MEDIO ORIENTE: NUOVA ESCALATION TRA IRAN E ISRAELE. TEHRAN RISPONDE AI RAID SU BEIRUT, TEL AVIV COLPISCE IN TERRITORIO IRANIANO
Rappresaglia israeliana sull’Iran dopo i missili che, ieri, Tehran ha lanciato
in risposta ai bombardamenti israeliani sulla periferia sud di Beirut,
considerati da Teheran una violazione del cessate il fuoco raggiunto ad aprile.
Israele ha reagito con attacchi contro diversi obiettivi sul territorio
iraniano: Tel Aviv parla di “un attacco su vasta scala contro sistemi di difesa
strategici appartenenti al regime iraniano che erano stati ripristinati” mentre
Tehran parlano anche di attacchi aerei contro impianti petrolchimici iraniani
nel sud-ovest del Paese.
L’Iran accusa gli Usa tramite il portavoce del ministero degli Esteri iraniano
Esmail Baghaei: “hanno la responsabilità diretta di qualsiasi violazione
dell’accordo di cessate il fuoco dell’8 aprile”, sostenendo che le azioni
israeliane non possono essere separate dalla politica statunitense.
In questo quadro la preoccupazione della popolazione civile iraniana cresce,
come racconta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Behrooz Sarabi, compagno
iraniano di Together for Iran Milano. Ascolta o scarica.
Intanto continua l’aggressione israeliana anche nei territori palestinesi. Nella
Striscia di Gaza nuovi bombardamenti hanno causato vittime e feriti nelle ultime
ore.
“Israele controlla tutto, incluso il valico di Rafah stato chiuso in
conseguenza alla ripresa della guerra con l’Iran. Per questo motivo, più che
guardare a soluzioni politiche e diplomatiche, io credo che la prospettiva più
realistica sia addirittura una ripresa dell’offensiva israeliana a pieno ritmo
nella striscia di Gazza, senza dimenticare che in realtà il cessato il fuoco non
è mai stato in vigore” commenta invece Michele Giorgio, direttore di Pagine
Esteri, corrispondente da Gerusalemme per Il Manifesto e nostro collaboratore.
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