovraffollate e spoglie avrebbe causato gravi problemi di benessere,
tra cui stress, aggressività e cannibalismo. Inoltre, non esiste un metodo
scientificamente riconosciuto come indolore per macellare i polpi su larga
scala.
Il progetto sollevava anche importanti preoccupazioni sul piano della
sostenibilità. Un report di Compassion in World Farming pubblicato lo scorso
anno* ha rilevato che l’allevamento avrebbe richiesto circa 28.000 tonnellate di
pesce selvatico pescato usato come mangime nel primo anno, per produrre appena
3.000 tonnellate di carne di polpo. Questo avrebbe aumentato la pressione sulle
popolazioni ittiche già sotto pressione, minacciando gli ecosistemi marini e le
comunità costiere che dipendono dalla pesca per il loro nutrimento.
Compassion in World Farming continuerà la sua campagna per denunciare la
crudeltà e i danni ambientali associati all’allevamento di polpi e per chiedere
ai decisori politici delle Isole Canarie, della Spagna e dell’UE di vietare
questi allevamenti crudeli e impedire l’espansione dell’acquacoltura carnivora.
Fonte: Comunicato Stampa di Compassion in World Farming
Redazione Italia