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“Come e perché boicottare TEVA: una guida per medici e farmacisti”, un webinar
BDS Italia, Sanitari per Gaza (SpG) e #DigiunoGaza organizzano un webinar sul boicottaggio di TEVA Farmaceutici (e sue controllate Cephalon, Dorom e Ratiopharm) rivolto a medici, farmacisti e a tutto il personale sanitario interessato, invitando alla massima partecipazione TEVA Pharmaceutical Industries Ltd è una multinazionale con sede in Israele. Opera nel settore farmaceutico dal 1901 ed è tra le venti aziende farmaceutiche più grandi al mondo (1). Presente in 57 paesi, è considerata il leader globale nella produzione e commercializzazione di farmaci equivalenti (detti anche “generici”). Per l’importo delle imposte versate, TEVA si colloca tra i maggiori finanziatori dello Stato di Israele (2). TEVA è stata condannata più volte per condotte ritenute non conformi ai principi etici, vedi lo scandalo degli oppiodi in USA nel 2022 (3) o la recente sanzione per violazione delle norme antitrust relativamente al Copaxone in EU nel 2024 (4), solo per citare i fatti più noti. TEVA aderisce al Global Compact delle Nazioni Unite (UNGC) (5), la più grande iniziativa strategica di sostenibilità aziendale al mondo, lanciata nel 2000 per promuovere un’economia globale rispettosa dei diritti umani, del lavoro, dell’ambiente e anti-corruzione. Tuttavia, TEVA è oggetto di una petizione internazionale che ne chiede l’espulsione a causa della violazione di 5 su 10 principi fondamentali di questa iniziativa (6). È noto che TEVA gode da sempre dei vantaggi derivanti dal regime di occupazione israeliano del territorio palestinese, grazie anche al Protocollo di Parigi, parte integrante degli accordi di Oslo del 1993, che affida ad Israele il controllo delle frontiere e la gestione dei flussi di merci, determinando così la totale dipendenza dei Territori Palestinesi Occupati (TPO) e della Striscia di Gaza dalle leggi doganali e dai servizi israeliani per l’import/export di merci, con effetti drammatici sull’economia palestinese, in particolare sul settore farmaceutico (7). Oltre a tutto ciò, TEVA sostiene attivamente lo sforzo bellico di Israele fornendo all’IDF risorse economiche e supporto logistico per la campagna militare a Gaza e per le operazioni militari in Cisgiordania e nelle colonie illegali, come si evince dalle numerose dichiarazioni del suo CEO e Dirigenti (8–9–10); oltre a ciò collabora con l’ente di beneficenza Pitchon-Lev, che ha avviato una campagna per la donazione di materiali ai soldati dell’esercito israeliano, istituendo punti di raccolta di materiale per l’IDF in tutte e cinque le sedi di TEVA in Israele (11) e, ancora, supporta programmi di assistenza psicologica alle vittime, esclusivamente israeliane, di traumi causati dalle guerre e fornisce assistenza ai riservisti nella fase di ritorno dal fronte(12,13) Inoltre TEVA è partner ufficiale di “Thank Israeli Soldiers” (TIS) un ente la cui mission dichiarata è quella di “accogliere, rafforzare ed educare i soldati dell’IDF, dall’inizio del servizio militare fino alla transizione alla vita civile”. Più di un milione di soldati israeliani hanno beneficiato dei suoi programmi e tra questi ci sono soldati in servizio attivo, riservisti, comandanti e familiari di militari. TIS ha inoltre fornito all’esercito, dal 7 ottobre 2023 in poi, più di 850.000 forniture “umanitarie”.(14) Per tutti questi motivi nel 2024 è partita la campagna congiunta BDS-SpG “TEVA? NO GRAZIE!”, oggi diventata campagna globale, e che a livello nazionale ha già registrato l’adesione di parecchi Comuni, a partire da Sesto Fiorentino e molti altri, oltre che di migliaia di cittadini italiani e di farmacie private (vedi sito bdsitalia.org per la lista di tutti i Comuni aderenti alla campagna). Nell’ambito di questa campagna di boicottaggio è stato pensato un webinar con lo  scopo di informare, sensibilizzare e fornire strumenti concreti ed efficaci al mondo sanitario (e non solo), per farci sentire tutti meno impotenti e con un ruolo più attivo rispetto al bloccare le complicità del genocidio in corso ed a quanto si sta consumando in Palestina, Libano ed in tutti i Paesi vittime della brutale aggressione di Israele, stato razzista e colonialista di insediamento. Il webinar si articolerà in una prima fase di “apprendimento”, coadiuvato dalla proiezione di slides, per poi concludersi con un momento interlocutorio di Q&A, guidato per tutta la durata (di un’ora circa) da un medico ed un farmacista esperti. I link Zoom per le iscrizioni alle sessioni del webinar sono disponibili di seguito: – 3 giugno ore 18.00 https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_wj-ubshJRjuz0cu0j2cFZg – 10 giugno ore 12.00 https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_DO0Fit6zS1ywHo8l8mXMHg – 17 giugno ore 18.00 https://us06web.zoom.us/webinar/register/WN_tkzJBGX6T5mPMshQheCqZg Per approfondimenti, si consiglia di consultare il sito: https://bdsitalia.org/index.php/teva-notizie/3010-webinar-teva e i riferimenti bibliografici di seguito riportati:   1. Dunleavy K. Top 20 pharma companies by 2024 revenue. 