Professoressa bloccata in aeroporto perché ritenuta “pericolosa”. Extinction Rebellion denuncia decine di fermi illegittimi in due anni
Bloccata per la terza volta in sei mesi al controllo passaporti dell’aeroporto
di Malpensa, perché segnalata come “persona pericolosa”: professoressa di
Extinction Rebellion decide di denunciare l’accaduto. Il movimento denuncia
decine di fermi simili negli ultimi due anni, senza la redazione di verbale e
tutti effettuati su persone incensurate, violando le garanzie previste a tutela
della libertà personale.
Lo scorso venerdì mattina, una professoressa di Torino di rientro da Montreal –
dove si era recata per assistere il marito vittima di un incidente – è stata
bloccata e perquisita dalla polizia di stato al controllo passaporti
all’aeroporto di Milano Malpensa, poiché apparentemente risultava segnalata come
“persona pericolosa”. La denuncia dell’accaduto arriva da Annalisa, una persona
attiva in Extinction Rebellion senza precedenti penali, che ha deciso di rendere
pubblico quanto le è successo, dopo l’ennesimo fermo ingiustificato a persone
attive nel movimento: “È la terza volta in sei mesi che vengo bloccata al
controllo passaporti, uscendo o rientrando in Italia dall’area Schengen.
Chiaramente non si tratta di controlli doganali a campione in quanto la lettura
del mio passaporto attiva un allerta della Polizia di Stato che fa scattare il
fermo e la perquisizione” – dichiara Annalisa – “Ma io non ho condanne di
nessun tipo, non sono nemmeno mai stata rinviata a giudizio e nessun agente mi
ha spiegato quale sia la ragione di questi fermi, né quale sia la lista che
stanno consultando.”.
Il caso di Annalisa non è isolato. Extinction Rebellion riporta infatti, negli
ultimi due anni, decine di segnalazioni di blocchi al controllo passaporti, in
uscita e rientro nell’area Schengen, per persone che hanno anche solo
occasionalmente partecipato a proteste del movimento. In tutti i casi, come è
successo ad Annalisa, al controllo del passaporto si viene bloccati, per essere
accompagnati in una stanza per un’attesa che dura anche ore, per essere poi
condotti al controllo doganale del bagaglio. Nei casi più gravi si è arrivati
alla perquisizione corporale, alle minacce di denunce per resistenza o, in un
caso, a far perdere il volo o a far scendere le persone dal treno. “Gli agenti
che eseguono il fermo, tuttavia, anche di fronte a domande precise e
circostanziate, non spiegano le ragioni del controllo, non indicano quali
sarebbero i presunti profili di rischio, giustificando l’operazione come una
perquisizione casuale” commenta ancora Annalisa. “Di fronte alla richiesta di
verbale la risposta è sempre stata un rifiuto, giustificato da un generico ‘non
è previsto’”. Venerdì tuttavia, dopo molto insistenze, Annalisa ha ottenuto il
rilascio di un documento della Polizia di Frontiera, indirizzato alla Dogana di
Malpensa, con cui si chiede “ai sensi degli art. 12 e/o 13 del D. Lgs. 141/24
TUD di sottoporre a visita e controllo del bagaglio e degli altri oggetti in
possesso della predetta passeggera, nonché a volerla invitare a esibire gli
oggetti e i valori portati sulla persona”. Il verbale farebbe quindi riferimento
a una perquisizione doganale casuale, fattispecie che Extinction Rebellion,
insieme ai suoi legali, ha adesso deciso di mettere in dubbio, alla luce della
frequenza di questi controlli a persone legate al movimento e, soprattutto, al
ripetersi del controllo a carico della stessa persona nel giro di pochi mesi.
Extinction Rebellion è un movimento internazionale che utilizza la disobbedienza
civile nonviolenta per fare pressione sui governi affinché intraprendano azioni
incisive e immediate per fermare la distruzione degli ecosistemi e il caos
climatico, come si può leggere sul sito dell’organizzazione. Il movimento è
attivo in Italia dal 2019 e in questi anni ha portato l’attenzione sulle
responsabilità, nel nostro paese, nel mantenere e promuovere un’economia basata
sui combustibili fossili, attraverso azioni dirette rigorosamente nonviolente,
dal grande impatto visivo, che attirano l’attenzione e che, volutamente, portano
disturbo, ma nel corso delle quali non si è mai verificato alcun danno a cose o
persone. Nonostante questo, nella Relazione per il 173esimo anniversario della
Polizia di Stato, aggiornato al 31 dicembre 2024, Extinction Rebellion viene
citata per avere attuato “proteste che hanno portato, come conseguenza delle
condotte violente registratesi, al deferimento di 114 attivisti“. Proteste che,
al contrario, hanno invece registrato centinaia di archiviazioni da parte della
magistratura che ha più volte riconosciuto la legittimità delle proteste
nell’ambito del diritto di manifestazione e espressione del pensiero garantiti
dalla Costituzione, e decine di annullamento dei fogli di via notificati dalle
Questure di Torino e Bologna dai TAR Piemonte e Emilia Romagna. In alcune di
queste, sono stati inoltre registrati fermi di polizia illegittimi, durati ore,
in alcuni casi sfociati in perquisizioni corporali ingiustificate, come a
Bologna, nel Tutte situazioni ora al vaglio della magistratura in seguito agli
esposti presentati dalle persone che hanno subito tali trattamenti.
È quindi probabile che le persone che hanno partecipato a manifestazioni di
Extinction Rebellion, anche se non sottoposte a procedimenti penali, siano
finiti in un registro riservato delle Forze dell’Ordine che dà loro pieni poteri
su come controllare queste persone, senza il parere di un giudice. “È per me
incomprensibile come la Polizia di uno stato democratico possa interferire in
maniera così invasiva sulla libertà di una persona incensurata e dei suo
famigliari senza spiegarne il motivo e senza rispettare l’obbligo di rilasciare
un verbale circostanziato o di comunicare l’accaduto a un magistrato” conclude
Annalisa. “E’ mio diritto, e di tutte le persone di Extinction Rebellion, sapere
perché accade questo. Per questa ragione sto valutando con gli avvocati se ci
siano gli estremi per depositare un esposto e invito chiunque a denunciare
pubblicamente quanto sta succedendo, prima che sia troppo tardi per la nostra
democrazia”
Extinction Rebellion