Proposta di legge elettorale: l’Audizione di Carteinregola in Commissione Affari Costituzionali
Il 19 maggio 2026 l’Associazione elettorale è stata audita nell’ambito
dell’esame delle proposte di legge C. 157 Magi, C. 2236 Pavanelli, limitatamente
all’articolo 5, e C. 2822 Bignami, recanti «Disposizioni in materia di elezioni
della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica», nel gruppo delle
associazioni di cui facevano parte anche ARCI nazionale e ACLI nazionale.
Riportiamo il testo dell’intervento di Carteinregola e i link per scaricare gli
interventi delle altre associazioni e quelle dei costituzionalisti che spesso
hanno partecipato alle nostre iniziative: Gaetano Azzariti, professore di
diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Roma «Sapienza»,
Enrico Grosso, professore di diritto costituzionale presso l’Università degli
Studi di Torino, Francesco Pallante, professore di diritto costituzionale presso
l’Università degli Studi di Torino, Massimo Villone, professore emerito di
diritto costituzionale presso l’Università di Napoli «Federico II». Nella
sezione Legge elettorale 2026 – Cronologia e materiali sono presenti i materiali
di tutte le audizioni.
SCARICA Atto Camera: 2822
La registrazione dell’audizione sulla web tv della Camera Legge elettorale –
Azzariti, Clementi, Caruso, Grasso, Violini, professori; Carte in Regola, ACLI,
ARCI, associazioni Intervento Carteinregola a 1h 43′ ca da inizio
Scarica Memoria ACLI, Memoria ARCI Memoria Azzariti Memoria Villone, Memoria
Pallante, Memoria Grosso
scarica Memoria The Good Lobby per il voto ai fuori sede
TESTO INTERVENTO ASSOCIAZIONE CARTEINREGOLA ALL’AUDIZIONE INFORMALE DEL 19
MAGGIO 2026 PRESSO LA COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI NELL’AMBITO DELL’ESAME
DELLE PROPOSTE DI LEGGE C. 157 MAGI, C. 2236 PAVANELLI, LIMITATAMENTE
ALL’ARTICOLO 5, E C. 2822 BIGNAMI, RECANTI «DISPOSIZIONI IN MATERIA DI ELEZIONI
DELLA CAMERA DEI DEPUTATI E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA»
Egregio Presidente, Illustri Onorevoli,
desidero ringraziarvi per aver invitato l’Associazione di cui sono Presidente,
Carteinregola, all’Audizione informale nell’ambito dell’esame dei progetti di
legge riguardanti “Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica”, un tema molto importante per la
cittadinanza e per la nostra democrazia.
Carteinregola è un’associazione di cittadini attivi senza connotazioni
partitiche, nata 13 anni fa principalmente con l’obiettivo della promozione
della trasparenza e della partecipazione, e per il monitoraggio delle norme che
riguardano la tutela del patrimonio collettivo, i diritti e la qualità della
vita dei cittadini.
Il nostro intervento non tratterà aspetti tecnici e giuridici, che altri
relatori hanno già affrontato e affronteranno con competenza e profondità, ma
intende osservare la proposta di legge dal punto di vista della trasparenza e
della partecipazione dei cittadini e delle cittadine, che sono chiamati a
eleggere i propri rappresentanti, un punto di vista che in democrazia deve
essere ostinatamente preservato.
Il progressivo aumento dell’astensionismo è un dato allarmante, che dovrebbe
far preoccupare chiunque abbia a cuore le sorti della democrazia in Italia, di
cui il voto della cittadinanza è il fondamento e la condizione essenziale.
I dati sull’affluenza ci dicono che siamo passati dal 92% nel 1948, all’83% nel
2006, al 73% nel 2018 e al 64% nel 2022. Una flessione assai preoccupante.
Per quanto questa tendenza sia la conseguenza di più fattori, resta
indiscutibile che il dato rifletta un progressivo allontanamento delle persone
dalla politica, soprattutto dai partiti, una manifestazione della sfiducia di
una grossa fetta dell’elettorato nella possibilità che il proprio voto possa
contribuire alla costruzione di una società che rispecchi le sue aspirazioni.
