Sostenere InfoPal significa sostenere il giornalismo decolonizzato
In seguito al caso che ha coinvolto associazioni palestinesi, che il Tribunale
di Genova reputa “finanziatrici di Hamas” senza alcuno straccio di prova; ed in
seguito alle accuse assurde e diffamatorie contro Mohammad Hannoun, presidente
dell’Associazione Palestinesi d’Italia (API) e della Direttrice di InfoPal
Angela Lano, ora è tutto molto più chiaro.
Vi è un attacco diretto all’attivismo per i diritti umani e del per il diritto
all’autodeterminazione del popolo palestinese, con il fine di perseguitare,
criminalizzare e demonizzare tutti gli attivisti nel mondo – specialmente in
Europa e USA – appartenenti ai movimenti di solidarietà con il popolo
palestinese e la sua resistenza contro l’occupazione militare belligerante
sionista e del sistema d’apartheid razzista e coloniale che l’entità sionista
d’Israele mette in atto.
E’ ormai chiaro che si vuole zittire la “parola scomoda” che rivela al mondo il
genocidio a Gaza e la repressione sistematica in Cisgiordania. E’ la “parola
scomoda” che afferma ciò che i media mainstream non dicono e denuncia ciò che la
hasbara israeliana continua a far credere influenzando anche i più alti piani
delle istituzioni europee.
E’ la “parola scomoda” che ha un’altra vibrazione: come direbbe il grande Andrea
Camilleri, “Le parole che dicono la verità hanno una vibrazione diversa da tutte
le altre”.
InfoPal ha parole che vibrano di verità. InfoPal, che più di tutti è stato
segnato da questa vicenda, in questi anni ha sempre mantenuto salda la sua
posizione: testimoniare ciò che avviene in Palestina, stando lontano dalle
veline delle agenzie stampa occidentali le cui notizie vengono filtrate da
Washington con l’obiettivo di creare una narrazione in linea con il doppio
standard occidentale, con il doppiopesismo in base ai fatti del momento, e con
il fine di mostrare un “Occidente aureo” in un mondo di “barbari”. InfoPal ha
sempre respinto la narrazione mainstream occidentale fortemente insidiata da
stereotipi eurocentrici, razzisti, neocoloniali, islamofobici e suprematisti
bianchi, cercando di dare una voce altra sui fatti, dimostrando che spesso – in
termini di guerra, occupazione, massacri, genocidi, stermini, invasioni – è
proprio stato il tanto, ieri come oggi, il decantanto “Occidente di pace” a
commettere “barbarie” in nome del proprio modello economico di sviluppo, di
produzione e di consumo.
E’ stato il tanto decantato “Occidente civilizzatore” ad essere un nemico della
pace proprio in nome del capitalismo e dell’imperialismo, contro ogni rispetto
per le culture, le società, i popoli e le visioni altrui nel mondo.
InfoPal, media-partner di Pressenza Italia, ha sempre messo in pratico un
giornalismo decolonizzato sulla Palestina e sul Medioriente, mettendo al centro
l’importanza di difendere i diritti umani, di sostenere le resistenze dei popoli
(con la prerogativa che siano le loro e non di qualcun altro), di garantire la
vivibilità nei Paesi del mondo secondo le proprie culture, difendendo
soprattutto il pluralismo nell’informazione. La Redazione di InfoPal NON non ha
rapporti di lavoro o di collaborazione con partiti, movimenti, organizzazioni
politiche o religiose, italiane o straniere, siti, blog, agenzie italiane o
straniere.
InfoPal – regolarmente iscritta a registro stampa presso il Tribunale Ordinario
di Genova n.13/2006 in data 27/04/2006 – è un’agenzia stampa online che pubblica
notizie e informazioni culturali, politiche e sociali sulla Palestina, dirette
al mondo della comunicazione giornalistica, della politica, della cultura e
dell’associazionismo italiani, a redazioni di quotidiani, riviste, radio e tv,
sindacati e partiti, amministrazioni pubbliche e ai semplici navigatori. Si
propone di perseguire esclusivamente fini di solidarietà e informazione
socio-culturale consistenti nella promozione e la tutela dei diritti civili e
politici del popolo palestinese. Il fine è quello di offrire un servizio
d’informazione sulla situazione del popolo palestinese in patria e all’estero,
attraverso notizie, inchieste, studi, report, articoli tematici, dati, ricerche,
testimonianze giornaliere e documentate in merito al popolo palestinese. Si
occupa anche di organizzare eventi, manifestazioni culturali, incontri,
seminari, mostre e scambi di natura socio-culturale-sanitaria (attraverso
programmi di cooperazione decentrata) aventi come tema la Palestina e i suoi
abitanti.
Per questo motivo, in quanto sito da sempre completamente autofinanziato,
InfoPal ha inaugurato una campagna di raccolta fondi per finanziare i lavori
della propria redazione. La raccolta fondi è lecita e, diversamente da quanto
alcuni organi di informazione hanno scritto, non c’è alcuna violazione di quanto
disposto dalla magistratura, ma semplicemente una raccolta fondi per poter
continuare ad esercitare il diritto costituzionale di informazione (per
l’esercizio del quale Angela Lano non ha mai ricevuto alcun provvedimento
inibitorio).
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Lorenzo Poli