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Roditori e colture agricole in Africa: una lotta tra i poveri e la ricerca di una soluzione nonviolenta
Durante la 10a Conferenza Internazionale sul controllo della fertilità negli animali selvatici, tenutasi a Barcellona alla fine di aprile dall’Istituto Botstiber https://wildlifefertilitycontrol.org/, molti relatori si sono concentrati sui roditori. Una presentazione del professor Steven Belmain, del Natural Resources Institute, Università di Greenwich (Regno Unito), è stata dedicata all’impatto dei roditori soprattutto in Africa e alle possibilità di un intervento ecologicamente ed eticamente sostenibile.    Professor Belmain, cominciamo con la portata enorme del problema. In tutto il mondo centinaia di milioni di roditori vengono uccisi ogni anno in contesti agricoli e urbani, per prevenire la perdita dei raccolti, la contaminazione degli alimenti ed eventuali malattie. Ma i rodenticidi anticoagulanti causano una morte lenta e dolorosa… I metodi convenzionali come i rodenticidi anticoagulanti sono anche oggetto di restrizioni in diversi paesi, a causa delle preoccupazioni circa l’accumulo ambientale e sullo sviluppo di resistenza. Ma senza alternative efficaci e sostenibili, esiste il rischio di un aumento delle ricadute in termini di zoonosi e di maggiori perdite economiche per gli agricoltori. Il controllo della fertilità con contraccettivi orali somministrati in forma di cibo sta emergendo come un’alternativa promettente ai metodi letali. I roditori, con la loro prolifica riproduzione e la breve durata di vita, presentano sfide e opportunità uniche per questo approccio, rispetto ai mammiferi più grandi. L’applicazione di mangimi contraccettivi in contesti ampi come i sistemi colturali e il controllo urbano è considerata un’opzione socialmente più accettabile, umana e sostenibile dal punto di vista ambientale.    Come funziona questa possibile alternativa?  L’obiettivo primario in questi contesti è ridurre la densità dei roditori e mantenere le popolazioni al di sotto della soglia di danno socioeconomico.  Una combinazione degli ormoni levonorgestrel e quinestrolo, nota come EP1, ha una lunga storia di utilizzo sicuro ed efficace nel limitare la riproduzione negli esseri umani ma anche in varie specie selvatiche come i marsupiali come i canguri, e i primati, negli zoo. Le prove dimostrano ora che questa combinazione è efficace anche contro diverse specie importanti di roditori, tra cui quelle cosmopolite come il ratto nero (Rattus rattus), il topo comune (Mus musculus) e quelle di importanza regionale come il Mastomys natalensis, molto invasivo nell’Africa sub-sahariana. Studi sul campo che hanno confrontato il contraccettivo EP1 con un rodenticida anticoagulante  mostrando riduzioni paragonabili nelle popolazioni di roditori. Una singola somministrazione all’inizio della stagione nelle aree agricole può ridurre significativamente l’aumento della popolazione, riducendo i danni ai raccolti.   Il contraccettivo orale EP-1, utilizzato in Cina e in Africa, viene somministrato su larga scala in quei paesi? EP1 è registrato per l’uso in Tanzania, ma non esiste alcuna attività che lo produca e lo venda. Tuttavia, viene utilizzato attraverso i canali governativi in risposta alle epidemie. Il governo tanzaniano fornisce veleni agli agricoltori quando sono previste epidemie di roditori – non sempre e ovunque, ma in aree ad alto rischio in alcuni anni. Attraverso questo processo consolidato hanno anche cercato di fornire invece esche per il controllo della fertilità. Tuttavia non ho dati su quanto ampiamente venga utilizzato lì, ed è un fenomeno ad hoc. Lo stesso vale in Cina – non viene commercializzato e venduto, ma viene utilizzato attraverso i canali governativi per contribuire a ridurre le popolazioni di gerbilli della Mongolia in caso di rischio. EP1 è stato utilizzato altrove in Zambia e Sud Africa, ma solo in via sperimentale e non è stato ancora registrato in questi paesi. E’ qualcosa che sto cercando di promuovere e spero che arriveremo a un punto in cui potrà essere utilizzato ufficialmente in Sud Africa. Perché EP1 non viene utilizzato in modo massiccio? C’è un problema di costi per il mangime contraccettivo?  