Laura Marzi / I detriti di una caduta
Che cos’è una stella cadente? Una luce che abbaglia e affascina. Uno squarcio
nella notte che ci illude: forse un sogno può diventare realtà. Una stella
cadente è uno strappo nel cielo, la consapevolezza della finitezza di esistere e
della fragilità della vita che svanisce in un attimo. È un’epifania: ci mostra
che ciò che crediamo immutabile – come stelle fisse, eterne e incastonate nel
firmamento delle nostre certezze – può improvvisamente cadere. Dopo il suo
passaggio, tutto si spegne e restiamo smarriti, immersi nella solitudine delle
nostre attese. Come stelle fisse sono le certezze che si hanno da ragazzi: la
convinzione di avere quel futuro che ci si aspetta.
Anche Ludovica ha perso la sua stella fissa. Un padre carismatico, adorato,
rispettato, metro di ogni paragone e fulcro del prestigio della sua famiglia:
Arturo Montella, segretario regionale della Democrazia Cristiana. Era lui a
incarnare sicurezza e stabilità fino a che nel 1993 viene travolto
dall’inchiesta Mani Pulite, accusato di corruzione e finanziamento illecito al
partito. Quell’uomo tutto d’un pezzo ora Ludovica lo vede piangere. E come si fa
a guardare i propri genitori che diventano fragili? Che mostrano il loro essere
umani, e non eroi? Da qui si apre un buco nero che inghiotte quella stella:
cadendo, smette di brillare e lascia dietro di sé una scia di delusioni, rabbia
e silenzi, portandosi via i sogni di Ludovica e di suo fratello Edoardo.
Adolescenti che fino ad allora avevano vissuto nel mondo dorato della stabilità
e del benessere altoborghese della loro famiglia, si ritrovano soli e smarriti
in una casa che non è più un rifugio, ma una roccaforte contro il discredito e
la maldicenza, un luogo di sospensione e parole non dette.
In questo vuoto, l’unico che riesce a oltrepassare la soglia del loro isolamento
è Tommaso, il miglior amico di Edoardo. E mentre tutto crolla, nella bolla di
silenzio che avvolge la casa, Ludovica scopre con lui un sentimento nuovo e
proibito, che rischia di spezzare anche l’ultimo legame autentico rimasto.
Stelle cadenti è un romanzo sul passaggio dall’adolescenza all’età adulta, ma
anche uno squarcio su un periodo storico recente del nostro Paese: Tangentopoli,
vista dagli occhi di una generazione – quella dei figli – turbata e smarrita
tanto quanto la Repubblica. L’autrice racconta il crollo di un potere, quello
della Democrazia Cristiana, che ha dominato l’Italia dal dopoguerra fino a
trenta anni fa, un cambiamento radicale che ha portato, tra le altre cose,
all’ascesa di Silvio Berlusconi. Lo fa a partire da un microcosmo: quello di una
famiglia il cui declino racconta la fine di un’epoca.
Laura Marzi esplora la società attraverso storie intime e personali, analizzando
le dinamiche familiari dove le scelte dei genitori ricadono inevitabilmente sui
figli. In queste relazioni non esiste una separazione netta tra assoluzione e
colpevolizzazione, perché l’amore, la distanza e i segreti si intrecciano in un
equilibrio sempre fragile. Ma Stelle cadenti è anche un romanzo sulla solitudine
e sulla ricerca dell’amore mancato. Si può davvero fingere che l’amore non
esista, quando la prima volta ti ha lasciato solo dolore? Basta non nominarlo.
Ludovica si rifugia dietro storie sentimentali vuote, per paura di restare sola
e affrontare ciò che è diventata negli anni: «una donna estremamente sola, che
aspetta immobile una riparazione del passato che non avverrà, che non può
avvenire». Dipendente da un passato perfetto che non è mai esistito, tutto le
sembra finito: anche lei una stella cadente destinata a spegnersi. Ma “le stelle
ci mettono un sacco a cadere”, e forse un ultimo desiderio può ancora illuminare
la notte.
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