Accordo tra Rheinmetall e Deutsche Telekom per uno “scudo di difesa” militare
Rheinmetall e Deutsche Telekom si uniscono per costruire uno “scudo di difesa”
contro i droni e gli atti di sabotaggio, dicendo di farlo per salvaguardare le
infrastrutture nazionali da probabili attacchi provenienti dalla Russia. Il
Paese con cui la Germania intratteneva da decenni rapporti commerciali stretti,
comprando petrolio e gas a prezzi contenuti, diventa in un batter d’occhio la
nazione nemica dalla quale guardarsi e difendersi e anche per questo decine di
notizie debitamente pettinate mettono in allarme l’opinione pubblica tedesca da
pericoli oggettivi provenienti dall’Est – a cui magari imputare le non brillanti
performances della economia renana.
Le due aziende non sono nuove a progetti di tipo militare: fin dal 2017 la
Telekom tedesca protegge infrastrutture critiche da droni non autorizzati,
essendo dotata delle infrastrutture necessarie per la loro intercettazione,
mentre, ad esempio, Rheinmetall lavora a un progetto simile per il Porto di
Amburgo dal dicembre 2025.
Del resto anche la notizia dell’accordo tra Rheinmetall e Deutsche Telekom non è
nuova ma risale all’autunno scorso, come si evince direttamente dal sito della
multinazionale di armi.[1] Tuttavia in questi giorni è stata ripresa dal
documentato portale “Analisi difesa”[2] e la riteniamo meritevole della massima
attenzione, poiché rappresenta un precedente che presto si presenterà anche in
Italia (ricordiamoci di quando un paio di estati fa, proprio nel nostro Paese, i
sistemi di arma israeliani sono stati utilizzati per prevenire registrazioni
“pirata” di concerti rock).
Da alcuni anni siamo davanti a un salto di qualità: tecnologie militari vengono
presentate come indispensabili per la salvaguardia dell’economia e delle
infrastrutture civili, dell’economia e dei posti di lavoro e, allo stesso tempo,
tecnologie civili iniziano a servire direttamente e in maniera estesa il
complesso militar-industriale. La vera notizia – e il motivo per cui abbiamo
deciso di scriverci sopra –, difatti, è l’utilizzo della rete mobile per il
sistema di controllo, ossia l’esistenza di una partnership strategica fra
un’impresa civile e una specificamente militare, quale è per l’appunto
Rheinmetall.
Il fatto che aziende controllate dalle istituzioni (lo Stato tedesco detiene
circa il 30% di Deutsche Telekom) siano parte attiva di progetti che un tempo
afferivano al settore militare è un vero e proprio salto di qualità, che
conferma come la tradizionale distinzione tra civile e militare sia ormai
completamente saltata. Deutsche Telekom, difatti, lavora direttamente a
un’operazione militare ricorrendo ai radiocomandi attraverso la radiofrequenza
(RF), dal momento che i sensori RF saranno installati sulle torri della
telefonia mobile. Uno dei primi risultati dell’economia di guerra, dunque, è che
le infrastrutture civili vengano messe a disposizione dell’apparato bellico.
In conclusione, l’evoluzione tecnologica è sempre più rapida e rende ininfluente
ogni dubbio etico e morale sull’utilizzo delle innovazioni, che avanzando a una
certa velocità impediscono anche al legislatore di riflettere a lungo sulle
norme da applicare: l’Intelligenza Artificiale, difatti, riduce i tempi dei
processi decisionali, ma ciò non equivale a una maggiore qualità delle scelte
politiche, bensì alla prontezza operativa. E se il confine tra civile e militare
è sempre più sottile diventa difficile cogliere la pericolosità di certi
processi: la mancanza di chiarezza sull’utilizzo delle tecnologie dual-use
(civili e militari allo stesso tempo) e sullo scopo reale della ricerca è un
oggettivo ostacolo alla loro regolamentazione. La competizione sull’innovazione
esistente fra i diversi Paesi, non per nulla, avviene all’insegna di chi applica
le minori restrizioni legislative.
A far quadrare il cerchio, come dicevamo, vi è la costante e reiterata
motivazione della minaccia interna ed esterna, che impone segretezza,
riservatezza delle informazioni, efficacia della azione preventiva e repressiva.
Detto in altri termini: meno si sa e meglio è per la “nostra sicurezza” e
perfino – a detta loro – per mantenere il nostro stile di vita.
[1] Rheinmetall, Press Release: Rheinmetall and Telekom plan to develop a drone
defence shield, 11th May 2026,
https://www.rheinmetall.com/en/media/news-watch/news/2026/05/2026-05-11-rheinmetall-and-telekom-are-collaborating-on-drone-defence-in-the-civilian-sector.
[2] Redazione Analisi Difesa, Rheinmetall e Deutsche Telekom svilupperanno uno
scudo di difesa anti droni, 15 Maggio 2026,
https://www.analisidifesa.it/2026/05/rheinmetall-e-deutsche-telekom-svilupperanno-uno-scudo-di-difesa-anti-droni/.
Federico Giusti, Emiliano Gentili, Osservatorio contro la militarizzazione delle
scuole e delle università
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