La coscienza dice NO alla guerra
Guerra, obiezione di coscienza e pratiche di nonviolenza sono stati i temi al
centro dell’incontro organizzato sabato 23 maggio a Gornate Olona presso la sede
de i Ricostruttori nella preghiera, dove Vincenzo Peluso ha condotto una
conferenza per presentare il libro La coscienza dice NO alla guerra di Enzo
Sanfilippo e Annibale C. Raineri.
Maria Albanese ed Enzo Sanfilippo, coniugi e responsabili della comunità
dell’Arca delle Tre finestre di Belpasso, ai piedi dell’Etna, hanno presentato
l’obiezione di coscienza sotto due importanti aspetti: quello spirituale ed
etico e quello più pratico e giuridico, legato alle leggi italiane che
disciplinano l’istituto dell’obiezione di coscienza.
Dopo una cena condivisa tra i partecipanti, la serata è proseguita con la
proiezione di cortometraggi per interrogarsi su cosa sia la guerra e come si
possa contrastarla. L’introduzione è stata affidata a Dario Cambiano, curatore
della rassegna Gli occhiali di Gandhi, del Centro Studi Sereno Regis di Torino,
in collaborazione con il Torino Film Festival.
Una questione etica e spirituale
Maria Albanese ha introdotto la questione della non violenza dal punto di vista
spirituale, ricordando le parole di Papa Wojtyla che parlava della guerra come
“un’avventura senza ritorno” e citando più volte il filosofo Lanza del Vasto,
influente esponente della non violenza in Italia del secolo scorso e che aveva
conosciuto personalmente il più famoso politico non violento della storia
moderna: Mahatma Gandhi.
Il fondamento della non violenza, che si contrappone allo scontro, è l’incontro
con l’altro, con la sua coscienza e la sua umanità, superando il confine che
caratterizza le differenze di ognuno. Invece di concentrarsi su ciò che non va
nell’altro, occorre interrogarsi su cosa si possa cambiare in sè stessi per
avvicinarsi davvero.
Nella storia l’uso della violenza ha sempre fallito e i fautori della non
violenza sono indirizzati ad un pensiero creativo: il pensare a soluzioni
alternative alla guerra. Lo smarrimento e la frustrazione davanti allo
strapotere dei potenti non deve scoraggiare, ma spronare ad andare oltre, per
cercare una strada nuova, collaborando, unendosi per una nuova evoluzione.
Maria ha chiuso con un pensiero di Papa Francesco sui miracoli, che ognuno di
noi può fare, cercando di far star bene gli altri, rendendo belle le nostre vite
e piene di senso. Perché fare del bene, fa stare bene e questo è un miracolo,
altrimenti si perde il senso della bellezza della vita, allora questo sarebbe un
peccato.
Cosa fare concretamente
Enzo Sanfilippo invece ha affrontato il discorso della non violenza e
dell’obiezione di coscienza facendo una riflessione sulle normative vigenti oggi
in Italia.
È stata ricostruita brevemente la storia dell’Obiezione di Coscienza in Italia e
per chi volesse approfondire, suggerisco l’articolo su Mondadori Education del
Prof. Amoreno Martellini Disobbedire e non combattere.
Nel 2004 la legge n. 226 stabilisce la “Sospensione anticipata del servizio
obbligatorio di leva” che quindi non è stata abolita del tutto, e potrebbe
essere reintrodotta.
I giovani dal 2004 non hanno più dovuto porsi la scomoda domanda “Sarei disposto
ad uccidere un’altra persona o a sganciare una bomba su militari o civili?”. Da
allora solo i militari volontari si pongono questa domanda, mentre la coscienza
collettiva sulla guerra si è assopita.
Molti obiettano che il “non violento” sia un soggetto passivo, ma chi sostiene
la non violenza, è convinto che il suo sia un atteggiamento attivo, imparando a
gestire il conflitto, che non vuol dire eliminarlo del tutto, perché esso fa
parte di un percorso di avanzamento nella vita personale e nelle relazioni.
