Contro la chiusura dell’Istituto di Studi Giuridici Internazionali del CNR
L’Unione Sindacale di Base esprime forte contrarietà rispetto alla decisione del
Consiglio Nazionale delle Ricerche di procedere all’eliminazione dell’Istituto
di Studi Giuridici Internazionali, struttura che da oltre quarant’anni
rappresenta un presidio fondamentale per la ricerca pubblica nel campo del
diritto internazionale, dei diritti umani, delle migrazioni, dell’ambiente e
della cooperazione tra i popoli.
La notizia, riportata da Il Fatto Quotidiano, conferma una deriva ormai evidente
all’interno del CNR: smantellare competenze strategiche e ridurre gli spazi di
ricerca critica, pubblica e indipendente.
USB ritiene gravissimo che, in una fase storica segnata da guerre, crisi
geopolitiche, restrizione dei diritti e ridefinizione degli equilibri
internazionali, si scelga proprio di colpire un istituto dedicato allo studio
del diritto internazionale e alla tutela dei diritti fondamentali.
Dietro la retorica della “razionalizzazione” si nasconde ancora una volta una
logica puramente aziendalista che considera la ricerca pubblica solo in funzione
dell’immediata spendibilità economica, penalizzando invece quei settori che
producono conoscenza critica, autonomia culturale e funzione democratica.
USB denuncia inoltre l’assenza di un reale confronto con lavoratrici, lavoratori
e comunità scientifica. Le scelte strategiche sul futuro degli enti pubblici di
ricerca non possono essere assunte nelle stanze dei vertici amministrativi senza
trasparenza e partecipazione.
Difendere l’ISGI significa difendere l’idea stessa di ricerca pubblica come bene
comune, libera dalle pressioni politiche ed economiche e capace di contribuire
allo sviluppo civile e democratico del Paese.
USB Ricerca chiede:
– il ritiro immediato del provvedimento di soppressione dell’Istituto;
– l’apertura di un confronto pubblico con personale e comunità scientifica;
– un piano di rilancio della ricerca pubblica fondato su investimenti,
stabilizzazione del personale e valorizzazione delle competenze;
– il rispetto dell’autonomia scientifica degli enti pubblici di ricerca.
USB sarà al fianco delle lavoratrici, dei lavoratori e di tutte le realtà
accademiche e sociali che si opporranno a questa scelta sbagliata e miope.
Unione Sindacale di Base