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Bologna, 5 novembre prossimo: Alessandro Banfi con Matteo Zuppi e Nello Scavo
NEL PROGRAMMA DEL FESTIVAL FRANCESCANO, IN COLLABORAZIONE CON LA LIBRERIA EDITRICE VATICANA, LA CASA DELLA PACE ORGANIZZA L’INCONTRO CON IL CURATORE DELL’ANTOLOGIA, INTITOLATA DISARMATA E DISARMANTE. LA PACE È UN DONO, CHE RACCOGLIE GLI INTERVENTI E DISCORSI DI LEONE XIV NEL SUO PRIMO ANNO DI PONTIFICATO. Sui temi della pace e del rifiuto della guerra in qualsiasi forma che 267º papa della Chiesa cattolica, eletto e nominato l’8 maggio 2025, Alessandro Banfi dialogherà insieme al cardinale Matteo Zuppi e al giornalista di Avvenire, Nello Scavo. DISARMATA E DISARMANTE La pace è un dono – Fin dal suo primo discorso in pubblico Papa Leone XIV ha posto la pace come tema decisivo per la Chiesa oggi. Questo libro presenta in maniera articolata, secondo un ordine strutturato, un itinerario nei discorsi e interventi di Papa Leone nel corso del primo anno di pontificato intorno al tema della ricerca della pace, del rifiuto della guerra, del rigetto del disarmo e delle soluzioni pacifiche nelle controversie internazionali. Un testo da leggere, rileggere e meditare per trovare nuove ragioni nell’impegno per la pace e contro ogni guerra. La partecipazione all’evento – in svolgimento a Bologna, giovedì 5 novembre nella Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano (Strada Maggiore 4) alle 18 – è gratuita e su prenotazione, con compilazione dell’apposito modulo online * https://www.festivalfrancescano.it/disarmata-e-disarmante/ in cui è anticipato e proposto: > In un mondo segnato da una “terza guerra mondiale a pezzi”, Papa Leone XIV > chiede che ciascuno faccia della pace la causa della propria vita. > > Perché la guerra non nasce solo nelle scelte dei potenti: comincia nel cuore > di ciascuno, quando si cede al risentimento, quando le parole alzano muri > invece di costruire ponti, quando la forza prende il posto del dialogo. > > Un incontro per riflettere sul disarmo come unica via per un futuro comune, e > sulla responsabilità che ciascuno di noi è chiamato ad assumere per costruire > la pace nella vita di ogni giorno. Redazione Italia
October 23, 2026
Pressenza
A Bologna sta per aprire una “Casa della pace”
Riceviamo e pubblichiamo dalla Agenzia DIRE di Bologna A Bologna sta per aprire una “Casa della pace”, un luogo fisico dove parlare (appunto) di pace e organizzare iniziative. L’8 giugno sulla Basilica dei Santi Bartolomeo e Gaetano di Strada Maggiore, proprio sotto le Due torri, sarà svelata l’intestazione che dà avvio al progetto: un logo stilizzato della Basilica con la scritta “Casa della pace”. Incontro, dialogo e nonviolenza le sue ‘caratteristiche’. Non a caso questa è la location del ciclo di incontri lanciato nelle scorse settimane “per non rassegnarsi alla guerra e fare comunità”: una rassegna diffusa fino ad ottobre da promossa dal Portico della pace, Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani), Antoniano, associazione Papa Giovanni XXIII, Centro missionario diocesano, Cnesc, Operazione Colomba e Percorsi di pace con l’ultima ‘tappa’ appunto nella nascente “Casa della pace”. Ma intanto ci si mette avanti: già pronto il sito, con il countdown che segna quanto manca alla data di ‘apertura’ e già pronta la prima iniziativa, sempre l’8 giugno un incontro per presentare la Nota pastorale della Cei “Educare ad una pace disarmata e disarmante” con don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio pastorale della Cei e l’introduzione del parroco, monsignor Stefano Ottani. Poi la presentazione del manifesto “Bologna città della nonviolenza e pace attiva” proposto da “Onde di coscienza”, un gruppo di obiettori di coscienza che hanno svolto l’anno di volontariato sociale tra la fine degli anni ’80 a tutti gli anni ’90 alla Caritas di Bologna e che si sono riuniti a distanza di anni per parlare di pace (la loro prima iniziativa, un videomessaggio di appoggio alla prima Flottila). Ma sono coinvolti anche Portico della Pace, Pax Christi e Percorsi di pace. E’ “un’esperienza bellissima”, racconta Ottani parlando alla ‘Dire’. La Casa della pace sogna in grande, come dice Ottani, parte del progetto è l’idea di fare di Bologna la “capitale italiana della pace”. Intanto, nasce uno spazio fisico per riunirsi, incontrarsi, “per promuoversi vicendevolmente. “In questi mesi mi sono reso conto che a Bologna ci sono tantissime realtà che promuovono l’impegno per la pace, al punto da chiedermi se aggiungerne un ulteriore progetto, aiutasse o meno” ma proprio la ricchezza di proposte e l’entusiasmo che sostiene il progetto per la “Casa della pace” fanno ritenere a monsignor Ottani che non potrà che derivarne del bene. “Una Casa per incontrarsi e non per sovrapporsi, per creare e non per avere delle esclusive: è davvero un progetto molto interessante” in cui lo stesso concetto di ‘casa’ deve avere un peso specifico. “Non è una associazione con un presidente, non è un movimento con leader, ma deve essere un luogo in cui ci si sente a casa, in cui ognuno è accolto ed è anche responsabile delle proprie idee e iniziative. Io penso in questo senso- continua Ottani- ad una collaborazione ampia, con taglio ecclesiale, vorrei dire evangelico, ma senza alcuna preclusione per ideologie differenti e religioni diverse perchè la pace si fa incontrandosi e dialogando. Anche per questo parliamo di ‘apertura’ della Casa e speriamo che resti aperta”. Redazione Italia
May 22, 2026
Pressenza