Riforma legge elettorale, il testo in discussione alla Camera
a cura di Anna Maria Bianchi, Rosanna Oliva, Isabella Pierantoni
E’ approdata all’esame della Camera la riforma della legge elettorale del
centro destra: pubblichiamo un riassunto delle caratteristiche principali
invitando a approfondire il tema con le nostre video interviste e a partecipare
all’iniziativa Mille voci per un voto uguale promossa dai costituzionalisti che
hanno firmato l’appello Torniamo alla Costituzione , che si terrà a Roma il 30
giugno 2026 alle ore 15 al Teatro de’ Servi in Via Mortaro 22.
> La legge elettorale non è una legge ordinaria qualsiasi. È la legge che
> determina le condizioni attraverso le quali il popolo, titolare della
> sovranità, concorre alla formazione delle Camere. Tocca quindi l’eguaglianza
> del voto, la libertà di scelta degli elettori, la rappresentatività del
> Parlamento e, inevitabilmente, la stessa forma di governo. Intervenire su
> questa materia richiede prudenza, misura e rispetto dei principi
> costituzionali. Qui, invece, si procede nella direzione opposta: si costruisce
> un sistema che concentra il potere, riduce la capacità di scelta degli
> elettori, adultera ulteriormente il rapporto tra voti e seggi e trasforma
> l’elezione parlamentare in una competizione plebiscitaria intorno alla guida
> dell’esecutivo (Lorenzo Spadacini – da Giustizia Insieme)
Il testo della riforma elettorale, Disposizioni in materia di elezioni della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica», primo firmatario il deputato
Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia), è approdato alla discussione generale alla
Camera il 26 giugno 2026. Il testo della seconda versione, detto il “Bignami
bis” è stato ulteriormente modificato con gli emendamenti approvati nelle ultime
sedute di giugno della Commissione Affari costituzionali.
Il testo licenziato dalla Commissione conferma le criticità della riforma.Le
caratteristiche della proposta elettorale battezzata “Stabilicum” o “Melonellum”
, rispetto al sistema attuale, il cosiddetto “Rosatellum” , la legge in vigore
dal 2017 (1) sono*:
ELIMINATI I COLLEGI UNINOMINALI
* Tenendo presente che entrambi i sistemi elettorali tendono a modificare la
maggioranza che si crea in Parlamento in due modi diversi, con l’attuale
sistema Rosatellum circa un terzo dei parlamentari è eletto con il sistema
maggioritario: nei collegi uninominali (2) vince il candidato che ottiene un
voto in più. Il Melonellum elimina i collegi uninominali e i seggi vengono
assegnati secondo un sistema proporzionale, i cui risultati sono corretti da
un ammontare di seggi- premio assegnati al vincitore a determinate
condizioni.
IL PREMIO DI MAGGIORANZA
* Il Rosatellum non attribuisce alcun premio di maggioranza, nel Melonellum si
prevede un sistema misto a turno unico, costituito da un sistema
proporzionale che assegna alla coalizione che vince con almeno il 42% di voti
in entrambe le Camere, un premio fisso di 70 seggi alla Camera (su 400) e di
35 seggi al Senato (su 200 più i senatori a vita), che viene aggiunto
automaticamente ai seggi conquistati con il proporzionale dalla medesima
coalizione.
* Rispetto alla prima versione della proposta “Bignami” è stato abolito il
ballottaggio: se nessuna coalizione o lista singola raggiunge la soglia del
42%, o se la Camera e il Senato danno esiti elettorali diversi, il premio di
maggioranza non scatta e i seggi sono distribuiti in modo proporzionale.
* È fissato un tetto di maggioranza raggiungibile con il premio, pari a 220
seggi complessivi alla Camera e 113 seggi al Senato.
INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER
* Con il Rosatellum i partiti e le coalizioni non devono indicare il loro
candidato premier (3), con il Melonellum è introdotto l’obbligo per le liste
e per le coalizioni di indicare il candidato premier al momento della
presentazione delle liste, fatte salve le prerogative del Presidente della
repubblica in materia di formazione e scioglimento del Parlamento (4) e la
libertà di mandato dei parlamentari. Il nome del candidato premier non è
riportato sulla scheda elettorale (5).
