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Guerre: innanzitutto prevenire. E farlo oggi
Mi chiedo se il Governo italiano e quello europeo abbiano un sistema di pre-allarme per l’individuazione delle situazioni a rischio di guerra. Per i casi odierni, a rigore, non ce n’è nemmeno bisogno, visto che Donald Trump dichiara spesso che il prossimo della sua lista è Cuba. Dunque, Italia ed Europa stanno anticipatamente facendo qualcosa (come prevedrebbe un sistema nonviolento, che non aspetta lo scoppio di una guerra per agire) per impedire questa ennesima violazione del Diritto internazionale? Come nel caso di Israele-Palestina mi aspetterei almeno sanzioni dure a Israele e accompagnamento disarmato alla Flotilla (astraggo qui dal vile silenzio/assenso e omissione di intervento non armato riguardo al massacro di decine di migliaia di civili e, ancor prima, nel corso di tutta l’orrenda guerra tra i due popoli di cui l’Occidente è il principale responsabile), così mi aspetterei, nella fase preventiva relativa al rischio di conflitto militare Usa-Cuba: 1. una ferma condanna delle minacce di Trump, 2. una dichiarazione di misure che si intendono intraprendere nei confronti degli USA in caso di attacco, 3. la messa in campo immediata di una nutrita scorta nonviolenta (come quelle svolte dalle Peace Brigades International, PBI), delle più alte cariche di Cuba, 4. lo schieramento di un centinaio di migliaia di persone disarmate e adeguatamente formate all’interposizione da rinomate associazioni nonviolente con accanto decine di giornalisti e televisioni, 6. una politica di autonomia economica che mettesse in grado di non dipendere da Stati-canaglia come gli Stati Uniti e di mantenere rapporti di scambio su base quanto più possibile paritaria. Così, tanto per cominciare. Tutto fattibilissimo, se si volesse il progresso nel campo della pace, anziché in quello dell’economia bellico-militare, della competizione e della prevaricazione. Basterebbe studiare qualche libro di nonviolenza, disciplina scientifica e non chiacchiera da bar (a proposito, anticipo che il sottoscritto ne sta scrivendo uno sulla Difesa Popolare Nonviolenta, su cui esiste già una buona bibliografia) e mettersi al lavoro. SUBITO. INFATTI, “BISOGNA FARE PRESTO E BENE, PERCHÉ SI MUORE” (Danilo Dolci). Bibliografia minima per approfondire: Caschi Bianchi oltre le vendette. Sperimentare il Servizio Civile e la difesa civile non armata e nonviolenta per conoscere e trasformare i conflitti. A cura di P. Di Blasio, S. Filippini, F. Tommasi e I. Zomer, “Quaderni ricerca e documentazione interdisciplinare sui diritti umani” 24, 2013. Galtung, Ci sono alternative! Quattro strade per la sicurezza, EGA, Torino 1986. Zurlini Panza, Dalla guerra alla riconciliazione. Operazione Colomba: Corpo Nonviolento di Pace in zone di conflitto armato, Pisa 2013 (= ‘Quaderni Satyagraha’ n. 23). Redazione Palermo
May 22, 2026
Pressenza
Standing Toghether mette i propri corpi per interporsi tra i violenti e le vittime
Il 26 maggio 2025, migliaia di nazionalisti israeliani hanno partecipato alla Marcia delle Bandiere a Gerusalemme, attraversando il quartiere musulmano della Città Vecchia e intonando slogan razzisti come “Morte agli arabi” e “Che il tuo villaggio bruci”. L’evento, che commemora la conquista israeliana di Gerusalemme Est nel 1967, è stato segnato da tensioni crescenti nel contesto della guerra in corso a Gaza. Tra i manifestanti sono stati esposti striscioni provocatori, tra cui uno che recitava: “Gerusalemme nelle nostre mani, 1967. Gaza nelle nostre mani, 2025” Secondo fonti internazionali come Associated Press, The Guardian, Reuters ed El País, diversi manifestanti hanno molestato palestinesi, giornalisti e attivisti israeliani, spesso senza l’intervento delle forze di sicurezza.  The Guardian, Thousands join Israeli flag march through Muslim quarter of Old City in Jerusalem – https://www.theguardian.com/world/2025/may/26/thousands-join-israeli-flag-march-through-muslim-quarter-of-old-city-in-jerusalem Reuters, Far-right Israelis confront Palestinians, other Israelis in chaotic Jerusalem march, witnesses sayhttps://www.reuters.com/world/middle-east/israeli-far-right-police-minister-visits-al-aqsa-mosque-site-ahead-jerusalem-2025-05-26 Quel giorno, attivistə di Standing Together hanno usato i loro corpi per interporsi tra i violenti e le vittime dell’aggressione. Standing Together è un movimento di ebrei e arabi che vogliono “Pace e indipendenza per israeliani e palestinesi, piena uguaglianza per tuttə in questa terra, e vera giustizia sociale, economica e ambientale” (dal loro website https://www.standing-together.org/en ) Nella loro newsletter scrivono così sulla giornata di Lunedì 26 maggio: “La violenza nella nostra terra continua ad aumentare. La nostra risposta? Mettere i nostri corpi in prima linea per combattere il razzismo e l’odio nella nostra società. È esattamente quello che abbiamo fatto ieri, quando decine di attivistə della nostra Humanitarian Guard si sono mobilitatə per proteggere palestinesi contro le bande di estrema destra che erano arrivate per creare violenza nella Città Vecchia di Gerusalemme, in occasione del Giorno di Gerusalemme. Siamo andati a Gerusalemme per proteggere i-le residenti palestinesi, ma anche per far sentire la nostra voce contro l’estremismo e a favore dell’umanità. Ci stiamo mettendo fisicamente in mezzo alla violenza, e vogliamo assicurarci di avere il tuo sostegno”. In questo video Nati, uno degli attivisti della Humanitarian Guard, si lancia in mezzo alla folla per proteggere un giovane. https://www.instagram.com/reel/DKIKDgCKzLx/?utm_source=ig_web_copy_link Ancora dalla loro newsletter: “Questa marcia razzista, che si tiene ogni anno, è finanziata dal Comune di Gerusalemme e sostenuta dal governo. Come movimento dal basso formato da ebrei e palestinesi, il nostro lavoro è chiaro: non solo dobbiamo contrastare la violenza contro i palestinesi nel momento in cui accade, ma dobbiamo anche combattere i sistemi più ampi che la alimentano e la rendono possibile. Non si tratta solo di reagire, ma di impegnarsi per costruire, dalle fondamenta, la società in cui vogliamo vivere. Nessun@ di noi può essere veramente liber@ o al sicuro in una società che tollera questa violenza.” Ilaria Olimpico
May 28, 2025
Pressenza