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Lo storico Andrea Vitello vince il premio “Amico Rom 2026”
Venerdì 9 ottobre a Lanciano, lo storico Andrea Vitello per il libro da lui curato, edito da Multimage nel 2025, e intitolato “Il Samudaripen: genocidio dei rom e sinti nella Seconda guerra mondiale”, è stato premiato col premio “Amico Rom 2026”. L’autore con la sua opera è arrivato 2° ex aequo nella sezione monografia edita del 33ª edizione · 2026 Concorso Artistico Internazionale “Amico Rom”.  In merito al prestigioso premio vinto, Andrea Vitello ha dichiarato:  “Innanzitutto ci tengo a ringraziare il Presidente Prof. Santino Spinelli, la giuria, l’Associazione Culturale Them Romano, UCRI Unione Comunità Romanès in Italia, e tutta l’organizzazione. Per me è davvero un grande onore ricevere questo prestigioso premio, un premio di pace e cultura che unisce artisti provenienti da tutto il mondo. Purtroppo, nonostante il parlamento europeo abbia riconosciuto il Samudaripen nel 2015, l’Italia, per responsabilità di tutti gli schieramenti politici sinistra compresa, vergognosamente non l’ha ancora riconosciuto, negando quindi la memoria ai rom e sinti e non riconoscendo le responsabilità del regime fascista, il quale utilizzò quattro campi di concentramento solo per i rom e sinti, che venivano internati anche negli altri campi. Rom e sinti che parteciparono anche alla resistenza partigiana italiana ma che non vengono ricordati. Il mancato riconoscimento del Samudaripen non è solo un affronto verso i rom e sinti ma è anche un affronto verso il popolo italiano che ha il dovere di ricordare. Questo premio, così come tutte le attività culturali a esso connesse, è anche l’emblema di una grande forza di resistenza e resilienza nella speranza che nel breve futuro l’Italia non riconosca solamente il Samudaripen ma anche i rom e sinti come minoranza etnico linguistica nel nostro paese”. Redazione Italia
October 13, 2026
Pressenza
Maggio 1946: inizia la “Norimberga” giapponese
di Andrea Vitiello (*) Ottant’anni fa, il 3 maggio 1946, undici nazioni portarono alla sbarra i vertici della classe dirigente del Sol levante per crimini di guerra e contro l’umanità, ricostruendo le stragi nipponiche in Cina, nelle Filippine e in tutta l’Asia. Ma a differenza di Norimberga, il procedimento fu segnato da esclusioni decisive: l’imperatore Hirohito e figure centrali dell’apparato