UNICEF: quasi la metà dei bambini del mondo è esposta ad almeno tre pericoli climatici concomitanti
Il Rapporto sui rischi climatici per l’infanzia 2026 pubblicato oggi mostra che
i rischi minacciano salute, istruzione e sopravvivenza di 1,1 miliardi di
bambini, quasi ogni bambino nel mondo è esposto ad almeno un pericolo climatico,
oltre 4 milioni a fino a sei pericoli sovrapposti e in Italia oltre 6 milioni
sono esposti a ondate di calore prolungate e alla siccità e il 91,98% è esposto
all’inquinamento atmosferico (PM. 2.5).
Il rapporto utilizza i dati disponibili più recenti per mappare l’esposizione
dei bambini alle otto minacce climatiche più frequenti, tra cui inondazioni
costiere, siccità, calore estremo, incendi, ondate di calore, inondazioni
fluviali, tempeste di sabbia e polvere e tempeste tropicali.
Per la prima volta, il rapporto rivela esattamente dove – e con quale intensità
– le minacce climatiche multiple e sovrapposte stanno colpendo i bambini e i
servizi sociali essenziali da cui dipendono, e come i governi possono
intraprendere azioni concrete per rispondere.
La siccità, il caldo estremo e le ondate di calore sono la combinazione più
diffusa di pericoli climatici, con oltre 296 milioni di bambini che vivono in
aree esposte a tutte e tre le condizioni, secondo i risultati.
La seconda combinazione più comune – siccità, caldo estremo e tempeste tropicali
– espone oltre 115 milioni di bambini in tutto il mondo a queste minacce
sovrapposte.
I paesi ad alto reddito non sono immuni da shock climatici concomitanti.
In Italia, ad esempio, i dati mostrano che oltre 6 milioni di bambini sono
esposti a ondate di calore prolungate e alla siccità. Tuttavia, il paese
dimostra come gli investimenti nell’adattamento ai cambiamenti climatici possano
mitigare alcuni dei rischi che i bambini devono affrontare, sottolineando al
contempo la necessità di ulteriori interventi man mano che la crisi climatica si
intensifica.
Nella regione africana del Sahel, una delle più colpite, oltre 4 milioni di
bambini affrontano la triplice minaccia di ondate di calore, caldo estremo e
tempeste di sabbia e polvere, mentre in paesi dell’Asia, come ad esempio
Bangladesh, Myanmar e Pakistan, i bambini sono esposti a più pericoli climatici
contemporaneamente e con un’intensità maggiore rispetto a qualsiasi altra parte
del mondo.
«La vite dei bambini continuano a essere sconvolte dall’impatto di ondate di
calore, incendi boschivi, siccità e inondazioni – ha dichiarato Catherine
Russell, Direttrice generale dell’UNICEF – La metà dei bambini del mondo vive
oggi con almeno tre minacce climatiche sovrapposte che influenzano la loro vita
quotidiana».
Oltre agli otto pericoli climatici più frequenti, il rapporto analizza
l’esposizione dei bambini all’inquinamento atmosferico e alla malaria, due
rischi altamente sensibili agli effetti dei cambiamenti climatici.
I dati mostrano che l’inquinamento atmosferico – a cui in Italia è esposto il
91,98% dei bambini – colpisce quasi tutti i bambini a livello globale, mentre 1
miliardo di bambini è esposto alla malaria, aggiungendo un ulteriore livello di
pericolo per i bambini che già affrontano molteplici pericoli climatici.
Il rapporto presenta inoltreun quadro di riferimento per analizzare i diversi
tipi di rischi che i bambini devono affrontare, in base alla loro esposizione
agli shock climatici e alla loro vulnerabilità, determinata dall’accesso a
servizi sociali essenziali quali l’assistenza sanitaria, l’acqua potabile,
l’istruzione e altro ancora.
L’approccio può essere applicato in diversi modi, dall’analisi dei rischi legati
a pericoli climatici singoli o multipli all’esame dei rischi trasversali ai vari
settori, mettendo in luce le minacce che i bambini devono affrontare in contesti
diversi. Ad esempio, se si considerano congiuntamente i molteplici rischi e le
vulnerabilità, i bambini dei paesi senza sbocco sul mare e fragili come la
Repubblica Centrafricana o il Ciad devono affrontare rischi climatici che si
sovrappongono, non avendo allo stesso tempo accesso ai servizi di base, il che
rende molto più difficile per loro far fronte alla situazione e riprendersi.
Nel rapporto si osserva inoltre che tutti i bambini dei 24 piccoli Stati
insulari in via di sviluppo, da Haiti a Vanuatu, sono esposti a tempeste
tropicali, che possono mettere in ginocchio intere isole in un colpo solo e
sovraccaricare i servizi essenziali.
Senza sforzi urgenti per ridurre le emissioni di gas serra, i rischi climatici
diventeranno più frequenti e gravi, mettendo a dura prova i bilanci e i sistemi
governativi e minacciando il benessere dei bambini, avverte il rapporto.
Per proteggere i diritti dei bambini dalle minacce climatiche e adattarsi ai
crescenti cambiamenti ambientali, l’UNICEF invita i governi, le imprese e gli
attori coinvolti a:
* Ridurre le emissioni e intraprendere azioni ambiziose per adempiere agli
impegni internazionali esistenti, sulla base delle migliori conoscenze
scientifiche disponibili, compresa l’eliminazione graduale e urgente dei
combustibili fossili e una transizione equa verso le energie rinnovabili.
* Proteggere i bambini attraverso misure inclusive di adattamento ai
cambiamenti climatici, di riduzione del rischio di catastrofi e di risposta a
perdite e danni che diano priorità alla resilienza dei servizi sociali,
garantendo che i bambini e i servizi essenziali per loro siano inclusi nei
piani nazionali di adattamento e nelle strategie settoriali, nella governance
del rischio di catastrofi, nonché nei piani di preparazione e risposta. Ciò
include, ad esempio, lo sviluppo di strutture scolastiche sicure ed
ecologiche e di strutture sanitarie resilienti al clima, la garanzia della
sicurezza alimentare dei bambini, l’efficacia dei sistemi di allerta precoce
multirischio per i bambini e la loro accessibilità ai servizi da cui
dipendono, nonché il rafforzamento dell’efficienza dei servizi idrici e
igienico-sanitari e dei sistemi di protezione sociale in grado di rispondere
agli shock.
* Consentire ai bambini e ai giovani di partecipare in modo significativo
all’azione per il clima investendo nell’istruzione, nelle conoscenze e nelle
competenze in materia di clima e rafforzando la capacità dei decisori e degli
esperti di rispettare i diritti dei bambini di essere ascoltati, la libertà
di espressione e la partecipazione alle decisioni che incidono sulle loro
vite.
«Questa analisi può aiutare i governi e i responsabili politici a pianificare
meglio e a investire in modo più efficace in servizi resilienti – ha concluso
Russell – Quando rafforziamo i sistemi sanitari e scolastici e miglioriamo le
infrastrutture tenendo conto dei bambini, li proteggiamo dalle minacce
climatiche odierne e contribuiamo a garantire il loro futuro».
Children’s Climate Risk Report (2026) –
https://data.unicef.org/resources/childrens-climate-risk-report-2026/
UNICEF