Verso lo sciopero del 18 maggio, e a Roma con Saif Abukeshek e Maria Elena DeliaDa oltre due anni il mondo assiste a un genocidio senza precedenti contro la
popolazione civile palestinese. Migliaia di morti, di donne, bambini,
distruzione di ospedali, scuole, università, infrastrutture civili, milioni di
persone private di acqua, cibo, cure e sicurezza. Di fronte a tutto questo, i
governi occidentali continuano a garantire copertura politica, diplomatica e
militare allo Stato di Israele. Il governo italiano continua a mantenere
relazioni economiche, militari e strategiche senza mettere in discussione
complicità e responsabilità.
La mobilitazione reale, concreta, internazionale che ci ha visto protagonisti in
questi mesi deve continuare. Per questo rilanciamo lo sciopero USB del 18 maggio
come giornata di lotta contro la guerra, contro l’economia di guerra e contro la
complicità italiana nel genocidio del popolo palestinese. Scioperare oggi
significa anche rifiutare un modello economico e politico che investe miliardi
nelle spese militari mentre smantella salari, diritti sociali, sanità, scuola e
servizi pubblici.
La guerra esterna e la guerra interna contro lavoratori e diritti sociali sono
parte dello stesso disegno. Mentre aumentano precarietà e sfruttamento, crescono
anche repressione, decreti sicurezza e criminalizzazione del dissenso. Per
questo la solidarietà al popolo palestinese riguarda direttamente il mondo del
lavoro. Riguarda chi si oppone alla militarizzazione della società. Riguarda chi
difende il diritto di sciopero, di manifestazione e di organizzazione sindacale.
USB invita lavoratrici, lavoratori, studenti, movimenti e realtà sociali a
partecipare alle iniziative per la Nakba e ad aderire allo sciopero del 18
maggio.
Per il cessate il fuoco immediato. Per la fine dell’occupazione. Per il diritto
all’autodeterminazione del popolo palestinese. Per fermare guerra, riarmo e
repressione.
Maria Elena Delia, attivista e referente italiana della Global Sumud Flotilla,
sarà a Roma insieme a Saif Abukeshek, portavoce della stessa missione
internazionale, recentemente fermato e trattenuto illegalmente da Israele dopo
l’assalto alla flottiglia diretta verso Gaza.
Il 18 maggio saranno in Piazza Gaza (già Piazza dei Cinquecento) assieme a USB,
nella giornata dello sciopero generale proclamato contro guerra, genocidio,
riarmo e repressione.
Ma Roma non sarà l’unica piazza. Saremo in tutto il Paese, nei luoghi di lavoro,
nei territori, nei porti e nelle città, per affermare una posizione chiara: per
la guerra e per il genocidio dalle aziende non deve uscire nemmeno un chiodo.
Le piazze dello sciopero del 18 maggio, in aggiornamento
Le piazze dello sciopero del 18 maggio, in aggiornamento
Genova: Prefettura, Largo Lanfranco 1, ore 10:00
Bologna: Piazza Gaza (ex Piazza Maggiore) ore 10:00
Pisa: Piazza Gaza (ex Piazza) XX Settembre ore 9:00
Firenze: Prefettura, Via Cavour 1, ore 10:00
Massa: Palazzo del Comune, ore 9:00
Trieste: Colle di S.Giusto, ore 10:00
Roma: Piazza Gaza (ex Piazza dei Cinquecento) ore 10:00
Torino: Piazza Gaza (ex piazza palazzo di città) ore 9.30
Napoli: Piazza del Gesù ore 10:00
Pescara: Piazza Unione (palazzo Regione Abruzzo) ore 9:30
Milano: Piazzale Loreto ore 9:00
Brescia: Piazza Duomo, ore 18:00
Rimini: Piazza Cavour, ore 9:00
Bari: Piazza Libertà (Prefettura), ore 9:30
Perugia: Piazza Italia ore 9:00
Livorno: Varco Valessini, ore 6:00 – Piazza del Municipio, ore 9:00
Unione Sindacale di Base