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SOS Méditerranée: 78 naufraghi salvati in una giornata
Ieri, 8 settembre, il team della OceanViking ha effettuato 3 salvataggi nella zona SAR maltese e soccorso altrettanti gruppi di 17, 16 e 45 persone. “Mentre si parla di una diminuzione del numero degli sbarchi, quello che accade lungo la rotta del Mediterraneo centrale continua a raccontare una realtà, evidentemente, molto diversa”, osservano gli operatori di SOS Méditerranée informando: > Tra i sopravvissuti ci sono 12 donne, un neonato di due giorni e un bambino di > cinque mesi. > > Tutti presentavano sintomi di colpo da calore, alcuni anche disidratazione e > ustioni da carburante. > > Il primo salvataggio è avvenuto in seguito a un messaggio Mayday > Relay relativo a una segnalazione di pericolo di AlarmPhone, successivamente > individuata dall’aereo SeaBird 3 di Seawatch. I 17 sopravvissuti avevano > trascorso circa 26 ore in mare. > > Il team ha poi soccorso 16 persone in seguito a un Mayday Relay proveniente > dal SeaBird 3. Avevano trascorso 24 ore in mare. > > Successivamente, dalla nostra plancia abbiamo captato un Mayday Relay del > velivolo Falcon 1 di Frontex e abbiamo soccorso altre 45 persone su un > gommone, anch’esso individuato dal SeaBird 3. > > Non abbiamo ancora tutti i dettagli su nazionalità e altre informazioni perché > il team è stato molto impegnato in tre salvataggi consecutivi e ora con > l’assistenza dei sopravvissuti. > >   Redazione Italia
September 9, 2026
Pressenza
Processo per la strage di Cutro: per la prima volta la parola alle vittime
Le parti civili nel processo chiedono verità e giustizia: “Oltre che per le vittime, il pieno accertamento di fatti e responsabilità è necessario per evitare nuove Cutro”. Le ONG parti civili – EMERGENCY, Louise Michel, Mediterranea Saving Humans, Sea-Watch, SOS Humanity e SOS MEDITERRANEE – sollecitano il pieno accertamento di fatti, decisioni e sottovalutazioni che la notte del 26 febbraio 2023 hanno portato il caicco Summer Love a naufragare a poche decine di metri dalla costa di Steccato di Cutro: “Fare piena luce su ritardi, omissioni e negligenze che ebbero come esito la strage è il solo modo che abbiamo per fare giustizia e restituire dignità alle 94 vittime accertate, ai dispersi e ai loro familiari”. La coalizione di organizzazioni di ricerca e soccorso in mare (SAR) costituitesi parti civili nel processo penale per il naufragio di Cutro era presente all’udienza di oggi, 5 giugno, presso il Tribunale di Crotone con una delegazione ed era rappresentata dai propri legali. Era in udienza come osservatore internazionale, inoltre, Amnesty International Italia. L’udienza di oggi era molto attesa perché per la prima volta il processo ha dato la parola proprio alle vittime. Finalmente una sopravvissuta, che ha anche perso un familiare nel naufragio, ha potuto testimoniare quanto ha visto e il terrore vissuto sulla propria pelle, contribuendo con la sua voce alla ricostruzione degli eventi a bordo della barca. Insieme a lei hanno testimoniato altre due familiari della stessa vittima. La coalizione di organizzazioni SAR ricorda che nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023 non venne attivato nessun piano di ricerca e soccorso e il caso del caicco Summer Love fu trattato come un’operazione di law enforcement per la protezione delle frontiere. Inoltre la Guardia di Finanza – che avrebbe potuto chiedere la collaborazione della Capitaneria di porto, attrezzata per stare in mare anche in condizioni meteo avverse – non si avvalse di questa possibilità. Ulteriori elementi utili sono emersi anche dai funzionari della Guardia Costiera ascoltati sempre oggi, oltre che dalle udienze precedenti da cui si evince, tra l’altro, che il caicco Summer Love non venne monitorato come avrebbe potuto e dovuto essere neanche via radar. Ecco perché non si può assolutamente dire che il naufragio è stato una fatalità. Le autorità italiane sono accusate di aver dato priorità all’operazione di polizia e poi considerato l’intervento di soccorso, ma con grave ritardo e con scarso coordinamento a livello locale tra i due corpi di forze dell’ordine coinvolti. Tanto che l’intervento di soccorso non è stato proprio prestato e l’esito che ne è scaturito è stato drammatico. “Capire esattamente quale sia stata la serie di decisioni e sottovalutazioni che hanno portato al naufragio è importante sia per individuare tutte le responsabilità, risalendo la catena di comando delle decisioni, sia per evitare si ripetano stragi simili in futuro” spiegano le ONG parti civili. Esigenza drammaticamente attuale: solo nei primi cinque mesi del 2026 l’OIM ha censito lungo la rotta del Mediterraneo centrale ben 826 persone morte o disperse. “Soccorrere chi è in difficoltà in mare è un dovere prioritario – ricordano infine le ONG parti civili nel processo – e per il buon esito degli interventi di salvataggio la tempestività è un fattore fondamentale”. Sea Watch
June 5, 2026
Pressenza