A Padova la gentilezza diventa arte, memoria e partecipazione
Dal 29 al 31 maggio 2026 Padova ha ospitato la seconda edizione di
#Gentiliamoci, il festival promosso dal Centro Buddhista Tara Cittamani che
propone la gentilezza non come semplice cortesia, ma come una vera e propria
pratica di relazione con sé stessi, con gli altri e con il mondo. Per tre giorni
il Centro Culturale Altinate San Gaetano è diventato uno spazio di incontro tra
educazione, arte, impresa, sport, ambiente e spiritualità, attraverso
conferenze, tavole rotonde, performance artistiche e momenti partecipativi.
Tra i relatori della manifestazione hanno portato il loro contributo personalità
di rilievo come Daniela Lucangeli, che ha approfondito il ruolo della gentilezza
nei processi educativi e di apprendimento, Enrico Gamba con una riflessione sul
rapporto tra neuroscienze e spiritualità, e Paola Maugeri che ha raccontato la
gentilezza come stile di vita autentico e trasformativo. Accanto a loro,
professionisti, educatori, imprenditori, sportivi e operatori culturali hanno
condiviso esperienze capaci di mostrare come la gentilezza possa diventare una
concreta forza di cambiamento sociale.
Uno dei momenti più significativi del festival è stato il progetto BE KIND,
ideato dall’artista Giuseppe Inglese in collaborazione con Vecchiato Arte. Più
che una semplice scultura, BE KIND è un’opera partecipata che trova il proprio
significato nel processo stesso della sua realizzazione. Nei giorni del festival
cittadini, famiglie, studenti e visitatori sono stati invitati a contribuire
alla costruzione dell’opera attraverso gesti semplici e condivisi. Fili
intrecciati, storie raccontate, incontri e relazioni hanno dato forma a un’opera
collettiva che rappresenta il valore della connessione umana.
BE KIND nasce infatti dall’idea che stare insieme possa diventare un atto
d’arte: uno spazio vivo in cui mani, cuori e storie si incontrano per costruire
un messaggio di gratitudine, appartenenza e gentilezza destinato a durare nel
tempo. L’opera non è soltanto ciò che si osserva, ma soprattutto il cerchio di
persone che si crea attorno ad essa, la somma dei contributi individuali che
diventano esperienza condivisa e patrimonio comune.
Particolarmente significativa è stata anche la sessione del 30 maggio alle ore
17.00, intitolata “La gentilezza muove il mondo”, dedicata alle esperienze di
gentilezza verso la natura, gli animali e l’essere umano. Attraverso tre
interventi diversi ma profondamente connessi tra loro, il pubblico è stato
accompagnato in una riflessione sul rapporto tra cura, responsabilità e
convivenza con tutte le forme di vita.
Ad aprire l’incontro sono stati Tiziana Volta Cormio, dell’associazione Mondo
senza Guerre e senza Violenza, e Antonio Brunori, segretario generale di PEFC
Italia, con l’intervento “Hibakujumoku: la gentilezza”, dedicato al progetto
internazionale Green Legacy Hiroshima. Il progetto promuove nel mondo la
diffusione dei semi e delle giovani piante provenienti dagli Hibakujumoku, gli
alberi sopravvissuti al bombardamento atomico di Hiroshima del 6 agosto 1945.
Pur segnati dal calore e dalle radiazioni dell’esplosione, questi alberi hanno
continuato a vivere e a germogliare, diventando simboli universali di
resilienza, memoria e speranza. Ancora oggi portano sui loro tronchi le
cicatrici della distruzione, ma continuano a crescere, offrendo al mondo un
potente messaggio di pace e di rinascita.
Nel racconto degli Hibakujumoku emerge una visione profonda della gentilezza:
non una forma di debolezza, ma una forza capace di attraversare le ferite senza
trasformarle in violenza. Come questi alberi, che non hanno cancellato il trauma
ma hanno continuato a vivere, anche le persone e le comunità possono scegliere
la cura, la riconciliazione e la costruzione di relazioni positive. Gli
Hibakujumoku diventano così una metafora vivente della nonviolenza e della
capacità umana di trasformare il dolore in memoria, la memoria in cura e la cura
in speranza.
A seguire, Aisha Ruggeri, compositrice e pianista jazz, presidente di APS
Fusmart e project designer dei Giardini dell’Arena, ha presentato “L’Orchestra
della Natura”, una riflessione sul paesaggio sonoro e sull’ascolto degli
ecosistemi ispirata agli studi del bioacustico Bernie Krause. Attraverso
geofonie e biofonie, la natura viene interpretata come una complessa orchestra
di relazioni nella quale l’ascolto diventa uno strumento per comprendere la
salute dell’ambiente e il nostro ruolo al suo interno.
La sessione si è conclusa con l’intervento di Paola Sobbrio, “Verso un diritto
gentile per tutti gli animali non-umani”, dedicato al tema della tutela degli
animali e alla necessità di superare forme di discriminazione basate sulla
specie. Una riflessione che ha invitato il pubblico ad ampliare il concetto di
gentilezza, estendendolo a tutti gli esseri viventi e alle relazioni che ci
legano al mondo naturale.
Arte, memoria, natura e responsabilità si sono così incontrate nel cuore di
#Gentiliamoci. Da una parte BE KIND, opera che prende forma grazie al contributo
di molte persone; dall’altra il messaggio degli Hibakujumoku, l’ascolto
dell’Orchestra della Natura e la riflessione sui diritti degli animali.
Esperienze diverse che convergono in un’unica consapevolezza: la gentilezza è
una forza concreta capace di creare legami, custodire la memoria e generare
nuove possibilità per il futuro.
Per questo Gentiliamoci non è soltanto un festival, ma un invito rivolto a tutta
la comunità: scegliere ogni giorno di coltivare relazioni più consapevoli,
inclusive e rispettose, affinché la gentilezza possa diventare un patrimonio
condiviso e un autentico motore di cambiamento culturale.
Tiziana Volta