Tag - Ilaria Salis

Rojava resiste: fra compromessi, crimini di guerra e…
… e difesa delle conquiste delle donne. Appuntamenti in Italia Condividiamo un po’ di contributi per capire cosa sta accadendo in Siria del Nord-Est, con sviluppi in continua evoluzione. Appuntamenti e appelli In evoluzione, perché le trattative fra le Forze Democratiche Siriane (SDF) e il governo di transizione di Damasco sono ancora in corso, e risentono anche dei troppi interessi
February 12, 2026
La Bottega del Barbieri
Il Rojava sotto attacco…
mentre USA ed Europa stringono patti con i jihadisti di Ahmet Kaya Bakrak* La storia recente del Rojava nasce nel momento più drammatico della guerra siriana, quando l’avanzata dello Stato Islamico sembrava irreversibile e l’intera regione era sprofondata nel caos. Tra il 2014 e il 2019, le forze curde delle YPG e delle YPJ, insieme alle Forze Democratiche Siriane, sono
January 29, 2026
La Bottega del Barbieri
NON PENSARE ALL’ELEFANTE!
di Enrico Semprini … E DUNQUE: NON PENSARCI!1 “Le immagini hanno un forte potere evocativo, informativo, comunicativo. Fotografie, illustrazioni, disegni, dipinti, possono avere un impatto comunicativo tale da veicolare un concetto in maniera più efficace delle parole. “2 Per diversi mesi mi ero deciso a cessare l’acquisto dell’unico quotidiano di sinistra rimasto su piazza: “Il manifesto”. Era il terzo giorno
January 24, 2026
La Bottega del Barbieri
La Germania è in crisi, vaga nella nebbia e …
… e nella repressione. di Vincenzo Comito (*) e di Osservatorio Repressione. Premessa Le ultime notizie dal paese teutonico indicano che la sua crisi economica non si arresta ed entra ormai nel suo quarto anno. Appare per altro verso ormai chiaro che essa è più grave di quanto possa sembrare a prima vista e che non si tratta tanto di
January 24, 2026
La Bottega del Barbieri
Solitudine e resistenza. Solidarietà antidoto contro l’indifferenza
Firenze 19 novembre. Mai più Senza casa Mai più Senza Gaza. Dentro e fuori ogni retorica, l’impegno delle persone che hanno portato parole dentro l’assemblea che si è tenuta al teatro Brillante gremito ieri è stato trasversalmente quello di osare il passaggio dall’analisi dei fatti all’invito all’azione di resistenza e lotta nonviolenta. Parlare del diritto all’abitare oggi significa parlare di svendita di una città con i suoi immobili che un tempo erano pubblici al privato, come sottolinea Francesca Conti interpretando questo ‘fenomeno’ nei termini di “guerra di classe dall’alto verso il basso”. Eppure, sostiene Sandro Targetti, compagno da sempre impegnato nel sostegno alle persone che restano Senza casa, è importante esserci dove accadono i fatti, mettere i propri corpi in “solidarietà e mutuo soccorso” durante gli sfratti. Dobbiamo praticare quindi un “mutualismo conflittuale”, dichiara Cristiano Lucchi, che sappia denunciare il sistema attraverso una azione politica , perché la lotta di classe consiste nel “restituire dignità” alle persone che la dignità l’hanno persa a causa del “sistema capitalista dominante”. In un tempo in cui, come ricorda Dario Salvetti, si rischia il carcere quando si praticano manifestazioni in solidarietà, in uno spazio in cui, come dichiara Ilaria Salis, la dimensione della lotta per la casa deve essere praticata dentro i quartieri così come dentro il Parlamento, l’assemblea convergente di questa sera di quasi inizio inverno dove il freddo della indifferenza dei più viene contrastato dal calore di chi ancora ha la speranza e la tenacia del persistere nelle prassi solidali anche quando scomode, fa sentire meno quella solitudine di cui anche