Da anni in Italia si motivano le numerose modifiche delle leggi elettorali,
così come anche questo Disegno di legge 2822 di cui oggi parliamo, con
l’esigenza di “governabilità”, di “stabilità”. Come già osservato anche in
questa sede da voci autorevoli di cui condividiamo molti punti di vista, la
“stabilità”, ammesso che questo disegno di legge possa assicurarla, non può
essere a discapito della rappresentanza, fondamento della nostra democrazia e
della Costituzione italiana.
Privare le cittadine e i cittadini della possibilità di dare la propria
preferenza a chi si candida, imponendo scelte calate dall’alto dai vertici
dei partiti; moltiplicare candidature che spesso non hanno alcun rapporto con
i territori; mandare in Parlamento percentuali di eletti che non rispecchiano
le percentuali dei voti espressi dall’elettorato; ridimensionare il ruolo del
parlamento con il continuo ricorso ai decreti-legge spesso convertiti
attraverso la fiducia; sono tutti aspetti che fanno sì che la cittadinanza
percepisca il parlamento come un consesso di personaggi che poco hanno a che
fare non solo con le loro scelte elettorali, ma anche con le loro vite e con i
loro problemi.
La sorprendente partecipazione al referendum sulla riforma costituzionale
della magistratura, un referendum su un tema assai complesso, con connotazioni
tecniche incomprensibili ai più e che fino a meno di tre mesi dalla data della
consultazione era rimasto fuori dai radar dell’informazione, ha dimostrato che
la crescita dell’ astensionismo non è un ineluttabile fenomeno del nostro
tempo, ma che al contrario, quando sono in ballo valori costituzionali assai
sentiti dall’elettorato, anche da quello più giovane, le persone rispondono e
si mobilitano.
Come Carteinregola ad ogni appuntamento elettorale, con il nostro gruppo di
lavoro, Laboratorio per una politica trasparente e democratica, cerchiamo di
promuovere una approfondita informazione sulle modalità del voto, sui programmi
elettorali di ogni partito – mettendo a confronto le proposte sui temi di cui
ci occupiamo -, sulle liste e sui profili di chi si candida (nel Lazio),
sollecitando candidati e partiti a impegnarsi a loro volta per la
partecipazione dei cittadini, non solo in occasione del voto ma sempre, con una
presenza costante sui territori, rendendo le campagne elettorali solo il
passaggio di un percorso.
Ci stiamo impegnando per far conoscere anche questo Disegno di legge elettorale
2822, perché solleva temi che a nostro avviso meriterebbero un dibattito
assai più importante e diffuso, mentre finora sono rimasti in un ambito
strettamente parlamentare o partitico. Le principali fonti di informazione, se
ne parlano, si soffermano soprattutto sulle contrapposizioni tra maggioranza
e opposizione, senza spiegare i contenuti del provvedimento. Ma senza un
adeguato dibattito pubblico sui provvedimenti che si adottano, non si avranno
elettrici ed elettori consapevoli, capaci di comprendere le ricadute per la
nostra democrazia di quanto si sta apparecchiando.
Venendo alla proposta di legge, il nostro primo rilievo riguarda il momento
scelto per l’approvazione di una legge elettorale. Come altri hanno già
osservato, non si può approvare una legge elettorale che cambia le regole, a
meno di un anno dalle consultazioni elettorali. E’ una prassi irrispettosa delle
istituzioni e degli elettori.
Entrando nel merito, ponendoci dal punto di vista della cittadinanza
condividiamo anche molte delle obiezioni mosse al DDL da altre autorevoli
persone audite.
Quale rappresentanza
Come ricordato da alcuni interventi che ci hanno preceduto, il valore primario
della legge elettorale in un sistema parlamentare è l’effettiva rappresentatività
dell’assemblea rappresentativa, non la stabilità governativa. Questo disegno di
legge a nostro avviso comprime ulteriormente la rappresentanza, con il “premio
di governabilità, definito giustamente “abnorme”, dato che può produrre
artificialmente maggioranze che non riflettono le scelte dell’elettorato,
creando un evidente squilibrio tra i voti raccolti da partiti e schieramenti
nelle urne e i seggi attribuiti alla Camera e al Senato.
