Più data center in Lombardia vuol dire più suolo, energia, acqua: la legge regionale non basta
(Fonte) Dario Balotta – 27 maggio 2026
La Lombardia, principale area italiana per la concentrazione di data center, ha
avviato una regolamentazione della loro crescita attraverso un progetto di legge
regionale. Il provvedimento presenta limiti e vincoli insufficienti, data la
natura dei data center quali veri e propri insediamenti produttivi. è
pertanto necessario che la Regione definisca procedure autorizzative rigorose,
come l’Autorizzazione Integrata Ambientale, e individui precise priorità
localizzative. Queste strutture esercitano infatti un’enorme pressione sul
territorio. Da un’altra prospettiva, il boom dei data center sta già
contribuendo all’aumento dei costi per molte attività produttive. Ogni nuovo e
innovativo modello di IA richiede infatti maggiore capacità di elaborazione e
quindi nuovi server, nuovi edifici, più energia, più acqua e sistemi di
raffreddamento sempre più potenti.
Anche un aumento di uno o due gradi delle temperature urbane può tradursi in
maggiori rischi sanitari, consumi energetici più elevati e aggravamento
dell’effetto “isola di calore”. La promessa dell’intelligenza artificiale
rischia dunque di avere un prezzo ambientale molto più alto del previsto.
L’impatto dei data center sulla qualità e sulla disponibilità dell’acqua sarà
significativo, mentre appare eccessiva la tolleranza delle autorità e di molte
amministrazioni comunali rispetto ai possibili effetti ambientali legati alla
loro espansione.
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