LIBANO: TREGUA TRA BEIRUT E TEL AVIV GIÀ VIOLATA DALL’IDF. UCCISO UN CASCO BLU E DUE FERITI NEL SUD
Lo stato di Israele e il governo libanese di Beirut hanno concordato l’ennesimo,
finto, cessate il fuoco, con la collaborazione esplicita delle autorità libanesi
con l’occupazione israeliana: controlleranno, infatti, senza la partecipazione
di Hezbollah, alcune delle aree invase dall’esercito israeliano.
Secondo l’intesa, la tregua – che comunque è già stata violata da Tel Aviv –
sarebbe subordinata, così si legge, alla “cessazione completa del fuoco di
Hezbollah e all’evacuazione di tutti i suoi membri dal settore del Litani
meridionale”. Sarebbe poi stato fissato un nuovo ciclo di colloqui dal 22 giugno
per raggiungere un “accordo globale”.
Nel sud del Paese dei cedri, comunque, continuano gli attacchi israeliani (e gli
ordini di evacuazione) e la resistenza di Hezbollah. Il movimenti sciita
libanese ha “informato il premier Aoun del proprio rifiuto dell’accordo,
ribadendo che qualsiasi accordo accettabile debba comprendere il ritiro completo
di Israele da tutto il territorio libanese”.
Un soldato serbo della missione Unifil, intanto, è rimasto ucciso a Marjayoun,
nel sud-est libanese. Altri due sono rimasti feriti. Lo riferiscono le Nazioni
Unite.
Israele starebbe “spingendo sempre di più perché lo scontro si sposti
all’interno” per aumentarne le storiche divisioni. In accordo con le agenzie di
sicurezza con le quali si confrontano anche le organizzazioni umanitarie sul
campo, come Un Ponte Per, “la possibilità che lo scontro si sposti internamente
è probabile, poiché la situazione è molto tesa”.
Da Beirut il collegamento con David Ruggini, capomissione di Un Ponte Per in
Libano. Ascolta o scarica