Emergency: io obietto la guerra
Nel contesto attuale segnato da un’accelerazione senza precedenti degli scenari
di guerra e instabilità, EMERGENCY ha lanciato un appello per l’obiezione di
coscienza, preventiva e di massa, al ripristino del servizio militare per
contrastare il possibile ritorno all’intervento militare come strumento della
politica. La chiamata dell’Ong fondata da Gino Strada in pochi giorni ha già
superato le 70.000 firme.
L’azione di EMERGENCY è lanciata nell’ambito della campagna R1PUD1A che ha
coinvolto fino ad ora oltre 650 Comuni, 1200 scuole, 300 cinema, teatri,
festival nel ribadire il rispetto dell’Articolo 11 della Costituzione italiana,
contro la progressiva normalizzazione della guerra nel dibattito pubblico e
politico nel nostro Paese.
“Il governo ha rilanciato l’ipotesi del ritorno alla leva militare,
presentandola come una necessità. Nel nostro Paese, la leva è stata sospesa dal
2005, ma la legge prevede che possa essere riattivata in caso di guerra o grave
crisi. Ripristinare il servizio militare significa confermare una concezione di
sicurezza internazionale costruita sulle armi, una visione che si scontra con
l’articolo 11 della Costituzione Italiana, che R1PUD1A la guerra come strumento
di risoluzione delle controversie.
Gino Strada, nostro fondatore, ci ha insegnato che la guerra è innanzitutto una
scelta. Una scelta che ha conseguenze atroci soprattutto per i civili, che sono
il 90% delle vittime. Abbiamo più di trent’anni di esperienza in Paesi
martoriati da conflitti, in questo momento siamo a Gaza, in Ucraina, in Sudan, e
la situazione è sempre la stessa.
Quello che fino a poco tempo fa ci sarebbe sembrato inaccettabile – un riarmo
mai visto prima e il ripristino della leva -, oggi viene normalizzato sotto la
pressione di un mondo in conflitto. Questa azione ha l’obiettivo di coinvolgere
tutti e tutte, con particolare attenzione ai giovani, nella costruzione di una
comunità contro la guerra e la militarizzazione della società. Crediamo sia
venuto il momento in cui la popolazione possa esprimersi su questo tema
fondamentale e costitutivo della stessa esistenza di una comunità, perché
nessuno possa decidere per noi e per i nostri figli e figlie” dichiara
EMERGENCY.
La dichiarazione di obiezione proposta da EMERGENCY è un atto pubblico
attraverso cui ognuno può rivendicare il diritto a dichiarare la propria
indisponibilità alla logica bellica. Attraverso la propria firma, che è
possibile apporre digitalmente sul sito www.ripudia.it, si può dichiarare: il
rifiuto all’uso delle armi; la propria contrarietà e la propria indisponibilità
all’adesione a qualsiasi ipotesi di ripristino del servizio militare; il proprio
impegno alla difesa dell’articolo 11 e di tutti i principi costituzionali e alla
costruzione di una comunità di pace.
Aderire a questa campagna, vuol dire dichiararsi indisponibili alla guerra,
perché la pace è una scelta che passa dal corpo, dal tempo e dalla
responsabilità personale.
Questo è il contributo di EMERGENCY all’iniziativa delle reti e dei movimenti
che, oggi come ieri, si battono contro la militarizzazione e contro la guerra.
Nel 2026 la campagna sta traducendo il ripudio della guerra in pratiche
riconoscibili, mettendo a disposizione strumenti operativi e un coordinamento a
supporto dei propri gruppi di volontari, delle associazioni e delle singole
persone che si vorranno attivare per:
* conquistare “Spazi di Pace” nei territori per liberare luoghi fisici dalla
logica della guerra e della militarizzazione;
* promuovere pratiche di monitoraggio civico, per identificare le
infrastrutture materiali e simboliche che promuovono e rendono possibile la
guerra (in particolare: nodi logistici e infrastrutturali, industrie belliche
e il sistema educativo);
* creare la community R1PUD1A, un’infrastruttura online concepita come spazio
orientato all’azione per abilitare le iniziative dal basso e trasformare le
scelte individuali e l’opposizione diffusa in azioni collettive coordinate
capaci di incidere nel dibattito pubblico.
Emergency