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Assistenza agli anziani: la proposta del Patto per la non autosufficienza per il bilancio 2027
La recente sentenza della Corte d’Assise di Arezzo,  che ha assolto una figlia quasi settantenne dall’accusa di aver ucciso la madre ultranovantenne da tempo malata di Alzheimer, ha ancora una volta  drammaticamente alzato il velo sulla dura vita di tanti caregiver lasciati  soli a sopportare le fatiche quotidiane della cura dei propri cari e il relativo carico psicologico. E, purtroppo, episodi tragici come questo si susseguono sempre più: un ottantenne che spara alla moglie affetta da Alzheimer e poi si ammazza o un padre che uccide un figlio disabile prima di togliersi la vita, sono la punta più estrema della disperazione e della profonda solitudine che avvolge le vite  di tanti caregiver familiari. Caregiver che restano tuttora  in attesa di un formale riconoscimento: sul disegno di legge di riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri caro sono iniziate nei giorni scorsi le votazioni in Commissione XII alla Camera.  Sono stati esaminati alcuni emendamenti presentati ai primi articoli, alcuni sono stati accantonati, mentre la maggior parte è stata respinta. Si prevede che per la fine di luglio la Commissione possa votare il testo, per poi procedere a settembre alla calendarizzazione in Aula e sperare che entro la fine dell’anno una legge attesa da decenni possa finalmente essere acquisita al nostro ordinamento: https://www.camera.it/leg19/126. Tuttavia, sono in tanti a nutrire perplessità nei confronti del provvedimento all’attenzione del Parlamento, a partire da quelle che attengono alla scarsità delle risorse e all’impegno assistenziale che i caregiver devono assicurare per ottenere i benefici economici (la convivenza anagrafica tra caregiver e assistito e un impegno di cura documentato di almeno 91 ore settimanali nei confronti di un familiare con disabilità gravissima). Benefici economici che comunque arriverebbe al massimo a 400 euro al mese, un importo che sarà ricalcolato ogni tre mesi, alla luce delle risorse disponibili e del numero effettivo di aventi diritto. Una situazione che potrebbe portare ad un misero beneficio di un euro l’ora per poco più di 50mila persone,  quelle che rispondono ai requisiti imposti dalla norma, ma che rappresentano però meno dell’1% della popolazione complessiva di 7 milioni di caregiver familiari in Italia, secondo le stime dell’Istat.  Anche se in tanti e da tempo sottolineano come il vero obiettivo della norma dovrebbe essere quello di assicurare quei diritti in grado di permettere ai caregiver di vivere, lavorare e partecipare alla società, diritti che si traducono  soprattutto nel riconoscimento dei contributi figurativi e nel diritto alla pensione. Relativamente alla non autosufficienza, il Patto per un nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza ha presentato di recente le proprie proposte per la prossima Legge di Bilancio 2027, delineando un percorso costruttivo per trasformare la riforma della non autosufficienza approvata nel 2023 in un cambiamento concreto per la vita dei cittadini. Le proposte del Patto individuano quattro interventi prioritari per superare le principali criticità dell’attuale sistema e costruire un welfare capace di garantire risposte più efficaci ed eque in tutto il Paese. Le proposte prevedono di: semplificare le procedure per permettere agli anziani e alle loro famiglie di ottenere assistenza e sostegni in modo rapido e semplice; introdurre una nuova domiciliarità pensata per anziani non autosufficienti, oggi assente in Italia; rafforzare l’assistenza residenziale, rendendola più accessibile, di maggiore qualità e con rette più eque per chi ne ha bisogno; sviluppare la nuova Prestazione Universale per la Non Autosufficienza, un contributo monetario calibrato sulle esigenze degli anziani e delle famiglie capace anche di incentivare il lavoro regolare di cura. L’assistenza agli anziani rappresenta oggi una delle maggiori sfide sociali dell’Italia, un fenomeno complesso che coinvolge circa 10 milioni di persone: tra i 4 milioni di anziani non autosufficienti, i loro familiari, i caregiver e gli operatori professionali. Una sfida destinata a crescere rapidamente: nei prossimi dieci anni gli ultraottantacinquenni, la fascia di popolazione con i bisogni assistenziali più elevati, aumenteranno di circa il 30%. “Siamo di fronte a un’urgenza sociale che tocca nel profondo il tessuto del nostro Paese, hanno sottolineato Cristiano Gori ed Eleonora Vanni, coordinatori del Patto. Oggi il peso dell’assistenza poggia in gran parte sulle spalle delle famiglie, che si trovano ad affrontare un sistema ancora frammentato e spesso distante dalle necessità quotidiane”. I dati attuali fotografano con chiarezza le fragilità del sistema: un anziano in Italia riceve mediamente solo 16 ore annue di assistenza domiciliare, a fronte delle 150 della Danimarca, mentre circa 270.000 persone si trovano in lista d’attesa per un posto in una struttura residenziale. A questo si aggiunge un peso burocratico spesso insostenibile, con le famiglie costrette ad affrontare mediamente 5 o 6 valutazioni diverse per accedere ai servizi, e un’indennità di accompagnamento che attende una riforma organica da ben 45 anni. “La Legge di Bilancio 2027 rappresenta l’occasione per dare piena attuazione alla riforma del 2023 e tradurla in un miglioramento concreto nella vita degli anziani non autosufficienti e delle loro famiglie, spiegano Cristiano Gori ed Eleonora Vanni. L’investimento richiesto per il 2027 di 1.047,8 milioni di euro costituisce il primo passo di un percorso triennale graduale e sostenibile. È un investimento volto a garantire servizi di qualità omogenei su tutto il territorio nazionale, ridurre le diseguaglianze territoriali e fare in modo che la riforma produca effetti concreti nella vita delle persone”. Qui la Proposta: https://www.forumterzosettore.it/files/2026/07/Proposta-del-Patto-27-16.07.26-DEF.pdf. Giovanni Caprio
July 25, 2026
Pressenza
La cura come campo di classe
di Mario Sommella (*)   Una parola contro i più fragili: la cura che si vorrebbe far pagare 1 – Il corpo non conosce burocrazia C’è un uomo in un letto. Ha l’Alzheimer, e da mesi non riconosce più i volti dei figli. Oppure è un giovane tetraplegico assistito a casa, il corpo immobile e la mente lucidissima. Oppure è una