“Confliggere bene” per evitare di arrivare alla guerra. Apprendere modalità di
ascolto e di confronto, non imbastire relazioni basandole sullo scontro. Cercare
un pensiero “non ancora pensato” per apportare tra le parti, tesi da sostenere
con fiducia e che possano avere la sostanza della risoluzione.
Sono state suggerite interessanti letture per approfondire il pensiero dei padri
fondatori della non violenza e conoscere studi accademici:
* Le due potenze di Lanza del Vasto che sono l’atomica e la non violenza
* Come risolvere i conflitti di Erica Chenoweth, una studiosa americana che ha
analizzato 300 conflitti sociali del ‘900 e i metodi per risolverli
* Difendersi senza aggredire di Pat Patfoort che esplora i modi di relazionarsi
con gli altri per risolvere il conflitto.
Enzo ha posto la questione di come riprendere oggi, nello spazio pubblico, il
tema dell’Obiezione di coscienza. Le soluzioni possono essere molte, in primis
quella di dichiararsi Obiettori di Coscienza.
Esiste una campagna di obiezione alla guerra promossa dal Movimento Nonviolento
alla quale si può aderire cliccando a questo link Campagna obiezione alla
guerra.
Si possono creare degli osservatori per approfondire il tema della non violenza
come quello di Officina siciliana di non violenza dove si tengono incontri,
seminari, presentazione di testi. Al link il programma aggiornato sulla loro
pagina social.
A marzo 2026 è stata depositata in Cassazione la proposta di legge per la Difesa
civile, non armata e nonviolenta grazie alla campagna “Un’altra difesa è
possibile”. Qui si trovano tutti i dettagli: Legge per la Difesa civile, non
armata e nonviolenta
È emerso anche come, poiché dal 2004 il servizio militare obbligatorio è
solo sospeso, e non abolito, ogni anno i ragazzi che compiono 17 anni vengono
inseriti nelle liste di leva del proprio Comune di residenza, ma esiste un modo
ufficiale per dichiararsi obiettori di coscienza, scrivendo una lettera al
proprio Sindaco. A questo link, Liste di leva diciassettenni sul sito di Arca
delle tre finestre, si trovano tutte le indicazioni per informarsi e fare
qualcosa di concreto. Il sindaco di Capaci Pietro Puccio ha istituito uno
sportello comunale per informare i giovani del suo comune a proposito delle
liste di leva, come riportato da un articolo di Avvenire: Il sindaco di Capaci
contro la militarizzazione, e questo potrebbe essere un buon esempio da seguire
per altre amministrazioni in Italia.
Cortometraggi sulla guerra e la risoluzione non violenta
Dopo la cena sono stati presentati diversi cortometraggi che parlano di guerra e
di come sia possibile risolvere i conflitti senza le armi. I titoli sono diversi
e Dario Cambiano, che ha introdotto la proiezione, ha ricordato come la lotta
per la nonviolenza, sia un percorso lungo, e da trasmettere alle generazioni
future, continuando a parlarne, boicottando i paesi aggressori tramite le nostre
scelte economiche quotidiane.
I cortometraggi proiettati, molto intensi e drammatici, hanno lasciato molti
spunti di riflessione su cosa sia la guerra e come sia possibile contrastarla.
Qui di seguito un breve elenco con il link per la visione, dove disponibile:
* Write My Name – 2024 in cui parlano i bambini palestinesi.
* Un corto di Emilio Marti Lopez Marhaba, Hola, Hello girato in un campo
profughi a Salonicco in Grecia.
* Un breve video di due attiviste dell’associazione Daughters of Abraham in cui
una donna palestinese e una donna ebraica si incontrano per costruire pace.
* Un altro corto intitolato “Buffer Zone “di Savvas Stavrou, racconta di due
giovani soldati ciprioti, schierati su linee nemiche, che si innamorano e
trovano nella musica una via di fuga dall’ambiente opprimente in cui vivono.
* “The Journal” di James Andrews che racconta la storia di un veterano
americano tornato in Vietnam per restituire il diario di guerra alla figlia
di un soldato nemico
Monica Perri