Rilasciati gli attivisti di Extinction Rebellion fermati stamattina a Roma
Dopo oltre 7 ore, le sei persone prelevate dalle Forze dell’Ordine nei pressi
dell’Altare della Patria sono state rilasciate dall’Ufficio Immigrazione di Tor
Sapienza.
A comunicarlo sono state le stesse persone coinvolte una volta uscite
dall’edificio, in quanto le comunicazioni con l’esterno sono state impedite fino
al rilascio.
A tutte loro, infatti, è stato strappato il telefono dalle mani non appena
fermate: azione illegittima e ingiustificata, resa ancora più grave dall’aver
negato il diritto previsto di contattare un avvocato o contatto di fiducia.
Questi illeciti si aggiungono alle reazioni verbalmente aggressive che le
persone denunciano di aver ricevuto da parte degli agenti durante il fermo, come
“voglio bruciare lo striscione con voi dentro”.
Durante la permanenza in Questura, inoltre, gli agenti si sono rifiutati di
chiarire alle persone stesse il loro stato legale – se di fermo o di arresto –
sostenendo invece che fossero “graditi ospiti”. Informazione che non è stata
fornita neanche ai legali del movimento, così la posizione delle persone,
nonostante abbiano ripetutamente tentato di contattare Questure e Commissariati
nel corso della mattinata.
Tutte e sei le persone sono state rilasciate con denunce per “invasione di
terreni ed edifici” (art. 633 cp) nonostante solo tre di loro erano
effettivamente entrate nel cantiere e le altre sono state costrette a entrarvi
dagli agenti stessi.
Tre di loro sono state inoltre denunciate per “resistenza a pubblico ufficiale”
(art. 337 cp) per aver praticato resistenza passiva o aver tenuto una bandiera
in mano.
Oltre a bandiere e striscioni, ad alcune di loro sono state sequestrate anche le
telecamere, nonostante non costituissero un corpo del reato, e mancassero dunque
i presupposti per il sequestro.
“Quanto avvenuto è preoccupante e surreale, un sequestro di persona a tutti gli
effetti. Pratiche intimidatorie e illegittime mascherate da gestione dell’ordine
e della sicurezza pubblica, ancora più paradossali se avvengono nella giornata
in cui dovremmo celebrare la nostra democrazia. Mentre si verificava questo
episodio inaccettabile, si svolgeva la parata per celebrare la Repubblica e la
Costituzione: Costituzione che ripudia la guerra, proprio come riportava lo
striscione ormai sequestrato. In una Roma sorvolata da aerei caccia, difendere
la democrazia sulla Terra diventa un imperativo morale. Abbiamo denunciate una
volta e lo faremo ancora”.
Extinction Rebellion