Comunicato dei Fornelli Resistenti di Bassano del GrappaNoi “Fornelli Resistenti” di Bassano del Grappa siamo un gruppo spontaneo di
cittadini impegnati nel sostegno ai migranti in transito a Trieste e abbiamo
iniziato con questa attività di volontariato all’inizio del 2025.
Siamo un gruppo informale, orizzontale, plurale e trasversale per età, genere,
provenienza, professioni svolte. Chi partecipa lo fa per spirito di solidarietà
e di servizio, mosso esclusivamente dal desiderio di agire per il bene di
persone in difficoltà. Operiamo nella convinzione che solidarietà, accoglienza e
tutela dei diritti umani siano valori fondamentali di una società civile.
Non siamo soli: ci sono altri 65 gruppi in tutta italia che, come noi, sono
entrati in contatto con l’associazione Linea d’Ombra, animata da Lorena Fornasir
e Gianandrea Franchi, impegnata nella prima accoglienza dei migranti e
promotrice dell’esperienza dei “Fornelli Resistenti”. A Bassano il gruppo si è
formato in seguito agli stimoli del Cammino di Pace, in cui i rappresentanti di
Linea d’Ombra erano ospiti e hanno portato la loro testimonianza, raccontando
cos’è la rotta balcanica e cosa succede a Trieste da alcuni anni.
All’inizio eravamo una decina di persone. Con il tempo la nostra rete si è
allargata fino a coinvolgere oggi quasi cento persone. Una volta al mese ci
organizziamo per raggiungere Trieste e portare una cena calda e un pranzo al
sacco ai migranti in transito. C’è chi cucina, chi mette a disposizione la
propria auto per il viaggio e chi contribuisce economicamente attraverso piccole
collette o donazioni nate anche in occasioni private, come compleanni o feste.
Le uscite a Trieste sono occasioni di condivisione, relazione, impegno e
soprattutto servizio, nel segno della solidarietà.
Il gruppo è composto da persone di tutte le età, anche minori. Alle uscite,
assieme a noi, partecipano spesso gruppi giovanili, classi degli istituti del
territorio, oltre a diversi gruppi ecclesiali. In moltissime occasioni, durante
la nostra uscita mensile, gruppi di giovani accompagnati dai loro insegnanti o
educatori hanno partecipato, distribuito cibo, chiacchierato con i migranti. La
distribuzione avviene in Piazza della Libertà a Trieste, di fronte alla stazione
ferroviaria, luogo ormai conosciuto come “piazza del mondo”. Ogni sera, attorno
alle 19, la piazza si riempie di persone migranti arrivate dopo viaggi
lunghissimi attraverso la rotta balcanica.
Si tratta di persone provenienti da varie parti dell’Asia, che hanno percorso
migliaia di chilometri a piedi, affrontando violenze, pericoli e privazioni.
Molti arrivano provati dalla fatica del viaggio, alcuni necessitano di cure
mediche, molti sono giovani, talvolta anche tra loro ci sono dei minori.
I migranti accolti a Trieste non sono clandestini né irregolari. Dopo aver
attraversato il confine sloveno vengono identificati e registrati presso la
Questura di Trieste, dove vengono avviate le procedure per la richiesta di asilo
politico o di protezione internazionale ed è durante l’attesa dei documenti che
alcuni di loro rimangono nell’area del porto vecchio e frequentano “la piazza
del mondo”. Per molti Trieste rappresenta solo una tappa: alcuni desiderano
raggiungere il Nord Europa, soprattutto la Germania, altri invece resteranno in
Italia come richiedenti asilo o rifugiati, alcuni probabilmente dovranno tornare
indietro.
L’accoglienza dei “Fornelli Resistenti” vuole offrire, anche solo per qualche
ora, un gesto semplice di umanità e vicinanza. Il senso del nostro andare a
Trieste è proprio quello di curarsi di coloro che ne hanno bisogno. Alcuni di
noi si appellano all’articolo 2 della Costituzione (“La Repubblica riconosce e
garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle
formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento
dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”), altri si
richiamano al Vangelo (“Perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho
avuto sete e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi
avete vestito, malato e mi avete visitato” Mt 25), o ad entrambi.
Ma ciò che spinge tutti noi a dare questo piccolo ma significativo contributo è
racchiuso in poche parole: AVERE CURA, occuparsi dell’umano, accogliere, fare
ciò che per noi è poco, ma per loro è molto. Lo riteniamo un fatto culturale
oltre che solidale. Troviamo che questo piccolo atto di cura sia un antidoto
all’indifferenza e alla paura dell’altro che serpeggiano nella nostra società. È
forse fuori dalla legge aiutare chi ne ha bisogno?
Ci ostiniamo ad allargare lo sguardo, e crediamo fermamente che la presenza
significativa di giovani, oltre che di intere famiglie, nelle nostre uscite a
Trieste, contribuisca a creare una società più aperta e inclusiva, che riconosce
la complessità, di cui fanno parte anche il dolore e la fatica dei migranti, e
che educa tutti, adulti e non, ad agire per ciò che è giusto, colmando il vuoto
abissale creato da chi lotta contro questo problema invece di provare davvero a
gestirlo.
Fornelli Resistenti Bassano Del Grappa.
Redazione Friuli Venezia Giulia