LISTONE, PREFERENZE E PLURICANDIDATURE
* Come nel Rosatellum, anche nel Melonellum gli elettori non potranno esprimere
preferenze per l’elezione dei parlamentari, che saranno individuati sulla
base di liste bloccate. Cinque liste bloccate circoscrizionali (6) per la
quota proporzionale, una lista nazionale per il premio di maggioranza dei 70
deputati e dei 35 senatori (quelli che saranno attribuiti alla coalizione che
avrà ottenuto almeno il 42% in entrambe le camere), scelta di nuovo dai
partiti di riferimento. Un candidato può proporsi fino a cinque collegi
plurinominali, e un candidato nel listino del premio è obbligato a candidarsi
almeno in un collegio plurinominale;
* Come nel Rosatellum, anche col Melonellum i candidati del sesso
sottorappresentato dovranno essere presenti come minimo al 40% (7)
* Nessun cambiamento per i candidati eletti all’estero: 8 deputati e 4
senatori.
* Un emendamento approvato dalla Commissione Affari Costituzionali vieta le
pluricandidature per i parlamentari europei in carica, impedendo loro di
correre contemporaneamente per le elezioni politiche nazionali (8)
LE CIRCOSCRIZIONI
* Nel Melonellum le circoscrizioni restano quelle oggi vigenti, di cui alle
tabelle allegate al decreto legislativo n. 177 del 2020. Alla Camera vi sono
28 circoscrizioni e 47 collegi plurinominali, al Senato vi sono 20
circoscrizioni e 26 collegi plurinominali. Restano in tutta Italia, tranne
che nel Trentino e Valle d’Aosta, dove restano i collegi uninominali (9)
SOGLIA DI SBARRAMENTO
* Nel Rosatellum la soglia di sbarramento è del 3% per tutti i partiti, dentro
e fuori le coalizioni, e del 10% per le coalizioni. Nel Melonellum la soglia
di sbarramento è sempre del 3%, con la differenza che il primo partito sotto
il 3% all’interno delle coalizioni potrà essere recuperato nella spartizione
proporzionale (10).
RACCOLTA FIRME
* Per presentarsi alle elezioni con il Rosatellum tutti i partiti presenti in
Parlamento sono esentati dalla raccolta delle firme. Nel Melonellum saranno
esentati tutti i partiti che hanno formato un gruppo parlamentare entro il 31
dicembre 2025 (11)
CAMERA DEI DEPUTATI
PROPOSTA DI LEGGE n. 2822, D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI BIGNAMI, MOLINARI, BARELLI,
LUPI, URZÌ, IEZZI, BENIGNI, ALESSANDRO COLUCCI, BATTILOCCHIO, PAOLO EMILIO RUSSO
– PROPOSTE DI LEGGE n. 157, d’iniziativa del deputato MAGI – PROPOSTE DI
LEGGE N. 2236, D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI PAVANELLI, CHERCHI, FEDE, FERRARA,
MORFINO, PENZA SCARICA
Dossier Camera e Senato
A.C. 2822-157-2236-A Disposizioni in materia di elezioni della Camera dei
Deputati e del Senato della Repubblica Elementi per l’esame in Assemblea del 26
giugno 2026 scarica il Dossier
vedi Legge elettorale 2026 – Cronologia e materiali
Vai a Riforma della Legge elettorale: meno rappresentanza, meno democrazia. Le
videointerviste di Carteinregola
Leggi le interviste:
* Gaetano Azzariti: la legge elettorale dovrebbe preservare, più che la
stabilità, la democrazia rappresentativa e il pluralismo politico
* Maria Agostina Cabiddu : rifoma legge elettorale, un Mino(ri)tarium con una
faccia proporzionale e un corpo maggioritario
* Enrico Grosso:
* Rosanna Oliva: riforma della legge elettorale, continuano le liste bloccate e
il paradosso delle pluricandidature femminili
* Massimo Villone: riforma della legge elettorale, siamo sul piano inclinato di
uno scivolamento verso l’autocrazia
Proposta di legge elettorale: l’Audizione di Carteinregola in Commissione Affari
Costituzionali (19 maggio 2026)
vedi Modifiche della legge elettorale, i punti – sempre controversi – del
“Bignami bis” di Isabella Pierantoni
Roma, 29 giugno 2026
Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com
NOTE
(1) 2017 il Parlamento approva, con i voti i centrosinistra e centrodestra, la
legge Rosato, il “Rosatellum”,la quale prevede che un terzo del Parlamento sia
