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L’Aeronautica chiama e la dirigente dell’IC Taurisano di Lecce risponde
A quanto pare ogni giorno c’è un anniversario nuovo da celebrare, naturalmente insieme alle scolaresche. Stavolta si tratta dell’80° dalla costituzione della Scuola di Volo Lecce-Galatina (gaudium magnum!), come leggiamo nella circolare inviata dalla dirigente a tutti gli adulti dell’IC Taurisano: docenti, genitori e genitrici, personale ATA e perfino al “RE” (Registro Elettronico, nuovo interlocutore in questo modo post-umano sempre più artificialmente intelligente…). E per celebrare, quale modo migliore che visitare l’aeroporto militare di Galatina, gentilmente aperto per l’incredibile occasione? La circolare è una circolare scolastica: specifichiamolo perché il linguaggio è quello di un atto di piena propaganda militarista di uno dei moderni canali di comunicazione delle Forze Armate. Come spot, canali social, il nuovissimo Difesa Channel e, a quanto pare, stavolta pure la scuola. Insomma, leggiamo che: «La base aerea [ndr: militare] di Galatina, da sempre vicina al territorio e alla comunità salentina, […]. I cittadini, ma in particolare le nuove generazioni, potranno osservare da vicino le realtà operative e addestrative dell’Arma Azzurra, assistere all’attività volativa, vistare gli hangar». E, perché no, valutare una possibile carriera nell’aeronautica. In piena consapevolezza? Forse no. Per esempio, dubitiamo che verrà menzionato che il genocidio a Gaza e poi i fatti dell’Iran e poi del Libano hanno mostrato che il modo che gli stati hanno di fare la guerra (come diceva Luigi Daniele nel suo intervento allo scorso convegno nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università) è “attaccare anche obiettivi civili“. Che poi “attaccare obiettivi civili”, da dizionario, sarebbe nella definizione di terrorismo… Ah no, il terrorista d’altronde è sempre l’altro, meglio se diverso. Quindi forse il dizionario sbaglia, e la giovane generazione dubbiosa potrebbe rivolgersi all’intelligienza artificiale. Alla stessa intelligienza artificiale presente oggi nella catena di comando che porta giovani piloti di aeronautica a trovarsi con l’ordine di sparare su una scuola femminile di Minab, nel sud dell’Iran, uccidendo 165 persone, fra cui almeno 118 ragazze. La dirigente dell’IC Taurisano è gravemente carente nella sua funzione educativa. Le nuove generazioni per dirimere i loro dubbi non dovrebbero dover rivolgersi a un’intelligenza sicofantica, ma poter rivolgersi a degli e delle insegnanti, e perché no anche presidi. Per un confronto che possa fargli sviluppare consapevolezza, e orientarli perché capisca come voglio contribuire al mondo in cui vivono e vivranno. È un corale “donna, vita, libertà” che vorremmo si innalzasse in un cielo limpido, non un giovane in un aereo da guerra. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Lettera aperta ai Dirigenti e ai Presidenti dei Consigli d’Istituto: MASSACRO DI GAZA, PRENDERE PAROLA
PUBBLICHIAMO CON L’AUSPICIO CHE VENGA EMULATA IN ALTRE SCUOLE LA LETTERA APERTA RIVOLTA DA GIUSTO CATANIA, DIRIGENTE SCOLASTICO, E STEFANIA TRANCHINA, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO D’ISTITUTO DELL’I.C. “GIULIANA SALADINO” DI PALERMO, AI DIRIGENTI SCOLASTICI E AI PRESIDENTI DEI CONSIGLI D’ISTITUTO DELLA SCUOLA ITALIANA: “SUL MASSACRO DI GAZA DOBBIAMO PRENDERE PAROLA”. Care colleghe e cari colleghi, il dramma della popolazione di Gaza non può lasciare indifferente il mondo della scuola. I numeri del massacro sono impressionanti: 54.000 morti, tra cui 15.000 bambine e bambini; 14.000 bambini orfani; 130.000 feriti; oltre un milione di minori necessita di sostegno psico-sociale; un’intera popolazione rischia di morire di fame e di sete. Sono stati distrutti oltre 2.300 spazi educativi, tra edifici scolastici ed aule universitarie. Siamo davanti ad una catastrofe umanitaria che avrà ripercussioni gravi anche nel futuro. Il Collegio dei docenti e il Consiglio d’istituto dell’Istituto Comprensivo Giuliana Saladino di Palermo hanno sentito l’urgenza di prendere parola, di esprimere la propria voglia di pace, di mobilitarsi perché non si può rimanere inermi davanti all’orrore di questi mesi. Abbiamo esposto un lenzuolo sulla facciata della nostra scuola per chiedere la fine del bombardamento su Gaza; abbiamo organizzato un girotondo rumoroso attorno ai nostri plessi scolastici perché riteniamo necessario rompere il silenzio; abbiamo chiesto agli abitanti del quartiere di esporre un lenzuolo sui balconi per condividere l’impegno della scuola. Il lenzuolo è bianco è un simbolo di pace e di riscatto, anche per la nostra scuola. Fu proprio Giuliana Saladino, dopo la strage di Capaci del 1992, a far diventare il lenzuolo bianco simbolo della mobilitazione popolare contro la mafia. Chiediamo al mondo della scuola di prendere parola, di urlare lo sdegno per il massacro della popolazione palestinese, di chiedere la fine dei bombardamenti su Gaza, di riprendere in mano la bandiera della pace. Questo è compito della scuola che, se non si occupa del presente, rischia di rendere inutile lo studio della Storia. I bambini e le bambine palestinesi sono nostri alunni, sono nostri figli e non vogliamo sentirci colpevoli del reato di indifferenza. La Storia ricorderà chi ha parlato e chi è rimasto in silenzio. Questo nostro impegno è perfettamente inscritto nella missione educativa della scuola della Repubblica, in ottemperanza agli obiettivi prioritari delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, secondo i quali bisogna: “Diffondere la consapevolezza che i grandi problemi dell’attuale condizione umana (…) possono essere affrontati e risolti attraverso una stretta collaborazione non solo tra le nazioni, ma anche fra le discipline e fra le culture.” Prendiamo parola, è il compito principale che ha la scuola italiana. Presidente del Consiglio d’Istituto Stefania Tranchina Dirigente scolastico Giusto Catania