ForumDD, indagine giovani: l’81,5% pensa che la propria voce non conti
Pubblicata l’indagine ForumDD su circa 3mila studenti e studentesse: “Forte
sensibilità e competenza sociale e ambientale ma sfiducia verso le
organizzazioni e le forme di impegno collettivo”. A prova di futuro! Giovani e
protagonismo, che ha coinvolto 21 scuole italiane tra il 2023 e il 2026.
L’indagine – “Preoccupazioni, consapevolezze e impegno delle nuove generazioni.
Uno squarcio sulla fascia 17-19 anni in Italia” – è stata realizzata dal Forum
Disuguaglianze e Diversità con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo
nell’ambito del progetto “A prova di futuro! Giovani e protagonismo”, che ha
coinvolto 21 scuole italiane tra il 2023 e il 2026_
Le nuove generazioni sono sensibili e consapevoli rispetto ai temi della
giustizia sociale e ambientale, ma l’81,5% pensa che la propria voce non conti.
E se le azioni individuali raccolgono un diffuso “massimo accordo”, per quelle
collettive domina un “rifiuto netto”. Con una sfiducia radicata in tutte le
organizzazioni. È quanto emerge dall’indagine “Preoccupazioni, consapevolezze e
impegno delle nuove generazioni. Uno squarcio sulla fascia 17-19 anni in
Italia”, realizzata tra ottobre 2023 e aprile 2026 dal Forum Disuguaglianze e
Diversità con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del
progetto “A prova di futuro! Giovani e protagonismo”. La ricerca ha coinvolto
circa 3mila studenti e studentesse tra i 17 e i 19 anni in 21 istituti
scolastici di tutto il Paese grazie al Programma di Educazione per le Scienze
Economiche e Sociali (PESES) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di
Milano. Attraverso questionari interattivi, attività formativa e intensi
dialoghi, l’indagine ha esplorato preoccupazioni, consapevolezze e forme di
impegno delle persone giovani.
“Siamo partiti dall’analisi del contesto: la caduta della partecipazione
giovanile alle elezioni politiche dove si chiede un mandato, passata dall’87%
del periodo 1994-2006 al 60% del 2022, e l’affluenza giovanile salita al 67% nel
referendum del 2026 dove è stato chiesto di esprimersi con SI/NO su una
proposta. Come interpretare questa non fiducia nella rappresentanza? Riguarda
solo i partiti o anche altre forme di organizzazione sociale? Deriva da
insensibilità verso le ingiustizie o dalla sfiducia che possano essere corrette?
E come le persone giovani pensano di impegnarsi per affrontarle? Dalle risposte
emerge un potenziale di sensibilità e consapevolezze che non ha la fiducia di
tradursi in un impegno collettivo. Questo parla a tutte le organizzazioni
sociali, del lavoro e politiche del Paese, che a quel potenziale grande non
riescono a rivolgersi”, hanno riassunto Fabrizio Barca (co-coordinatore del
Forum Disuguaglianze e Diversità), Caterina Manicardi e Marta Perrini del
ForumDD, autore e autrici del documento.
I dati raccolti confermano un’alta preoccupazione per il futuro. In cima alla
lista c’è la “mancanza di lavoro” (3,8 punti su 5), seguita da “guerra” (3,6),
“diritti delle persone” e “scarso peso della voce dei giovani” (3,5). Su
“distruzione della biodiversità” e “cambiamento climatico” l’opinione è più
polarizzata: alla massima preoccupazione di circa un quarto si contrappone poco
meno del 20% che non esprime alcuna preoccupazione. Ampio il divario percepito
dai giovani e dalle giovani rispetto alla generazione dei genitori: le
preoccupazioni per “guerra” (3,6) e “mancanza di lavoro” (3,3) sono ritenute
condivise, mentre è diffusa la convinzione che non interessi loro il mancato
peso della propria voce.
In tema di disuguaglianze e ingiustizie, il “colore della pelle” (69%, con
valori più alti al Nord), è percepito come la principale matrice di iniquità,
seguita dal “genere” (52,8%). Molto vicino il ruolo attribuito alla “classe
sociale” (50,9%, con valori più alti al Sud), ben più del “reddito” (37,7%):
viene così smentita una presunta disattenzione al concetto di classe, bandito
dalla pubblicistica. Sul fronte della giustizia ambientale, forte è la
responsabilità del collasso climatico attribuita ai comportamenti individuali
(3,9), ma al primo posto viene indicato il modo di produzione estrattivo (4,1),
anche qui rilevando una significativa capacità di valutazione sistemica. Assai
minore il ruolo riconosciuto alle politiche (3,5).
Queste evidenze smentiscono sia la tesi di un’insensibilità sociale e ambientale
delle nuove generazioni, sia quella di una loro difficoltà nel concettualizzare
i termini della crisi attuale. Ma a queste consapevolezze si associano due dati.
In primo luogo, una forte sfiducia nella possibilità che la propria voce conti:
l’81,5% è in disaccordo con questa affermazione, contro il 18,4% in accordo. Con
uno scarto eclatante rispetto alla media della popolazione italiana (41%)
rilevata da Eurobarometro nel 2023.
In secondo luogo, sul fronte del proprio impegno personale nell’affrontare le
ingiustizie sociali e ambientali, emerge una forte preferenza per le azioni
individuali (4 a “corretto uso delle risorse”, 3,7 a “voto alle elezioni” –
nonostante l’astensionismo – e 3,4 a “consumi consapevoli”), mentre tutte le
azioni collettive, attraverso partiti, mobilitazioni, associazioni,
manifestazioni, sono giudicate negativamente dalla maggioranza (con valori medi
fra 1,8 e 2,4). Il volontariato occupa una posizione intermedia. La diffidenza
verso le organizzazioni nasce dalla percezione che esse “hanno una loro agenda”,
“non ascoltano la voce dei/delle nuovi/e entranti” o “sono inefficaci” ma anche
dal timore del giudizio e della derisione da parte dei propri e delle proprie
pari.
A mostrare la strada per riattivare l’interesse giovanile per l’azione pubblica
è la reazione raccolta su una politica concreta: l’eredità universale al
compimento dei 18 anni, avanzata dal ForumDD sin dal 2019. Non solo il 74,6% si
dichiara favorevole, ma anche quando sull’universalità della misura e
sull’ipotesi di non condizionarne l’uso il consenso si riduce (al 46%, nel primo
caso, e 61% nel secondo), in ogni incontro si è aperto un confronto rigoroso e
argomentato fra le due posizioni. Questo mostra quanto si guadagnerebbe a
discutere le politiche “per” i giovani “con” i giovani.
L’INDAGINE INTEGRALE A QUESTO LINK: HTTPS://BIT.LY/INDAGINE-GIOVANI-FORUMDD
PER MAGGIORI INFORMAZIONI SUL PROGETTO “A PROVA DI FUTURO! GIOVANI E
PROTAGONISMO”:
HTTPS://WWW.FORUMDISUGUAGLIANZEDIVERSITA.ORG/GIOVANI-E-PROTAGONISMO/
Redazione Italia