Sandro Targetti ha parlato. Perché spesso di solitudine si muore e non solo perché si resta Senza (casa lavoro salute), ma anche perché si è Senza una rete, un intreccio di legami, perché sì, nella piazza così come nelle assemblee (quelle ricche di contenuti veri, portati anche quando dissonanti rispetto al sistema) si sente soprattutto il calore dei corpi che scelgono di invertire la rotta e sanno che questa inversione porta a salvare le vite, le vite ai margini che tornino al centro, le vite dimenticate che siano ricordate, le vite che resistono insistono chiedono di esserci solidali compagne e compagni di comuni cammini. Emanuela Bavazzano
November 20, 2025
Pressenza
Mai più senza casa, mai più senza Gaza
Per causa di convergenza maggiore la giustizia sociale, rivendicata dalla vertenza del Collettivo di Fabbrica ex-GKN in primis in termini di riscatto del lavoro, incontra quella ecologica, per una riconversione produttiva eco-compatibile senza ulteriore consumo di suolo in una Piana … Leggi tutto L'articolo Mai più senza casa, mai più senza Gaza sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Il Parlamento Europeo per un solo voto non si piega alla vergogna. Ilaria Salis è salva
Poche ore fa, l’aula di Strasburgo ha garantito per un solo voto l’immunità alla compagna Ilaria Salis, peraltro disposta a essere processata in Italia per le accuse, totalmente lacunose, per cui è stata detenuta in condizioni oscene per 15 mesi in Ungheria. Non tornerà in carcere sotto il regime di Orban perché considerata colpevole di antifascismo. Rifondazione Comunista saluta con enorme piacere Ilaria e il risultato ottenuto, combattere il fascismo non è reato. Maurizio Acerbo, Segretario nazionale Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
October 7, 2025
Pressenza
Ilaria Salis, la commissione UE dice ‘no’ alla revoca dell’immunità. Ora la palla passa all’assemblea plenaria
Dalla Commissione UE è arrivato il ‘no’ alla revoca dell’immunità parlamentare per Ilaria Salis: gli eurodeputati non la vogliono rimandare in Ungheria da Orban. La Commissione affari giuridici dell’Europarlamento ha votato ‘no’ alla revoca dell’immunità parlamentare per Ilaria Salis, eurodeputata di Avs su cui pende una richiesta di processo da parte dell’Ungheria di Orban, dove l’ex maestra è accusata di lesioni ai danni di due attivisti neonazisti. Per la commissione, dunque, la richiesta di processo arrivata dall’Ungheria va respinta e Salis, in veste di parlamentare, non deve affrontare un processo ora. Il parere definitivo arriverà il 7 ottobre, quando l’assemblea plenaria dovrà decidere se confermare questa decisione. “Al Parlamento Europeo, nel primo voto viene respinta la richiesta di revoca dell’immunità a Ilaria Salis. Chi sbaglia, non paga”, scrive sui social Matteo Salvini, commentando la decisione della commissione giuridica del Parlamento Europeo (Juri) che ha votato contro la richiesta di revoca dell’immunità all’eurodeputata di Avs, Ilaria Salis. LEGGI ANCHE: Ilaria Salis: “Voglio essere processata, ma in Italia” LEGGI ANCHE: Senza immunità per Ilaria Salis potrebbe arrivare un mandato di arresto europeo Salis: “Ho fiducia che la plenaria confermi decisione” “Ho piena fiducia che il Parlamento confermerà questa scelta nella plenaria di ottobre, affermando la centralità dello stato di diritto e delle garanzie democratiche”. Lo scrive sui social l’europarlamentare Ilaria Salis (Avs). Agenzia DIRE
September 23, 2025
Pressenza
Visita a sorpresa dell’europarlamentare Ilaria Salis al CPR di Macomer: gravi criticità nella struttura e nei diritti delle persone detenute.
