Eirenefest 2026 a Trieste: si tirano le somme della seconda edizione
L’edizione di Eirenefest 2026 a Trieste si è tenuta il 6 e 7 giugno presso il
parco di San Giovanni.
È stato il libro Cronache da un paese interrotto. Diario di un prof in Palestina
di Roberto Cirelli ad aprire gli appuntamenti di Eirenefest all’interno di
Bioest 2026. Un’apertura particolarmente significativa in un momento in cui la
tragedia che colpisce la popolazione palestinese continua a interrogare le
coscienze e a richiedere spazi di informazione, ascolto e confronto.
La presentazione ha offerto uno sguardo sulla vita quotidiana nei territori
palestinesi, andando oltre la cronaca del conflitto e restituendo centralità
alle persone, alle relazioni e all’esperienza educativa raccontata dall’autore.
A rendere ancora più intenso l’incontro è stata la presenza di un giovane di
Hebron, che ha portato la propria testimonianza diretta sulle condizioni di vita
nella sua città, permettendo al pubblico di confrontarsi con una realtà spesso
raccontata solo attraverso numeri, dichiarazioni ufficiali o immagini di guerra.
L’incontro ha confermato uno degli obiettivi fondamentali di Eirenefest: dare
spazio alle voci dei popoli coinvolti nei conflitti e favorire una cultura della
pace fondata sulla conoscenza reciproca e sull’ascolto delle esperienze
concrete.
Lo stesso filo conduttore è emerso nell’incontro Cammini di pace: libri, passi,
dialoghi di pace, dedicato al tema del cammino come pratica di pace e di
trasformazione sociale. Partendo dal libro Un mondo pellegrino. In viaggio lungo
la Via Francigena di Roberto Montella, il pubblico è stato accompagnato in una
riflessione sul cammino come esperienza di incontro tra persone e culture
diverse. L’esperienza del Cammino Valle dei Monaci, presentata da Flavio
Boscacci, ha evidenziato come la valorizzazione del territorio possa diventare
occasione di partecipazione civica e costruzione di comunità, mentre il
riferimento al PeaceWalk to Jerusalem ha allargato lo sguardo alle iniziative
internazionali che utilizzano il cammino come strumento di dialogo e
riconciliazione.
Particolare interesse ha suscitato anche la presentazione dell’opuscolo in
preparazione La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza nella mia città.
Note per un percorso locale per una trasformazione globale. La proposta invita
cittadini, associazioni, scuole e realtà territoriali a tradurre i valori della
Marcia Mondiale in iniziative concrete capaci di rendere la nonviolenza una
presenza stabile nella vita quotidiana delle comunità. L’idea è semplice ma
ambiziosa: costruire la pace non soltanto attraverso grandi mobilitazioni
internazionali, ma anche attraverso relazioni, progetti e pratiche condivise nei
luoghi in cui viviamo.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre annunciato un progetto editoriale
particolarmente atteso: la pubblicazione in lingua italiana del libro di
Valentina Otmačić dedicato all’esperienza della Scuola di Pace di Mrkopalj, nata
durante le guerre balcaniche degli anni Novanta. Per molti partecipanti si è
trattato di un gradito ritorno. Già durante la prima edizione di Eirenefest a
Bioest, nel 2025, era stata infatti presentata la versione in lingua inglese
dell’opera, suscitando notevole interesse per la sua capacità di raccontare
come, anche nel pieno di un conflitto, sia possibile creare spazi di educazione,
dialogo e convivenza. La futura edizione italiana consentirà ora di far
conoscere questa significativa esperienza di pace a un pubblico ancora più
ampio.
L’incontro successivo ha riguardato il libro “Partigiani della pace” di Laura
Tussi e Fabrizio Cracolici, Alessandro Capuzzo ha dialogato con gli autori.
Il sabato si è concluso con le canzoni del narratore errante Angelo Maddalena e
con il “dialogo musicale” di Alessandro Capuzzo con l’albero di kako
sopravvissuto alla bomba atomica di Nagasaki, attraverso uno strumento che ha
registrato gli impulsi elettrici dell’albero stesso su una foglia.
La domenica si è aperta nuovamente con “il dialogo musicale” di Alessandro
Capuzzo, questa volta però con altro albero di fronte alla sede di Radio
Fragola.
E’ seguito poi l’incontro “Il ripudio delle guerre e i tribunali”, che ha visto
un dialogo con la presidente di Magistratura Democratica Silvia Albano, per
approfondire il rapporto tra diritto e costruzione della pace in un contesto
internazionale segnato da riarmo e conflitti.
L’iniziativa conclude un percorso di sensibilizzazione sul disarmo nucleare
comprendente il convegno e la manifestazione-corteo del 5 e 6 giugno, a
Pordenone e Aviano, contro la presenza delle armi nucleari alla base aerea.
Presenza che la mattina del 15 giugno verrà posta in discussione al Tribunale di
Pordenone, ove di tratterà dalla denuncia per la presenza illegale delle bombe
alla base aerea..
Al dialogo con la presidente di Magistratura Democratica hanno partecipato:
l’avvocato Ugo Giannangeli estensore della denuncia e impegnato contro il
genocidio in Palestina e l’avvocato Pierumberto Starace patrocinante in aula dei
22 denuncianti. Ha moderato l’incontro Alessandro Capuzzo di Tavola Pace FVG.
E’ stato ricordato che presso lo studio di Franco Basaglia nel Parco dell’ex
Ospedale psichiatrico di Trieste è stato messo a dimora un albero di Kako
discendente da una pianta sopravvissuta all’Olocausto atomico di Nagasaki.
Redazione Friuli Venezia Giulia