eletto con sistema maggioritario e due terzi con sistema proporzionale, con
sbarramento al 3 per cento su base nazionale. Le liste possono coalizzarsi tra
loro: quella che ottiene tra l’1 e il 3 per cento, nella parte proporzionale non
elegge parlamentari, ma i suoi voti si sommano comunque alle altre liste della
coalizione che hanno superato il 3 per cento. Sotto l’1 per cento, invece, i
voti sono persi. vedi . LEGGE 3 novembre 2017, n. 165 “Modifiche al sistema di
elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al
Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e
plurinominali (17G00175) (GU Serie Generale n 264 del 11-11-2017. Vedi anche
Openpolis Come funziona la legge elettorale nota come rosatellum 2 maggio 2023
(2) Nei collegi uninominali ciascuna coalizione di liste o la singola lista
presenta un solo candidato e nel collegio uninominale si elegge un solo
candidato, quello che prende un voto in più. Il vincitore vince un seggio,
mentre se il sistema fosse totalmente proporzionale avrebbe la quota percentuale
dei voti ottenuti (per es 30%, o 40%). Questo spiega l’effetto maggioritario dei
collegi uninominali. Nei collegi plurinominali si eleggono più candidati sulla
base dei voti ricevuti.
(3) Nel Rosatellum è previsto solo il capo della forza politica vedi normattiva
https://www.normattiva.it/eli/id/2017/11/11/17G00175/ORIGINAL
Art. 1 Modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati
comma7. L’articolo 14-bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 361 del
1957 è sostituito dal seguente:
«Art. 14-bis. …comma 3. Contestualmente al deposito del contrassegno di cui
all’articolo 14, i partiti o i gruppi politici organizzati depositano il
programma elettorale, nel quale dichiarano il nome e cognome della persona da
loro indicata come capo della forza politica. Restano ferme le prerogative
spettanti al Presidente della Repubblica ai sensi dell’articolo 92, secondo
comma, della Costituzione.
(4)Molti costituzionalisti hanno osservato che tale obbligo depotenzia il ruolo
del capo dello Stato, l’unico a cui la Costituzione Italiana attribuisce il
compito di conferire l’incarico per formare il governo (si veda ad esempio
Gaetano Azzariti La legge elettorale dovrebbe preservare, più che la stabilità,
la democrazia rappresentativa e il pluralismo politico)
(5) Alcune testate giornalistiche hanno fatto presente che tale obbligo potrebbe
costringere alcuni partiti a cambiare simbolo (la Lega, “Lega per Salvini
premier “e Forza Italia, “Berlusconi presidente”)
[6] Per eleggere 400 deputati per la Camera ci sono 28 circoscrizioni e 47
collegi plurinominali. Per eleggere 200 senatori al Senato ci sono 20
circoscrizioni (il cui territorio corrisponde a quello delle regioni) e 26
collegi plurinominali.
(7) Si veda l’intervista a Rosanna Oliva: Riforma della legge elettorale,
continuano le liste bloccate e il paradosso delle pluricandidature femminili
https://www.carteinregola.it/rosa-oliva-riforma-della-legge-elettorale-continuano-le-liste-bloccate-e-il-paradosso-delle-pluricandidature-femminili/
(8) E’ stato battezzato “L’emendamento “Anti-Vannacci”, dato che il leader di
Futuro Nazionale è attualmente parlamentare europeo
(9) Si voterà ancora col maggioritario nella Valle d’Aosta, con un collegio
unico e nel Trentino- Alto Adige, dove i collegi sono quattro. Riporta il Fatto
Quotidiano che la decisione sarebbe “dovuta a un accordo politico della
maggioranza di centrodestra con Südtiroler Volkspartei“
(10 )Riporta il Fatto Quotidiano che tale modifica “è stata definita
“salva-Lupi”, perché, ad esempio, favorirebbe Noi Moderati che difficilmente
supererà il 3% all’interno del centrodestra“.
(11) Futuro nazionale di Roberto Vannacci, anche se riuscisse a formare un
gruppo a Montecitorio, sarebbe costretto a raccogliere le firme per presentarsi
alle elezioni