Il costo di produzione è paragonabile a quello dei rodenticidi. Gli ormoni vengono prodotti su larga scala per pillole anticoncezionali umane e altro, quindi sono economici da acquistare; i costi principali sono gli ingredienti alimentari dell’esca. Lo stesso vale per il veleno anticoagulante, il cui costo è in realtà costituito dagli ingredienti dell’esca alimentare. Il problema è che le aziende commerciali di disinfestazione non hanno alcun interesse nella produzione – per loro è molto più facile continuare a produrre veleni rodenticidi. Ci sono anche altri ostacoli? Sebbene EP1 funzioni, gli ostacoli normativi in Europa e negli Stati Uniti probabilmente impediranno la registrazione di EP1 a causa del problema già riconosciuto della contaminazione da estrogeni nell’ambiente, dovuta all’uso umano e negli allevamenti. Quindi molto probabilmente non verrà consentito un prodotto come questo, anche se solo in modo molto limitato. I paesi africani non hanno questi problemi di elevata presenza di estrogeni nell’ambiente e hanno visto l’EP1 una possibilità per ridurre la contaminazione ambientale con veleni anticoagulanti, quindi sono più disposti a permetterne l’utilizzo per ridurre questo importante avvelenamento il cui danno va ben oltre i roditori. Attraverso la ricerca che ho in corso in Sud Africa intendiamo indagare su questi ulteriori problemi.  Come si fa a far sì che il cibo con il contraccettivo venga mangiato dai topi e solo da loro? Ci sono due modi: uno è quello di mettere l’esca direttamente nelle tane dei roditori. Questa tecnica è ampiamente utilizzata per la somministrazione di veleni, quindi si può fare lo stesso con la nostra esca contraccettiva. Utilizziamo anche piccoli segmenti di bambù e/o segmenti di tubo di plastica come stazione. I segmenti vengono posizionati nell’area di coltivazione, con l’esca posizionata al centro del segmento. Ciò impedisce agli uccelli e agli animali più grandi di raggiungere l’esca: le foto-trappole lo dimostrano.  E quanto all’uso di estratti vegetali per fini contraccettivi nel caso dei roditori? Il neem è stato testato in studi di laboratorio e può ridurre la fertilità.  Ma deve essere somministrato in tempi lunghi e ha un sapore molto amaro: non è affatto facile convincere i roditori a mangiarlo. Il sapore è un problema con molti prodotti naturali testati per valutarne gli effetti sulla fertilità. Un prodotto naturale venduto negli Stati uniti a questo scopo contiene olio di semi di cotone, che ha il composto gossipolo. Il gossipolo ha effetti di controllo della fertilità, ma provoca anche insufficienza cardiaca, tossicità epatica e molti altri effetti tossici. Un altro prodotto, venduto sempre negli Usa, contiene triptolide. Proviene dalla pianta Tripterygium wilfordii. Ciò ha effetti sulla riproduzione, presenta anche molte altre gravi tossicità note. Poiché entrambi i prodotti dovrebbero essere somministrati ai roditori a lungo termine, è probabile che si verifichi una tossicità cumulativa per gli animali che li mangiano. Alcune osservazioni da parte dei professionisti della disinfestazione suggeriscono che questa sia la modalità d’azione effettiva, ben più del controllo della riproduzione. Negli Stati uniti non sono tuttora disponibili prove del fatto che questi prodotti limitino in modo rilevante la riproduzione. Le sperimentazioni in corso a New York City mirano a raccogliere maggiori dati sull’efficacia e sulla modalità d’azione di uno di questi prodotti.    Marinella Correggia
May 14, 2026
Pressenza