L’Unione Cuba-Petrolio sanzionata dagli Stati Uniti
Le pressioni contro il governo cubano da parte degli Stati Uniti non si fermano.
Oggi la Casa Bianca ha annunciato una nuova misura coercitiva contro l’isola
caraibica, inserendo nell’elenco delle imprese sanzionate l’Unione Cuba-Petrolio
(CUPET). Ciò avviene nell’ambito della politica di soffocamento economico contro
Cuba esasperata negli ultimi mesi dall’amministrazione Trump.
La società cubana è stata inclusa oggi nella lista unilaterale dell’OFAC
(Ufficio per il controllo degli asset esteri degli Stati Uniti) del Dipartimento
del Tesoro, ai sensi dell’Ordine Esecutivo 14404 del Presidente Donald Trump.
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che “le élite comuniste cubane
hanno usato l’energia come strumento di controllo sociale e profitto
cleptocratico.” Ha affermato, come sempre senza presentare prove, che “per
decenni, il governo ha rubato e monopolizzato il carburante disponibile,
utilizzandolo per l’aereo privato dei Castro, le forze di sicurezza impiegate
per reprimere il popolo cubano, per mantenere gli hotel turistici vuoti
illuminati e per trasportare persone in autobus per false proteste e manovre
politiche; tutto questo mentre il popolo cubano subiva blackout e aspettava
settimane per riempire il serbatoio delle loro auto.”
Il blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba da oltre sessanta
anni ovviamente non c’entra nulla con i problemi energetici che soffrono i
cubani, come non c’entra nulla l’ordine esecutivo del 29 gennaio, con il quale
sono stati introdotte dazi aggiuntivi contro tutti i Paesi che commerciano
petrolio e derivati con Cuba.
“Il presidente Trump vuole un nuovo futuro per il popolo cubano con maggiore
libertà e opportunità economiche e politiche. Fino ad allora, continueremo ad
attaccare la capacità del governo di utilizzare il suo commercio di energia per
promuovere la sua agenda corrotta e reprimere violentemente il popolo cubano,”
ha aggiunto il salvatore dei Caraibi.
Se davvero la loro preoccupazione fosse il miglioramento della vita dei cubani
basterebbe eliminare le centinaia di misure che compongono il sessantennale
blocco, ma questo non lo faranno mai, altrimenti si scoprirebbe che tutti
problemi che affliggono la popolazione dell’isola non dipendono dalla incapacità
dei governanti dell’Avana, ma dalle misure sanzionatorie che strangolano
l’economia e la vita dei cubani.
Le sanzioni contro la CUPET hanno ovviamente un effetto diretto sulla vita
quotidiana dei cubani. La mancanza di carburante colpisce i trasporti pubblici,
la produzione di elettricità e di cibo e la distribuzione di beni essenziali.
Ogni nuova sanzione è un ulteriore colpo allo sforzo del Paese per riprendersi
dalla crisi economica aggravata dal blocco stesso.
Ma alla Casa Bianca spiegano con grande maestria, appoggiati dai sempre servili
mezzi di informazione da loro finanziati, che stanno operando per il bene del
popolo cubano. Pensano davvero che tutti siano scemi …
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Andrea Puccio