Nella mattinata di giovedì 29 maggio si è svolta una visita a sorpresa al CPR di Macomer da parte di Ilaria Salis, accompagnata da un suo collaboratore e da Teresa Concu, infermiera e attivista dell’Assemblea di Potere al Popolo Cagliari. Le testimonianze raccolte durante l’ispezione hanno messo in luce un clima di insicurezza e paura tra le persone detenute — impropriamente definite “ospiti” dagli operatori del centro. Le condizioni strutturali risultano gravemente compromesse: le docce sono insufficienti , l’alimentazione è inadeguata e più volte descritta come dannosa, tanto da aver spinto alcune persone a intraprendere uno sciopero della fame, senza però ottenere alcun miglioramento. La struttura versa in uno stato di degrado evidente: presenza di muffa, materassi sporchi, sporcizia diffusa, condizioni igienico-sanitarie precarie e un numero di operatori sanitari insufficiente per garantire l’assistenza prevista dalla normativa. Conferenza stampa: Teresa Concu, Andrea Scano (AVS), IIaria Salis e Francesca Mazzuzi (Campagna LasciateCIEntrare) – 29 maggio 2025 (Foto Facebook) Dalle parole raccolte — ma anche dai silenzi e dagli sguardi impauriti di chi non riesce a esprimersi — emerge non solo la denuncia delle condizioni materiali e delle carenze, dal cibo all’assistenza sanitaria, ma anche un senso diffuso di angoscia per il rischio costante di una deportazione improvvisa. In molti si chiedono: «Perché sono qui? Non ho commesso alcun reato». Ricordiamo, infatti, che la detenzione nei CPR ha natura esclusivamente amministrativa. Trattenere persone in simili condizioni, senza accuse penali, contribuisce in modo significativo al loro disagio psicologico, aggravato dall’assenza di qualsiasi attività ricreativa e dall’impossibilità di ricevere visite. Cagliari, 31 Maggio 2025 Assemblea di Potere al Popolo – Cagliari Redazione Sardigna
May 31, 2025
Pressenza
CPR, l’anomalia dello stato di diritto: la detenzione senza reato!
I Centri di Permanenza per i Rimpatri (CPR) rappresentano oggi una delle più gravi contraddizioni dello Stato di diritto italiano: una detenzione senza reato!_   Nati come strutture temporanee per l’identificazione e l’espulsione di migranti irregolari, si sono trasformati in luoghi di detenzione amministrativa dove persone – colpevoli solo di non avere un permesso di soggiorno – vengono private della libertà personale per periodi sempre più lunghi, fino a 180 giorni. Una misura sproporzionata, che viola i principi fondamentali della nostra Costituzione. L’articolo 13 della Costituzione afferma: «La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria». Eppure, nei CPR, uomini e donne vengono rinchiusi senza aver commesso alcun crimine, ma solo per una violazione amministrativa. Non si tratta di carcerazione per reati, ma di privazione della libertà per il semplice fatto di essere “indesiderati”. A Messina, durante un incontro con Ilaria Salis, attivista e parlamentare che ha denunciato più volte le condizioni disumane dei CPR , è emerso con chiarezza l’abisso tra le garanzie costituzionali e la realtà di questi centri. Salis ha parlato del CPR di Trapani, descrivendo celle sovraffollate, condizioni igieniche inaccettabili, mancanza di assistenza legale e medica. «Queste strutture», ha detto, «sono luoghi di sofferenza e disumanizzazione, dove il diritto viene sospeso». I CPR sono l’ultima incarnazione di un sistema che, dal 1998, ha progressivamente inasprito il trattamento riservato ai migranti. Nati come Centri di Permanenza Temporanea (CPT), poi diventati Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE), oggi si chiamano CPR, ma la sostanza non cambia. Sono luoghi di reclusione per chi non ha commesso alcun reato. La durata della detenzione è aumentata da 30 a 180 giorni, soprattutto a causa dei decreti sicurezza (2018-2019), che hanno esteso i tempi di trattenimento senza migliorare le condizioni di vita all’interno dei centri. Questi provvedimenti, presentati come necessari per contrastare l’immigrazione irregolare, hanno di fatto normalizzato la detenzione amministrativa, rendendola più lunga e più dura, senza però risolvere i problemi strutturali del sistema. Una riflessione necessaria. Se la Costituzione italiana riconosce i diritti inviolabili dell’uomo (art. 2), se proclama l’uguaglianza davanti alla legge (art. 3), se vieta trattamenti contrari al senso di umanità (art. 27), come possiamo accettare che migliaia di persone siano rinchiuse in condizioni degradanti solo perché prive di un documento? I CPR, aggravati dai decreti sicurezza, non sono la soluzione al fenomeno migratorio, sono, piuttosto, la negazione della democrazia. Se vogliamo essere un Paese che rispetta i diritti umani, dobbiamo ripensare radicalmente queste strutture, sostituendole con politiche più giuste e umane. Perché, come scriveva Primo Levi, «se comprendere è impossibile, conoscere è necessario». E oggi, conoscere ciò che accade nei CPR è un dovere civico.   Redazione Sicilia
May 24, 2025
Pressenza