Scuola Allievi Carabinieri al Polo Tecnico Professionale “Righi-Boccioni-Fermi” di Reggio Calabria
Il Polo Tecnico Professionale “Righi-Boccioni-Fermi” di Reggio Calabria ha
organizzato, nello scorso aprile per le classi del quinto anno, un incontro con
la Scuola Allievi Carabinieri della città. La segnalazione, arrivata con una
circolare della scuola all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole
e delle università, riguardava un’attività con scopi e intenti impegnativi
(https://www.righiboccionifermi.edu.it/circolare/incontro-didattico-presso-la-scuola-allievi-carabinieri-di-reggio-calabria/).
La nota interna rivolta a studenti, studentesse e insegnanti richiamava
argomenti che molti istituti superiori ritengono non prescindibili, a livello
didattico, ovvero gli strumenti, le tecniche atti a dar corpo ai curricula di
Educazione Civica, alla Formazione Scuola Lavoro, e propedeutici alla
preparazione per l’esame di maturità. Dunque, compiti educativi – in primis –
rivolti ad alunni e alunne maggiorenni con pieno godimento dei diritti a
partecipare all’attività civica e politica della Repubblica.
In cosa consistano questi compiti di “innovazione didattica” (sic, come si
specifica i vari documenti ministeriali), propri della funzione-docente, lo si
evince dal riferimento, specificato nella circolare dell’ufficio di dirigenza
dell’istituto, alla cultura della legalità, al principio della difesa nazionale
come obbligazione etica di ciascun cittadino. Trovano quindi rilievo le
“tematiche di rilevanza sociale” che non fatichiamo a individuare nei temi del
rispetto delle differenze di genere, del bullismo in tutte le sue forme,
dell’obbedienza alle regole anche quando in contrasto con la coscienza
personale, dunque illegittime seppur formalmente legali.
Del resto, con buona pace dell’autonomia scolastica, i dirigenti sempre più
stretti in una logica gerarchico-discendente e, paradossalmente manageriale,
non fanno che rispettare il protocollo che tre dicasteri, istruzione, difesa,
lavoro hanno firmato con le Forze Armate, diventati anche singoli accordi
formali con i diversi corpi dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica,
dell’Arma dei Carabinieri (clicca qui).
L’incontro in oggetto, immagino, sarà stato condotto da un ufficiale con la
presenza di allievi della scuola-accademia, insomma giovani esempio per altri
giovani, modello importante in un periodo storico in cui è proprio la gioventù a
essere criminalizzata, oggetto di misure repressive per qualsiasi espressione di
dissenso o per comportamenti considerati devianti, anticamera di futuri reati
(si vedano in proposito i recenti commenti di Vincenzo Scalia, sociologo del
diritto e della devianza presso l’Università di Firenze:
https://volerelaluna.it/autori/vincenzo-scalia/;
https://www.sinistrasindacale.it/; altri testate e siti on line).
La scuola allievi bandisce – con periodicità variabile – concorsi di ammissione
che prevedono, in alcuni casi, anche 3000 posti, per una ferma di 4 anni in cui
poter sviluppare arti militari, addestramento tecnico, attività volte al
conseguimento della prestanza fisica. Dopo il superamento della prova
concorsuale (test, elaborati scritti, esami orali) si può chiedere
l’arruolamento e svolgere la carriera mediante i concorsi interni.
Insomma, un esempio di attività lavorativa che può incoraggiare i giovani,
sempre più disorientati rispetto alle scelte future. I contenuti dell’incontro,
precisa ancora la nota interna della scuola, sono inoltre utili alla redazione
del capolavoro finale, da presentare all’esame di maturità insieme agli altri
crediti e da inserire nel curriculum dello studente. Il capolavoro è veramente
un capolavoro di manipolazione. Si tratta di autorappresentarsi con i propri
interessi, con le attività che si svolgono, con le proprie aspirazioni e,
soprattutto, competenze. Competenze oggi soprattutto digitali come recita
l’Ordinanza Ministeriale sul nuovo esame di maturità, attualmente oggetto di
consultazione da parte delle forze sociali
(https://www.mim.gov.it/-/ordinanza-ministeriale-n-54-del-26-marzo-2026).
Inutile sottolineare come il capolavoro diventi con il portfolio personale un
ghiotto magazzino di dati personali che potranno esser usati dai soliti
predatori in piattaforma. Sul sito della scuola la voce relativa alla
descrizione del contesto è desolante. Il polo situato in zona semiperiferica
accoglie alunni di provenienza sociale marginale, fino a forme di notevole
pauperizzazione. Del resto, è un dato comune ad ampie aree urbanizzate e a siti
rurali della Calabria. Forse, l’impegno per trovare sbocchi lavorativi ai propri
alunni è giustificata ma, la realtà è ben più amara e a poco vale forzare
percorsi di scuola-lavoro, il lavoro non c’è. Ecco dove arrivano i corpi delle
Forze Armate con i loro incontri orientativi: offerte di impiego futuro di fatto
obbligatoriamente orientati al servizio militare.
Qualche nota sulla intitolazione della scuola come faccio spesso, chiedendomi
quanto gli studenti e le studentesse ne sappiano dei cognomi che appaiono nelle
intestazioni dei siti e dei documenti ufficiali. Cognomi associati, frutto degli
sconsiderati accorpamenti fra istituti (il Polo in questione ha 950 alunni,65
classi!). Forse il meno noto è Augusto Righi, fisico e senatore del Regno
d’Italia. Più famoso Umberto Boccioni, il futurismo, il dinamismo, la velocità
come obiettivi e come forma di vita artistica e personale: il suo interventismo
nella Prima Guerra Mondiale sembrava frustrato dalla mancanza di un desiderato
sbocco eroico, la guerra era “una noia”. Ma il destino tenne in scacco l’artista
con un colpo imprevisto, la morte – non proprio eroica – a soli 33 anni per una
caduta durante un addestramento equestre. Di Enrico Fermi, ragazzo di Via
Panisperna, massone, premio Nobel nel 1938, sappiamo molto, magari di questi
tempi si tende a oscurare la sua compromissione con il fascismo e quella con la
ricerca statunitense che portò alla bomba atomica.
Renata Puleo, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università
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