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Khandwala: fanno il deserto, lo chiamano decoro
A due anni dallo sgombero del Silos di Trieste, KhandwAlarm convoca una giornata pubblica di memoria e condivisione. Sabato 21 giugno, a partire dalle ore 16:00 in Piazza Libertà, si terrà l’iniziativa “Khandwala: fanno il deserto, lo chiamano decoro”, aperta a tutta la città. La logica che ha prodotto lo sgombero del Silos non si è esaurita con quell’episodio. Dal Silos ai magazzini del Porto Vecchio, dalle attese davanti alla Questura alla recinzione di Piazza Libertà, il trattamento riservato alle persone in movimento a Trieste segue una linea di continuità: renderne invisibile la presenza, trattarla come un problema di ordine pubblico e di decoro, sottraendola ai percorsi che dovrebbero invece garantire tutela e diritti. Gli sgomberi non risolvono l’abbandono. Quando una persona viene allontanata da un edificio resta comunque senza un posto sicuro, senza risposte, senza accesso effettivo alle procedure che la legge prevede. Nel 2025 gli spazi del Silos sono stati occupati dal Cirque du Soleil, nel 2026 si moltiplicano gli sgomberi dei magazzini del Porto Vecchio, ma continuano a non venir date alternative. La giornata sarà occasione per ricordare cosa è stato il Silos e cosa ha rappresentato, per nominare le responsabilità politiche e istituzionali, per condividere pratiche di lotta e ribadire con chiarezza che nessuno sgombero può essere una soluzione. Il programma del 21 giugno Ore 16:00 – Interventi di Linea d’Ombra, ICS, Fornelli Resistenti, KhandwAlarmOre 17:00 – Attività ludiche e artistiche: capoeira e danze resistentiA seguire – Musica e merenda condivisa Cos’è KhandwAlarm? KhandwAlarm prende il nome dal termine pashto khandwala – “casa rotta” – con cui vengono comunemente indicati i magazzini del Porto Vecchio di Trieste, strutture adiacenti alla stazione da anni abitate da persone in movimento e richiedenti asilo in attesa di un’accoglienza dignitosa. Nato come risposta alle falle strutturali del sistema di accoglienza italiano e alle lungaggini burocratiche per l’ottenimento del permesso di soggiorno, KhandwAlarm vuole lanciare un allarme sulla sistematica violazione dei diritti umani e sulla quotidiana disumanizzazione delle persone in movimento. Contatti: ig: @khandwalarm mail: silos@riseup.net Redazione Friuli Venezia Giulia
June 20, 2026
Pressenza
Comunicato dei Fornelli Resistenti di Bassano del Grappa
Noi “Fornelli Resistenti” di Bassano del Grappa siamo un gruppo spontaneo di cittadini impegnati nel sostegno ai migranti in transito a Trieste e abbiamo iniziato con questa attività di volontariato all’inizio del 2025. Siamo un gruppo informale, orizzontale, plurale e trasversale per età, genere, provenienza, professioni svolte. Chi partecipa lo fa per spirito di solidarietà e di servizio, mosso esclusivamente dal desiderio di agire per il bene di persone in difficoltà. Operiamo nella convinzione che solidarietà, accoglienza e tutela dei diritti umani siano valori fondamentali di una società civile. Non siamo soli: ci sono altri 65 gruppi in tutta italia che, come noi, sono entrati in contatto con l’associazione Linea d’Ombra, animata da Lorena Fornasir e Gianandrea Franchi, impegnata nella prima accoglienza dei migranti e promotrice dell’esperienza dei “Fornelli Resistenti”. A Bassano il gruppo si è formato in seguito agli stimoli del Cammino di Pace, in cui i rappresentanti di Linea d’Ombra erano ospiti e hanno portato la loro testimonianza, raccontando cos’è la rotta balcanica e cosa succede a Trieste da alcuni anni. All’inizio eravamo una decina di persone. Con il tempo la nostra rete si è allargata fino a coinvolgere oggi quasi cento persone. Una volta al mese ci organizziamo per raggiungere Trieste e portare una cena calda e un pranzo al sacco ai migranti in transito. C’è chi cucina, chi mette a disposizione la propria auto per il viaggio e chi contribuisce economicamente attraverso piccole collette o donazioni nate anche in occasioni private, come compleanni o feste. Le uscite a Trieste sono occasioni di condivisione, relazione, impegno e soprattutto servizio, nel segno della solidarietà. Il gruppo è composto da persone di tutte le età, anche minori. Alle uscite, assieme a noi, partecipano spesso gruppi giovanili, classi degli istituti del territorio, oltre a diversi gruppi ecclesiali. In moltissime occasioni, durante la nostra uscita mensile, gruppi di giovani accompagnati dai loro insegnanti o educatori hanno partecipato, distribuito cibo, chiacchierato con i migranti. La distribuzione avviene in Piazza della Libertà a Trieste, di fronte alla stazione ferroviaria, luogo ormai conosciuto come “piazza del mondo”. Ogni sera, attorno alle 19, la piazza si riempie di persone migranti arrivate dopo viaggi lunghissimi attraverso la rotta balcanica. Si tratta di persone provenienti da varie parti dell’Asia, che hanno percorso migliaia di chilometri a piedi, affrontando violenze, pericoli e privazioni. Molti arrivano provati dalla fatica del viaggio, alcuni necessitano di cure mediche, molti sono giovani, talvolta anche tra loro ci sono dei minori. I migranti accolti a Trieste non sono clandestini né irregolari. Dopo aver attraversato il confine sloveno vengono identificati e registrati presso la Questura di Trieste, dove vengono avviate le procedure per la richiesta di asilo politico o di protezione internazionale ed è durante l’attesa dei documenti che alcuni di loro rimangono nell’area del porto vecchio e frequentano “la piazza del mondo”. Per molti Trieste rappresenta solo una tappa: alcuni desiderano raggiungere il Nord Europa, soprattutto la Germania, altri invece resteranno in Italia come richiedenti asilo o rifugiati, alcuni probabilmente dovranno tornare indietro. L’accoglienza dei “Fornelli Resistenti” vuole offrire, anche solo per qualche ora, un gesto semplice di umanità e vicinanza. Il senso del nostro andare a Trieste è proprio quello di curarsi di coloro che ne hanno bisogno. Alcuni di noi si appellano all’articolo 2 della Costituzione (“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”), altri si richiamano al Vangelo (“Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato” Mt 25), o ad entrambi. Ma ciò che spinge tutti noi a dare questo piccolo ma significativo contributo è racchiuso in poche parole: AVERE CURA, occuparsi dell’umano, accogliere, fare ciò che per noi è poco, ma per loro è molto. Lo riteniamo un fatto culturale oltre che solidale. Troviamo che questo piccolo atto di cura sia un antidoto all’indifferenza e alla paura dell’altro che serpeggiano nella nostra società. È forse fuori dalla legge aiutare chi ne ha bisogno? Ci ostiniamo ad allargare lo sguardo, e crediamo fermamente che la presenza significativa di giovani, oltre che di intere famiglie, nelle nostre uscite a Trieste, contribuisca a creare una società più aperta e inclusiva, che riconosce la complessità, di cui fanno parte anche il dolore e la fatica dei migranti, e che educa tutti, adulti e non, ad agire per ciò che è giusto, colmando il vuoto abissale creato da chi lotta contro questo problema invece di provare davvero a gestirlo. Fornelli Resistenti Bassano Del Grappa. Redazione Friuli Venezia Giulia
May 20, 2026
Pressenza