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FERMIAMO INSIEME L’AVIGLIANA-ORBASSANO: VERSO LA MARCIA NO TAV DEL 3 OTTOBRE
Sabato 3 ottobre la Valsusa tornerà a marciare per dire no all’Avigliana-Orbassano, nuova tratta nazionale parte del più ampio progetto del Tav Torino-Lione. Anticipata al 2033 nonostante i ritardi sul versante francese, dal costo complessivo stimato oltre i 3 miliardi di euro e con una fase di cantiere dalla durata prevista di almeno 8 anni,l’Avigliana-Orbassano è una variante di tracciato su circa 24 km (di cui circa 17 km in galleria), la cui realizzazione avrebbe gravi ricadute sulla salute, l’economia e la vivibilità dei territori coinvolti. Ma non è la sola tratta nazionale a preoccupare, nella Valle che resiste: sul piatto ci sono anche l’ipotesi della riapertura dell’altoforno delle acciaierie Beltrame tra San Didero e Bruzolo, oltre che alle carenze ormai strutturali nella sanità pubblica, nei servizi di prossimità e nei trasporti. La marcia popolare del 3 ottobre diventa dunque l’occasione per rivendicare, a partire dall’esperienza della resistenza No Tav, l’opposizione alle politiche di sacrificio della Valsusa e la possibilità di un futuro costruito dal basso sulle necessità e aspirazioni reali del territorio. Ne parliamo con Alice, compagna dell’Assemblea Bassa Valle.
October 1, 2026
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Val Susa-San Didero: il rischio riapertura dell’acciaieria Beltrame
A inizio maggio 2026, il gruppo vicentino Acciaierie Beltrame ha presentato alla Città metropolitana di Torino un’istanza per avviare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) con un obiettivo preciso: rimettere in funzione il forno elettrico ad arco con colata continua dello stabilimento di San Didero. L’impianto, chiuso ormai da dodici anni, potrebbe tornare a produrre acciaio. Si parla di un investimento previsto di 40 milioni di euro, una capacità produttiva dichiarata di 800mila tonnellate all’anno e, secondo le prime comunicazioni aziendali, di 150 nuovi posti di lavoro in un territorio che negli ultimi dieci anni ha conosciuto soprattutto crisi, cassa integrazione e promesse tradite.  Con l’ex sindaca e cittadina di San Didero Loredana Bellone abbiamo parlato della storia dell’acciaieria ma anche del passato industriale della Val di Susa, tra mancate bonifiche, nocività e licenziamenti.  Appuntamento venerdì 29 maggio alle 20:30 al Polivalente di San Didero per parlare dell’eventualità della riapertura, delle preoccupazioni e dell’opposizione che si sta creando al progetto.
A inizio maggio 2026, il gruppo vicentino Acciaierie Beltrame ha presentato alla Città metropolitana di Torino un’istanza per avviare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) con un obiettivo preciso: rimettere in funzione il forno elettrico ad arco con colata continua dello stabilimento di San Didero. L’impianto, chiuso ormai da dodici anni, potrebbe tornare a produrre acciaio. Si parla di un investimento previsto di 40 milioni di euro, una capacità produttiva dichiarata di 800mila tonnellate all’anno e, secondo le prime comunicazioni aziendali, di 150 nuovi posti di lavoro in un territorio che negli ultimi dieci anni ha conosciuto soprattutto crisi, cassa integrazione e promesse tradite. https://www.notav.info/post/il-ritorno-del-forno-elettrico-ad-arco-a-colata-continua-il-sospetto-di-non-valere-nulla/ Con l’ex sindaca e cittadina di San Didero Loredana Bellone abbiamo parlato della storia dell’acciaieria ma anche del passato industriale della Val di Susa, tra mancate bonifiche, nocività e licenziamenti. Appuntamento venerdì 29 maggio alle 20:30 al Polivalente di San Didero per parlare dell’eventualità della riapertura, delle preoccupazioni e dell’opposizione che si sta creando al progetto.
May 21, 2026
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