Semi di Sostenibilità, formazione e tutela ambientale nel sud del Marocco
“Semi di Sostenibilità” porta agroecologia ed educazione ambientale nel sud del
Marocco. La direttrice di Iscos Lombardia, Marta Valota, racconta obiettivi e
sfide del progetto
Contrastare gli effetti del cambiamento climatico, promuovere pratiche agricole
sostenibili e sensibilizzare le nuove generazioni alla tutela dell’ambiente.
Sono questi gli obiettivi di “Semi di Sostenibilità”, progetto promosso da Iscos
Lombardia nel villaggio rurale di Amzoudia, nel sud del Marocco. Attraverso
formazione, agroecologia ed educazione ambientale, l’iniziativa coinvolge
agricoltori, studenti e comunità locali in un percorso di sviluppo sostenibile.
Interris.it ha approfondito il progetto con la dott.ssa Marta Valota, direttrice
di Iscos Lombardia.
Valota, come nasce e che obiettivi ha il progetto Semi di Sostenibilità?
“Nasce ad Amzoudia, un villaggio rurale della provincia di Chichaoua, a sud di
Marrakesh, in Marocco. Un territorio in cui la popolazione vive prevalentemente
di agricoltura di sussistenza e allevamento, ma che oggi deve fare i conti con
una siccità sempre più grave. Le falde acquifere si trovano ormai a oltre cento
metri di profondità e gli effetti del cambiamento climatico sono evidenti. A
questa situazione si aggiungono le conseguenze del terremoto del 2023, che hanno
aggravato un contesto già segnato da povertà, disoccupazione giovanile e
scarsità di opportunità. Grazie ai fondi dell’8xmille della Chiesa Valdese,
assegnati attraverso il bando vinto da Iscos Lombardia nel 2025, abbiamo potuto
avviare il progetto insieme ai partner locali Pan Marrakesh e Ambara”.
L’iniziativa si sviluppa su tre fronti. Quali sono?
“Il primo riguarda l’agricoltura sostenibile: quindici agricoltori del villaggio
di Kuesa sono coinvolti in percorsi di formazione su tecniche biologiche,
gestione del suolo e adattamento alla siccità, accompagnati da attività di
piantumazione di ortaggi, alberi ombreggianti e arbusti resistenti. Il secondo
filone è l’educazione ambientale, con laboratori sulla biodiversità rivolti a
circa sessanta studenti e una visita didattica al Cyber Park Moulay Abdesalam di
Marrakesh. Il terzo punta a rafforzare il legame con la natura attraverso
attività dedicate soprattutto alle ragazze, favorendo consapevolezza ambientale
e spazi di espressione personale. I beneficiari diretti saranno circa novanta
persone, a cui si aggiungono oltre 2.500 beneficiari indiretti”.
Uno degli aspetti fondamentali delle attività che ponete in essere è
l’agroecologia. Di cosa si tratta?
“E’ un approccio che unisce conoscenze scientifiche moderne e saperi
tradizionali. L’obiettivo è valorizzare l’esperienza degli agricoltori e
integrarla con strumenti innovativi per rendere le produzioni più sostenibili e
resilienti. Durante una recente missione abbiamo coinvolto il professor Emilio
Padoa Schioppa dell’Università di Milano-Bicocca, esperto di agroecologia, che
ha formato trenta agricoltori del villaggio di Kuesa. Insieme abbiamo visitato i
terreni agricoli e analizzato le pratiche di gestione degli oliveti. È stata
inoltre presentata l’applicazione open source Takeoff, sviluppata
dall’Università Bicocca, che aiuta i piccoli agricoltori a valutare l’impatto
ambientale delle coltivazioni e a individuare pratiche più sostenibili”.
L’agricoltura è responsabile di una parte ragguardevole delle emissioni globali…
“Sì e rappresenta una delle principali cause di perdita di biodiversità. Gli
agricoltori, però, sono anche i primi custodi del territorio e possono svolgere
un ruolo decisivo nel raggiungimento degli obiettivi climatici e di sviluppo
sostenibile. Progetti come questo consentono di trasferire conoscenze utili e di
evitare che i Paesi in via di sviluppo ripetano errori già commessi altrove”.
Quali sono i vostri auspici per lo sviluppo delle attività di Semi di
Sostenibilità?
“Nei prossimi mesi realizzeremo attività nelle scuole del villaggio, momenti di
piantumazione partecipata e iniziative aperte alla comunità locale. Verranno
messi a dimora circa cento tra ortaggi, alberi e arbusti, con il supporto di un
agronomo locale esperto di agroecologia. Sono inoltre previsti laboratori sulla
biodiversità, sull’acqua e sulla gestione sostenibile delle risorse per sessanta
studenti, utilizzando metodologie interattive come film, teatro e visite
didattiche. Grande attenzione sarà dedicata anche al tema dei rifiuti e del
compostaggio. Parallelamente, in Italia continueremo le attività di
sensibilizzazione per raccontare l’evoluzione del progetto e i risultati
raggiunti. Invito i lettori a seguire gli aggiornamenti sul sito di Iscos
Lombardia e sui nostri canali social, dove condividiamo testimonianze,
fotografie e racconti delle persone coinvolte”.
Redazione Italia