Le calunnie degli USA sul gruppo imprenditoriale cubano GAE
Con l’ordine esecutivo 14404, emesso da Donald Trump il 1° maggio,
l’amministrazione degli Stati Uniti ha voluto inasprire la politica di massima
pressione nei confronti di Cuba. Con questa ennesima misura sanzionatoria da
Washington è stato deciso di colpire il Gruppo di Amministrazione Aziendale
(GAE). Nel dettaglio sono state emesse sanzioni secondarie che colpiscono
qualsiasi attore straniero effettui operazioni di qualsiasi tipo con questo
gruppo, oltre a sanzionare il suo presidente.
Il governo degli Stati Uniti ha chiaramente agito con premeditata intenzione nel
tentativo di costruire pretesti per screditare la rivoluzione cubana, la sua
leadership storica, i leader e con ciò confondere sia il popolo cubano che
l’opinione pubblica internazionale.
Lo scopo deliberato è quello di isolare il Paese dal punto di vista diplomatico,
commerciale, finanziario ed energetico; rendere impossibile la sostenibilità
della nazione; condizionare il dialogo e valutare varianti di aggressione
militare. Hanno bisogno di costruire e consolidare una narrazione di discredito
reputazionale contro tutte le istituzioni che costituiscono il sostegno del
nostro progetto sociale, si legge in una nota del governo de L’Avana.
Il governo degli Stati Uniti ha definito il GAE come una struttura opaca, nata
per far arricchire la famiglia Castro privando il popolo cubano di importanti
risorse economiche. In risposta a queste affermazioni da L’Avana viene
sottolineato che il GAE è nato in pieno Periodo Speciale, tra gli anni Ottanta e
gli anni Novanta del secolo scorso, in seguito al crollo dell’Unione Sovietica;
il suo scopo era e rimane quello di affrontare la guerra economica, con una
visione creativa, propria, autoctona e genuinamente cubana. Il suo obiettivo è
sempre stato quello di raggruppare aziende con capacità nella generazione di
valuta estera e risorse che lo Stato richiede per mantenere e sviluppare le
conquiste sociali e contribuire alla promozione di settori e rami della vita
nazionale.
Viene aggiunto inoltre che il GAE non è un’organizzazione segreta, che non è in
mano delle élite e tanto meno la via di arricchimento di pochi. È, al contrario,
uno dei tanti esempi che nel tempo ha permesso di resistere all’aggressione
permanente del governo degli Stati Uniti. La sua storia è stata costruita,
secondo le parole del leader della rivoluzione cubana, generale dell’esercito
Raúl Castro Ruz “senza il minimo spirito di protagonismo, come si fanno le cose
serie”.
Come ha espresso il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito e
Presidente della Repubblica, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, all’8° Congresso del
Partito, è rigorosamente storico il perfezionamento imprenditoriale sviluppato
in primo luogo all’interno delle Forze Armate Rivoluzionarie, un’esperienza che
poi è servita al Paese e i cui notevoli risultati sono evidenti nell’economia
nazionale.
Il gruppo imprenditoriale GAE ha fornito innumerevoli e importanti servizi al
Paese caraibico. Sotto il suo controllo sono state costruite più di 10.000 case
in varie province del Paese, creato e realizzato un campo per i giovani pionieri
della rivoluzione e sono stati sviluppati piani di vacanza per l’infanzia.
Durante il periodo del Covid-19 Il GAE ha sostenuto l’economia cubana.
I frutti di questa attività imprenditoriale sono stati destinati anche a
investimenti nella centrale termoelettrica Lidio Ramón Pérez (Felton) di
Holguín, alla progettazione e al consolidamento di grandi opere idrauliche a
beneficio di milioni di cubani e cubane. Con i proventi del GAE sono stati
realizzati investimenti e riparazioni presso poliambulatori, case del medico di
famiglia e scuole, sottolinea la nota.
Appare evidente che attaccare il conglomerato imprenditoriale GAE significa
attaccare l’ossatura economica del Paese. La politica di massima pressione messa
in atto dall’amministrazione Trump cerca di attaccare su tutti i fronti l’isola
con la speranza che l’esasperazione di un popolo, che vive da oltre sessanta
anni sotto le pressioni degli Stati Uniti, porti i cubani a scendere per le
strade e rovesciare il governo.
In fondo la sovversione interna sembra essere l’unica arma che Trump e il suo
amico Rubio hanno per arrivare al cambio di governo a Cuba. Ritengo piuttosto
improbabile un’azione in stile Venezuela o un’azione armata di ampia portata che
porti a un colpo di stato. A Cuba non esiste un’alternativa politica organizzata
che possa sostituire l’attuale governo, quindi ricorrere alla mobilitazione
delle piazze resta l’unica opzione per la Casa Bianca.
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Andrea Puccio