Il diritto di scegliere i propri rappresentanti
Suscita in noi grande preoccupazione la scelta, che continua ad essere operata
anche in questa proposta di legge, delle liste bloccate. “L’elettore può
esprimere il proprio voto solo in favore di una lista di partito”, da sola o
incoalizione con altre, “su una scheda dove sono già prestampati i nomi dei
candidati delle liste” di collegio, con il blocco dei candidati sulle liste
circoscrizionali per l’attribuzione del premio. Persone candidate scelte dai
partiti e imposte all’elettorato, facendo venir meno il rapporto, che dovrebbe
essere necessario, tra elettore ed eletto.
Distorsioni accentuate dalla possibilità per chi si candida di presentarsi in
più collegi. Infatti la proposta prevede che “sono confermate le
pluricandidature: il medesimo candidato può presentarsi nelle liste
circoscrizionali per l’assegnazione del premio e, contemporaneamente, in fino a
cinque liste di collegio plurinominale”. Ciò significa che il seggio, al quale
l’elettore pensa di aver contribuito con il suo voto, potrà essere assegnato a
una figura diversa da quella indicata nella scheda.
Il “premierato mascherato”
Altro elemento di preoccupazione è la richiesta di indicare nel programma
elettorale il nome del candidato proposto come Presidente del Consiglio.
Concordiamo con chi l’ha definito “premierato mascherato” e con chi ha
giustamente osservato che “le elezioni servono a eleggere il Parlamento, non il
Governo”.
Non bisogna temere il pluralismo
In questi anni abbiamo assistito all’approvazione di leggi che a nostro avviso
scardinano principi costituzionali, come l’Autonomia Regionale Differenziata,
contro cui la nostra associazione si batte da tempo, ma anche come la riforma
costituzionale della magistratura, fallita grazie al referendum, riforme
blindate dalla maggioranza, senza alcun confronto con le opposizioni.
Vediamo in questa proposta di legge elettorale un ulteriore slittamento verso
un sistema che, oltre a comprimere una effettiva rappresentanza, annulla il
necessario pluralismo: il parlamento dovrebbe riflettere l’articolazione delle
opinioni politiche del corpo elettorale ed essere sede di dialogo e di confronto
tra tutte le forze politiche, nella misura in cui rappresentano parti
dell’elettorato, non un agone dove prevale una maggioranza creata
artificialmente.
Questa proposta di legge quindi, a nostro parere, non è migliorativa di nessuno
degli aspetti critici che riguardano i diritti dei cittadini e il rapporto fra
chi vota e chi viene eletto o eletta.
Sarebbe auspicabile che le forze politiche ne fermassero l’iter e avviassero
una riflessione ampia e condivisa.
Chiediamo di restituire alle cittadine e ai cittadini la possibilità di
scegliere chi li rappresenterà e di sapere a chi danno il voto.
Chiediamo di riaprire le porte del confronto politico, non solo nei consessi
ristretti dei partiti, o nei salotti televisivi, o negli happening elettorali,
ma di riportarlo nei territori, tra le persone, con uno scambio che non
teme critiche.
Chiediamo di favorire la partecipazione al voto, con un’informazione trasparente
e facilmente accessibile sui programmi e sulle persone candidate, abbandonando
la narrazione che mette al centro della scena solo i leader e i ping pong sul
fatto del giorno.
Infine ci uniamo alle associazioni che da anni portano avanti proposte sul
tema, per chiedere un impegno per rendere effettivo il diritto di voto anche
per i cosiddetti “fuori sede”, un diritto che riguarda molte categorie che per
lavoro o per esigenze personali vivono lontani dal luogo di residenza, ma che
riguarda soprattutto i giovani, cui spetta farsi parte attiva nelle scelte
per il futuro del nostro Paese e raccogliere il testimone dei valori che ci
sono stati tramandati, a cominciare da quelli della nostra Costituzione.
Associazione Carteinregola
Anna Maria Bianchi, Presidente
con Isabella Pierantoni
Roma, 19 maggio 2026
Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com