2. Teva Reaches Agreement With the Israel Tax Authority to Resolve All Pending Litigation for the Company’s Taxable Years 2008-2020. 2024. 3. Office of the New York State Attorney General. Attorney General James Secures $523 Million from Top Opioid Manufacturer Teva, Bringing Total Funds for New Yorkers to More Than $2 Billion. 2022. 4. European Commission. Commission fines Teva €462.6 million over misuse of the patent system and disparagement to delay rival multiple sclerosis medicine. 2024. 5. Teva. Teva Italia aderisce al Global Compact delle Nazioni Unite. 2024. 6. Network A. Letter to UN Global Compact for removal of Teva Pharmaceuticals from list of participants. 7. Who Profits – The Israeli Occupation Industry – Teva Pharmaceutical Industries. 2012. 8. Teva Israele. Teva per Israele (tradotto dall’ebraico). 2023. 9. Wrobel S. Teva CEO says production and distribution in Israel remain largely unaffected by war. The Times of Israel. 20 febbraio 2024. 10. Levanon A. La preparazione alle emergenze è la nostra routine, siamo sempre pronti per la prossima sfida. Ynet. 25 settembre 2024. 11. Ynetnews. ynetglobal. 2023. International solidarity: World joins hands to aid Israelis post Hamas attack. 12. About Natal. Natal Israel Trauma & Resilience Center. 13. 13. 2023 Healthy future report. 14. 14. Thank Israeli Soldiers – About us.     BDSItalia
May 31, 2026
Pressenza
BDS: solidarietà con lavoratori TEVA
La chiusura degli stabilimenti TEVA in Italia non è conseguenza delle iniziative di pressione civile promosse negli ultimi anni. Le motivazioni alla base della scelta aziendale sono da ricercare in strategie industriali avviate da anni, come confermato da documenti pubblici e analisi del settore. Attribuire questa decisione al boicottaggio significa distorcere la realtà e rischia di alimentare inutilmente tensioni tra lavoratori, cittadini e movimenti sociali. Le vere ragioni della chiusura * Tagli strutturali dei costi: TEVA ha implementato, sin dal 2017, un piano globale di riduzione delle spese operative per aumentare i margini e rispondere alla pressione competitiva internazionale. * Outsourcing dei processi produttivi: la delocalizzazione verso Paesi con costi più bassi è una scelta già osservata in precedenti riorganizzazioni del gruppo. * Strategie pluriennali di ristrutturazione: la razionalizzazione della rete produttiva europea è parte di un percorso iniziato ben prima dell’inizio delle campagne di boicottaggio. Questi elementi dimostrano che la chiusura dei 4 stabilimenti produttivi italiani di principi attivi (divisione “TAPI”) è il risultato di scelte economiche e industriali, non delle recenti pressioni sociali. Tuttavia si porta all’attenzione dei dirigenti e dei lavoratori il rischio che la complicità di TEVA con l’esercito israeliano (IDF), con le conseguenti proteste e boicottaggi da parte dei professionisti sanitari e dei consumatori, possa in futuro comportare una flessione delle vendite di farmaci, e in particolare di quelli equivalenti, dato che il mercato farmaceutico italiano offre un’ampia scelta di alternative terapeutiche sicure ed efficaci da parte di aziende più etiche. La posizione di BDS Italia BDS respinge con fermezza ogni tentativo di attribuire la responsabilità dei licenziamenti alla campagna di boicottaggio contro TEVA. Le iniziative di BDS sono sempre state non violente, trasparenti e mirate esclusivamente a denunciare comportamenti aziendali ritenuti eticamente problematici, in primis il supporto di TEVA all’esercito israeliano. Il boicottaggio non ha mai avuto come obiettivo i lavoratori né la perdita di posti di lavoro. Al contrario, intende esercitare una pressione pubblica e civile affinché l’azienda adotti scelte più etiche e rispettose del diritto internazionale e dei diritti umani. Le campagne di pressione economica si rivolgono alle responsabilità politiche e manageriali dell’impresa, non alle persone che vi lavorano. Ricordiamo anche alle Amministrazioni pubbliche, Regioni e Comuni, che è loro dovere monitorare la condotta delle aziende, come ricordato anche dalla Corte Internazionale di Giustizia (CIG) nel parere del luglio 2024, che ha ribadito che tutti gli Stati sono obbligati a far terminare l’occupazione e il genocidio mediante pressione politica, economica e culturale. Solidarietà ai lavoratori Esprimiamo la nostra massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti da questa decisione. Siamo consapevoli dell’impatto umano, economico e sociale che la chiusura di uno stabilimento comporta e riteniamo che: • i lavoratori non debbano essere usati come scudi o strumenti retorici; • la responsabilità ricada esclusivamente sulle scelte manageriali e finanziarie dell’azienda; • sia necessario un intervento immediato delle istituzioni per garantire tutele, ricollocazioni e sostegno alle famiglie coinvolte. Chiediamo pertanto a TEVA di prendere le distanze da colonialismo e apartheid israeliano e di adoperarsi per la ricostruzione del sistema sanitario palestinese, distrutto da 78 anni di occupazione e da 2 anni di genocidio israeliani. Un cambiamento delle posizioni dell’azienda metterebbe fine al boicottaggio. BDSItalia
May 26, 2026
Pressenza